Ritratti: pittori del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Benedetto Poma

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Durante una passeggiata per le splendide stradine di Cefalù sono stato attratto da un quadro esposto in un negozio-galleria. Era un quadro dipinto con colori molto accesi che raccontava un equilibrista che si esibiva in un circo. Nel negozio sono stato accolto calorosamente da Rosalia Liberto critico d’arte. La signora mi ha dato molte informazioni su questo pittore catanese innamorato perdutamente della città di Cefalù. Penso, che nulla avviene per caso, così ho deciso di intervistare Benedetto Poma che trascorre il suo tempo libero, che è veramente esiguo, con i suoi amati cani e gatti, che rallegrano la sua casa e il suo studio e con le persone che inevitabilmente gli stanno vicino e lo aiutano a costruire il mondo che gira intorno alla sua amata pittura. A questo punto andiamo a conoscere Benedetto Poma che spero di incontrare presto a Palermo e al quale pongo alcune domande.

-Quando inizia la sua passione per la pittura ?

La passione per la pittura inizia fin da piccolo, ho sempre preferito i pennelli e i colori ad altri tipi di giochi. Da piccolo, passavo tantissimo tempo a colorare, disegnare e sentivo che era il mio passatempo preferito.

-Qual è la prima cosa che l’ha colpito da bambino?

Ero solito, già a 5 o 6 anni, a riempire dei bicchieri d’acqua e mettevo dentro del colore a tempera. Poi andavo sul balcone a primo piano di casa e mi divertiva moltissimo lanciarli su dei cartoncini bianchi che avevo precedentemente posto al piano di sotto. Era per me affascinante osservare come il colore si sfumava e si distribuiva su di essi. Il colore mi affascinava già nelle sue multiforme sfumature, non le forme ma il colore puro.

-A che età ha realizzato il suo primo disegno?

Non c’è un primo disegno o un momento esatto, ho sempre sentito di dipingere ed è stato sempre un continuo divenire di pensieri, forme, sogni tradotti in pittura.

-Cosa c’è nella testa di un pittore? E nella sua?

Non posso definire cosa si trova nella mia mente, sono immagini e pensieri, atmosfere che a volte nascono improvvisamente e per me è naturale pensarli sotto forma di pittura disegno e colore. Dentro la testa di un pittore ci sono le stesse riflessioni di qualsiasi essere umano, la differenza sta nella traduzione nella realtà di queste sensazioni.

-In che modo sceglie di raccontare una storia con i suoi pennelli, c’è una ricerca, uno studio, una preparazione nei suoi lavori?

Prima di tradurre sulla tela una storia, certamente è preceduta da una fase di raccolta delle fonti, di studio, di approfondimento e se si tratta di un luogo, certamente la visita e l’osservazione. Nella seconda fase quella creativa li certamente lascio libero spazio allo spirito creativo di forme e colori.

-Da cosa nasce l’ispirazione?

L’ispirazione nasce sia dalla volontà di realizzare liberamente un’opera o una collezione su una determinata tematica, ma anche dalla committenza in occasione di importanti richieste da parte di Enti pubblici e fondazioni Museali.

-Quali sono le ore in cui preferisce dipingere ?

Al mattino presto con il silenzio e durante il giorno capita spesso a seconda delle esigenze. Diciamo che tutto il giorno a volte non basta!

-Cosa resta del granaio che era la Sicilia, oggi diventata terra di conquista raccontata dal cinema, dai giornali e dalla tv in maniera “maldestra”…

Resta, direi “esiste” un mondo meraviglioso, una terra ricca di storia, cultura, testimonianze tangibili e ammirata in tutto il mondo. Io amo raccontarla da sempre, nei piccoli scorci, nei balconi assolati, dalle grandi cattedrali alle imponenti sculture, dalla terra al mare luogo di navigazione e di ricerca. La mia arte è e continuerà ad avere come scopo la narrazione viva di ciò che la Sicilia è stata e sarà. Il suo passato come il suo divenire è linfa per la mia arte.

