Non ce l’hanno fatta i canadair a salvare il bosco di Monte Sara, il polmone sempre verde del territorio riberese, oggetto da 4 giorni di fiamme, tizzoni e fumo che hanno cancellato la collina posta a circa 7 chilometri dal centro abitato. Quattro canadair e un elicottero non sono riusciti in tempo con centinaia di lanci d’acqua, da lunedì scorso a ieri mattina, a domare il fuoco, complice anche il forte e caldo vento di scirocco. Nonostante il lavoro a terra dei vigili del fuoco, del corpo forestale e della protezione civile per mettere in sicurezza la vasta area di circa 1.200 ettari di pini, cipressi e macchia mediterranea, la bonifica del bosco non ha avuto successo perchè le fiamme si rincorrevano nelle varie contrade che si affacciano sulle vallate del Magazzolo di Ribera, del Platani di Cattolica Eraclea e delle colline di Cianciana.

A sera quando i canadair siciliani e calabresi si fermavano per l’impossibilità ad operare con l’oscurità, i focolai, al momento sopiti dai continui getti d’acqua prelevata dal mare di Seccagrande e versata sui costoni della collina, riprendevano fiato e continuavano ad avanzare inesorabilmente, trasformando il bosco in un immane cimitero di tronchi inceneriti. La cenere e le fiammelle, trasportate dal vento, sono arrivate fino agli abitati di Ribera e di Cattolica Eraclea e hanno coperto le foglie degli agrumeti delle due vallate. Molte le prese di posizione per i danni presenti e futuri da parte dell’amministrazione civica, degli ambientalisti, dei sindacati e degli stessi agricoltori che temono, con l’assenza di aree boschive, la desertificazione del territorio, già inaridito dalla mancanza di piogge da ben due anni. “Dove mancano i boschi – affermano il sindaco Ruvolo, il sindacalista Colletti, l’agronomo Pasciuta e l’agricoltore D’Angelo – il clima si fa sempre più arido e vanno in fumo biodiversità, aria pulita, paesaggio, economia e futuro”.






