Ritratti: Autori del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Ignazio Rosato

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Il mese scorso durante lo spettacolo “Cunti e canti dell’emigrazione, dal molo Santa Lucia di Palermo a Ellis Island”, organizzata da Giovanni e Pino Apprendi, al Giardino dei Giusti per l’Alloro Fest, ho conosciuto lo scrittore e sceneggiatore cinematografico Ignazio Rosato. Quella sera il suo testo teatrale sui temi della Merica, ha emozionato il pubblico presente. Al successo della serata ha contribuito l’attrice Rossella Leone con la sua splendida interpretazione, accompagnata dalle struggenti note della fisarmonica di Pierpaolo Petta. Ignazio Rosato è un giovanissimo Autore che proviene da Bisacquino, che ha dato i natali a Frank Capra: (1897-1991): celebre regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italo-americano, vincitore di sei Oscar per film come Accadde una notte e La vita è meravigliosa. Bisacquino ha dato i natali al Professore Antonino Lo Voi: (1907-1977): Membro della commissione dei matematici per l’assegnazione del Premio Nobel nel 1972, solo per citarne due. Tra le passioni di Ignazio c’è la lettura e la scrittura, che ha trasformato nella professione principale della sua vita. Ama molto viaggiare, soprattutto tra le capitali europee. La sua città preferita è Praga, da lui definita, città magica, ricca di fascino, di storia e di musica.

Ma andiamo a conoscerlo da vicino.

-Quando inizia la tua passione per il mondo dello spettacolo?

Da piccolo ero incantato dai racconti degli anziani del mio paesino, dalle tradizioni, dalle processioni. Tutto ciò che era narrazione e rappresentazione mi ammaliava. Se mi guardo indietro penso, che il processo di fascinazione sia cominciato lì. Abbiamo il privilegio di vivere in una terra che è spettacolo e narrazione e in cui sognare non costa nulla.

-Come si diventa uno sceneggiatore di successo?

Questo bisogna chiederlo ad uno sceneggiatore di successo. Io ho cercato semplicemente di non tradire mai la fiducia di chi mi ha voluto come Autore. Ad ogni regista, produttore, attore che mi ha cercato ho dato il massimo e ad ognuno di loro devo qualcosa. Tra tutti Roberto Lipari e Ficarra e Picone a cui devo il mio primo film.

-Cosa pensi delle battute argute e spiritose di Achille Campanile?

Achille Campanile è stata la mia prima folgorazione letteraria. Ero appena sedicenne e trascorrevo i pomeriggi al bar di Bisacquino che era gestito dal mio professore d’italiano. Mi sedevo in prossimità della cassa e lo distraevo continuamente chiedendogli consigli per capire meglio quello che spiegava durante la lezione in classe. Lui ad un certo punto, un pò scocciato, mi disse che nel percorso scolastico non avrei mai trovato delle risposte e che se volevo veramente crearmi un punto di vista avrei dovuto leggere. Mi disse: “fregatene di Manzoni, ti piace la comicità? Allora leggiti il Manuale di conversazione di Achille Campanile”. Me lo scrisse su uno di quei tovagliolini da bar. Quelli che non puliscono. Quel tovagliolino mi ha cambiato la vita.

-Hai letto il suo libro La tv spiegata al popolo?

No, lo leggerò. Per ora il mio preferito è Vite degli uomini illustri.

-A proposito di Tv: molti siciliani hanno comprato una tv di cento pollici, sono convinti di avere il cinema in casa… Il cinema è un rito collettivo e va visto nel buio della sala cinematografica insieme agli altri, senza nessuna interruzione tra il primo e il secondo tempo. Qual è la tua opinione in proposito?

Assolutamente. Il cinema è un’arte in cui il nome coincide con il luogo. La visione al cinema è l’esperienza sociale per eccellenza. Si ride insieme, si piange insieme. Insomma cosa c’è di più straordinario di vivere un’emozione insieme agli altri. È una delle poche esperienze di comunità sopravvissute nell’era degli individualismi.