-Un architetto ha una visione speciale del mondo, degli oggetti, dei luoghi e della luce e nei suoi quadri ve n’è tanta…

Si l’architettura diceva Michelangelo è la madre di ogni arte, aiuta a trovare la misura di tutte le cose, l’equilibrio compositivo. Per me il dato architettonico è imprescindibile, nella composizione, la simmetria e l’equilibrio del colore sono punti fermi. L’architettura è la cifra stilistica delle mie opere.

-Che cos’è la bellezza, salverà veramente il mondo o non c’è più speranza, visti i tempi bui che stiamo vivendo?

La bellezza salverà il mondo? Già lo salva ogni giorno. In moltissimi vivono di bellezza costruita millenni fa! Basti pensare a tutti gli artisti che oggi operano per la bellezza, agli archeologi che la riportano alla luce, alle sovrintendenze che tutelano il nostro patrimonio culturale. L’Italia ha un codice che tutela paesaggio e patrimonio culturale e questo è senza dubbio un passo avanti rispetto a molti altri paesi! La bellezza per me è vita l’arte lo è, la mia pittura!

-Chi sono gli Artisti veri ?

Non sono nessuno per giudicare chi lo sia o meno, ognuno per se stesso lo è a modo suo! Il mercato dell’arte oggi osanna Burri , e i suo sacchi o le sue combustioni, o Fontana per i suoi tagli, ma quando loro erano in vita chi li ha veramente compresi?O guardando un taglio di Fontana in quanti avrebbero pagato milioni di euro? Cosa è essere bravo me lo chiedo anche io! La storia forse ci consegnerà i grandi pittori!

-Chi sono i suoi pittori di riferimento?

Durante il mio percorso Universitario ho indagato la pittura di Morandi, le sue nature morte, sono rimasto affascinato dalle sue forme e dal modo in cui la luce le accarezza; successivamente ho avuto modo di osservare e studiare le luci e i colori dei macchiaioli, poi di Egon Schiele, Kandinsky e il suo “cavaliere azzurro”, infine, Mondrian. Nell’età più adulta Chagall ha certamente colpito la mia creatività donandomi spunti e riflessioni cromatiche e compositive.

-So, che a settembre lei presenterà una Mostra ad Agrigento Capitale della Cultura, cosa porterà in questa importante occasione?

Si, dal 18 di Settembre 2025 sarò presente ad Agrigento per due eventi, in collaborazione con il Polo Museale MUDIA. In Cattedrale con l’opera “La Confessione di Fedra”, un’opera di grandi dimensioni che dialogherà con il sarcofago romano di Ippolito e Fedra. Inoltre, in contemporanea sarà presentato il progetto “Mito Contemporaneo”- sempre Polo MUDIA, presso la Chiesa San Lorenzo- Agrigento, entrambi gli eventi sono curati da Carmen Bellalba.

-Nei suoi quadri ci sono colori molto vivaci, acrobati, circensi e molti sognatori. Quanta Sicilia c’è nelle sue opere?

La Sicilia è presente in ogni maniera nelle mie opere: dall’oggetto che può essere riconducibile all’artigianato artistico per esempio le giare, le sedie, gli oggetti della vita quotidiana, agli elementi architettonici, che firmano e sono la cifra stilistica delle mie opere. La natura siciliana ha certamente un posto privilegiato nella mia pittura, la flora e la fauna sono spesso presenti. La Sicilia del mito e della Magna Grecia è presente nella collezione “le Sirene di Ulisse” e “Incanto mediterraneo” , il periodo Ruggeriano e Federiciano è fortemente espresso nelle opere della collezione di “Un Regno nel sole” e nella più recente collezione del 2024 “La felicità della Luce” vi è rappresentata la Sicilia con le sue ricchezze, meraviglie e contraddizioni. Il comune denominatore delle mie opere è qualcosa che non è materiale, ma “illumina” forme e colori è la luce della mia terra!

– Cosa prova quando termina un’opera?

A volte guardo l’opera finita e penso che necessita sempre di qualcosa… una mia opera si conclude nel momento in cui va in altri luoghi a cui forse era destinata. In giro per il mondo scelta e voluta da chi decide di averla.-

Dove si possono trovare i suoi quadri?

