Ribera: Emergenza idrica e agrumicoltura a rischio. Mobilitazione del settore. Lo annuncia la Cgil

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La chiusura della diga Castello mette in ginocchio la valle del Magazzolo. La Flai Cgil: “È il momento di reagire, gli agricoltori non possono più delegare: tutti in piazza tra settembre e ottobre” . Nel documento del sindacato agrigentino, a firma di Franco Colletti e Giuseppe DiFranco, si legge:

“Da ieri la fonte idrica della diga Castello di Bivona è stata chiusa, interrompendo l’erogazione di acqua destinata all’irrigazione degli agrumeti della valle del Magazzolo. Un provvedimento che, senza immediati interventi, condannerà centinaia di aziende agricole a perdere definitivamente le coltivazioni, con danni irreversibili non soltanto per la produzione DOP delle arance di Ribera, ma per l’intero tessuto economico e sociale del territorio. L’acqua è stata bloccata quando la stagione irrigua non è ancora conclusa e molte aziende non hanno potuto completare i turni di soccorso”.

La Cgil precisa che : “la diga conserva ancora circa 5 milioni di metri cubi, destinati ad usi civici, mentre l’agricoltura – settore per il quale l’invaso era stato costruito – resta ancora una volta l’ultima ruota del carro. Non è accettabile che una diga da 21 milioni di metri cubi venga utilizzata solo parzialmente, mentre oltre il 50% dell’acqua immessa si disperde per colpa di una rete fatiscente e di vasche di compensazione mai ripristinate. Questa non è colpa del clima: è il frutto di decenni di incuria e scelte sbagliate”.

E’ una crisi che colpisce tutti. A pagare sono le aziende agricole, che vedono a rischio le proprie piantagioni frutto di generazioni di sacrifici, e i lavoratori agricoli, che già oggi subiscono un drastico calo delle giornate lavorative registrate. Senza acqua non c’è prodotto, senza prodotto non c’è lavoro: un circolo vizioso che rischia di desertificare non solo i campi, ma anche la vita delle comunità.

La Cgil scrive “Non delegare più, è tempo di reagire”.

La Flai Cgil Agrigento lancia un messaggio forte: gli agricoltori devono prendere coscienza che non è più il tempo delle deleghe. Ognuno è chiamato a fare la propria parte, perché solo l’unità e la mobilitazione collettiva possono cambiare lo stato delle cose. Per troppo tempo si è pensato che bastasse aspettare interventi dall’alto. Oggi la realtà dimostra che senza una pressione dal basso, senza la voce unita di chi vive di agricoltura, nulla cambierà.

Gli interventi necessari. Occorrono subito soluzioni concrete: rifacimento della rete idrica e sostituzione delle condotte obsolete; ripristino delle vasche di compensazione per evitare dispersioni; utilizzo integrale della capacità della diga Castello, immagazzinando tutta l’acqua disponibile nel periodo invernale; revisione della convenzione con Enel e applicazione rigorosa delle norme esistenti; riforma del Consorzio di Bonifica, commissariato da oltre trent’anni, per restituire agli agricoltori una gestione efficiente e trasparente.

La mobilitazione. “Per queste ragioni, la Flai Cgil e le associazioni di categoria annunciano una grande manifestazione pubblica a Ribera tra settembre e ottobre. Sarà un momento decisivo per rivendicare con forza il diritto all’acqua e per dire basta all’abbandono di un comparto strategico per l’economia e l’identità del territorio”.