-Ho visto il film Spaccaossa diretto da Vincenzo Pirrotta, del quale hai scritto la sceneggiatura. Sono rimasto profondamente turbato. Dopo averlo visto, ho saltato la cena e ho pensato per tre giorni al volto “cinico” di Palermo… Qual è il messaggio che volevi arrivasse al pubblico con questo film drammatico e doloroso e come hanno reagito gli spettatori?

Spaccaossa è una storia racconta da dentro, senza giudizi e senza punti di vista autoriali. Per me è questa la forza di questa pellicola. Il suo valore per me è quasi antropologico, in quanto parla all’uomo con l’uomo nelle sue profonde lacerazioni e fragilità. Non è un film che lancia messaggi, ma crea domande, interrogativi, tribolazioni, “mal di pancia”. Penso che con Vincenzo Pirrotta, Salvo Ficarra e Valentino Picone abbiamo scelto il modo più giusto per unire le nostre sensibilità su una storia che interrogava e colpiva prima di tutto noi. Non so come abbiano reagito gli spettatori. In fondo è un film che ti chiede di non essere semplicemente spettatore.

-Cosa pensi delle fiction sulla Sicilia trasmesse dalla Tv, con continue interruzioni di vendite di prodotti. Mi spieghi come si fa a seguire una storia?

Ho imparato col tempo che il mondo della comunicazione vive di complessità che a volte diventano contraddizioni. Spesso le narrazioni, specie nei contenitori commerciali, si scontrano con le esigenze di marketing. Da questo scontro rimane indubbiamente ferita l’arte. Ma non ho soluzioni. Quei prodotti artistici esistono grazie a chi li finanzia. Sulle fiction Siciliane in particolare non ho un pensiero. Molte hanno fatto bene alla Sicilia, altre no.

-Qual è il potere di un libro?E quello di un film?

Entrambi godono della forza della narrazione come veicolo di emozioni, di significati, di mondi, di opinioni, di cultura… Il potere è quello maieutico, cioè quello di tirare fuori qualcosa di noi. Per me che ho il privilegio di esercitare l’arte della narrazione la cosa più importante non è il mezzo con cui le cose si dicono. Ma è avere qualcosa da dire.

-Molti siciliani hanno visto il film Il Gattopardo con la regia di Luchino Visconti, ma non hanno letto il libro. Il libro è un’altra cosa. Il film è un adattamento, un’interpretazione di un capolavoro insuperabile al di là di come la si pensi…

A capolavoro si può aggiungere capolavoro senza creare battaglie tra forme di racconto. Anche un’interpretazione, un adattamento, è una forma d’arte che richiede una visione autoriale, una prospettiva, ma unita all’impegno di non tradire le intenzioni dell’autore originale. Il concetto del “è sempre meglio il libro” io l’ho superato con una riflessione molto semplice, quasi banale: il libro è un libro, il film è un film.

-Hai scritto sulla Merica. Da dove trai spunto della storia rappresentata con grande poesia, professionalità e dolcezza da Rossella Leone nella serata organizzata da Pino Apprendi al Giardino dei giusti?

Quando Pino mi ha chiesto un racconto che parlasse di un ritorno alle radici ho subito pensato a Bisacquino, che come tutti i piccoli centri dell’entroterra è stato il luogo di non ritorno per molti emigranti. Ci sono per esempio due fratelli di mio nonno paterno che non sono più tornati, nemmeno per un giorno.Quella che nel testo chiamo mutilazione dei sentimenti l’ho fatta rielaborare ad una donna che decide di mettere piede per la prima volta nel paese d’origine di suo nonno. Paese in cui lui non è più tornato. È una storia semplice, senza orpelli, e sono felice che l’abbia interpretata Rossella Leone.

-Cosa ti lega all’attore e regista Roberto Lipari?

Una collaborazione che ormai sta raggiungendo il decennio e che ha gli effetti collaterali del tempo: si finisce per volersi bene.