Le mie opere si possono trovare nei due Art Studio POMA, a Catania, la mia amata città in Via Vittorio Emanuele 139 e a Cefalù, città di cui mi sono innamorato e da dieci anni luogo della mia creatività artistica, aperto dal Marzo 2025 in Corso Ruggero, 51. Inoltre i miei dipinti si trovano in diversi musei e fondazioni come la Fondazione Mazullo di Taormina, mentre una recente collocazione si trova presso il Museo Diocesano di Caltagirone dove si è svolta una mostra dal titolo “ La Teoria delle Trasparenze”.

-Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Il mio futuro prossimo è legato all’evento di Settembre ad Agrigento che mi ha impegnato negli ultimi mesi e poi ad Ottobre, sempre di quest’anno, sarò impegnato per una mostra a Palazzo della Culura a Catania. Per il 2026 ci sono lavori in corso per una mostra nel palermitano nella quale esporrò delle opere inedite che fanno parte di progetti importanti. Per quanto riguarda i progetti all’estero ci sono dei lavori in corso per un dipinto da collocare al GEM, il Grande Museo Egizio e a New York per il 2027.

BIOGRAFIA

Benedetto Poma nasce a Catania nel 1968, città che gli infonde fin da giovanissimo l’amore per la pittura. La sua passione per l’arte si manifesta precocemente, spingendolo a frequentare l’istituto Statale d’ Arte di Catania, dove affina le sue abilità artistiche e sviluppa una profonda comprensione delle tecniche pittoriche.

La sua formazione artistica prosegue con la frequenza della Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, dove approfondisce lo studio della figura umana e della rappresentazione artistica. Questa esperienza gli consente di perfezionare le sue abilità nel disegno e nella pittura, consolidando la sua vocazione artistica.

Nel 1999, Poma si laurea in Architettura a Reggio Calabria, acquisendo una nuova prospettiva sulla forma, la spazio e la composizione. Questa formazione multidisciplinare arricchisce il suo approccio artistico, consentendogli di esplorare nuove dimensioni creative.

La carriera artistica di Benedetto Poma è segnata da una serie di importanti mostre nazionali e internazionali, a partire dal 1981. La sua arte viene riconosciuta e apprezzata permettendogli di esporre le sue opere in vari contesti culturali.

Un momento significativo della sua carriera è il 1999 quando viene ricevuto in Vaticano per consegnare al Papa Giovanni Paolo II l’icona sacra della Madonna dell’Aiuto. Questo evento rappresenta un riconoscimento importante del suo talento artistico e della sua capacità di creare opere d’arte di grande valore spirituale e culturale. Negli ultimi dieci anni ha realizzato una riflessione artistica in chiave contemporanea della storia di Sicilia, partendo dal mito e indagando personaggi e vicende della storia della Sicilia antica e medievale, fino a quella delle grandi scoperte archeologiche e dei riconoscimenti internazionali per il patrimonio artistico della nostra isola. Dalla ricerca storica e delle arti decorative, sono nate le collezioni : “Le Sinfonie del Tempo” nel 2014, collezione dedicata alle atmosfere della Sicilia Barocca, “Le Sirene di Ulisse” nel 2016 ispirata al viaggio di Ulisse come metafora dell’uomo moderno, “Un Regno nel sole” nel 2018, collezione dedicata all’inserimento nell’UNESCO del sito seriale di Palermo Cefalù e Monreale, “Incanto Mediterraneo” nel 2021 ispirata alle atmosfere dei ritrovamenti archeologici subacquei e terresti nel bacino mediterraneo e infine nel 2024 “La felicità della Luce”, Poma in questa ultima collezione si fa cantastorie di luoghi, leggende, racconti della nostra Sicilia attraverso atmosfere oniriche e surreali. Le collezioni sono state pubblicate in cataloghi e promosse da Istituzioni pubbliche e museali importanti a livello nazionale, con le quali il maestro Poma ha collaborato e collabora per opere realizzate su specifiche tematiche. Le sue opere sono state esposte e si trovano in diversi musei.