-Gli Artisti con le loro opere dovrebbero battersi per la costruzione un Paese e di un Mondo migliore, dove non ci sia spazio per la violenza contro le donne e dove non ci sia spazio per le guerre e le ingiustizie quotidiane di questo nostro tempo… Invece, si corre al successo al denaro e ci si inchina al potere senza mai contestarlo…

Non credo che un’artista possa cambiare il mondo, ma sicuramente se vuole definirsi artista non deve smettere mai di provarci.

– Qual è il film sulla Sicilia che ancora non è stato girato?

La Sicilia non smette mai di raccontarsi. Penso, che ancora ci siano tante storie da raccontare. Spero che qualcuna di queste possa scriverla io.

-Chi salverà il mondo la bellezza, la cultura, la musica o il cinema?

L’arte e la cultura sono i veri motori del cambiamento. Non c’è distinzione tra le forme artistiche e culturali che generano bellezza ed emozione. Sono a pari merito ingredienti fondamentali di un mondo migliore.

-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Non smetto di scrivere. Oltre alla collaborazione con Roberto Lipari per una produzione televisiva sono impegnato nella scrittura di due sceneggiature e di uno spettacolo teatrale.

Biografia

Ignazio Rosato nasce a Palermo il 28-03-1980.

Si laurea all’Università degli Studi di Palermo con lode e con una tesi sul rapporto tra i media e l’educazione. Nella stessa Università consegue il titolo di dottore di ricerca. Si forma al laboratorio di scrittura comica dello Zelig di Milano. Si perfeziona al Laboratorio del Centro Sperimentale di Cinematografia – Lombardia e alla scuola Holden di Torino segue il corso di formazione specifico sulla Scrittura delle serie tv. Dopo aver scritto per il teatro e per la televisione nel 2017 inizia il suo sodalizio artistico con Roberto Lipari con cui scrive i testi per Eccezionale veramente 2017 (LA7), Colorado 2018 (Italia1), OnlyFun2022 – 2023 – 2024 (NOVE)e i servizi per Striscia la notizia 2019–2020–2021-2022-2023-2024 (Canale5). Dal 2021 è tra gli autori della trasmissione Striscia La Notizia e nel 2022 tra gli autori di Zelig (canale 5). Per il teatro comico ha scritto fra gli altri: “Battipanni Lipari Tutto” (2016), “Tutto si aggiusta” (2018), “Non ce né comico!” (2020). …E ho detto tutto (2023) – L’Ultimo spettacolo (2024). Dello spettacolo …E ho detto tutto è anche autore della versione televisiva per Mediaset (Italia 1 – 2024) e de L’Ultimo spettacolo è autore della versione televisiva in onda su NOVE nel 2025.Nel 2019 scrive per il cinema il soggetto e la sceneggiatura di “TUTTAPPOSTO”di Gianni Costantino (2019) prodotto da Tramp LMT e Medusa Film con Luca Zingaretti, Monica Guerritore,Roberto Lipari. Il film ottiene un buon successo di critica e di pubblico (miglior incasso italiano nel primo week end). Nel 2022 è autore del soggetto e della sceneggiatura di“SPACCAOSSA” di Vincenzo Pirrotta (2022) prodotto da Tramp LMT e RAI Cinema. Il film viene presentato alla 79 edizione del Festival del cinema di Venezia (Giornate degli Autori) ed è in nomination (miglior opera prima) ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Nel 2023 per Amazon Exclusive firma il soggetto e la sceneggiatura di “SOTUTTODITE”di Roberto Lipari, con Leo Gullotta prodotto da Tramp LMTe Medusa Film. Nel 2025 è autore del soggetto e della sceneggiatura di Cena di Classe di Francesco Mandelli (in lavorazione) prodotto da Road Movie con Medusa Film. Nel 2024 pubblica il suo romanzo d’esordio Il Grano Nero, già alla prima ristampa dopo le prime settimane. Attualmente è impegnato nella scrittura di due opere cinematografiche con produzioni nazionali.

Per le foto con Rossella Leone si ringrazia Teresa D’Anna