Ribera: Il museo della civiltà contadina abbandonato e dimenticato da salvare

1435

Il museo della civiltà contadina, creato negli anni ‘80 dal prof. Giuseppe Puma, ubicato dentro la sala convegni della villa comunale, è abbandonato da qualche decennio, chiuso alla fruizione pubblica, con la presenza di circa 2.500 reperti del mondo agricolo, pastorale ed artigianale che giacciono sotto la polvere. Pare che non interessi a nessuno, né agli amministratori comunali dell’inizio del secolo e né alle tante associazioni cultural ed ambientaliste. Ha impiegato oltre 30 anni della sua vita il prof. Puma a raccogliere con passione nelle campagne, nelle stalle e nei garage della cittadina agricola tutti gli attrezzi che diverse centinaia di agricoltori, pastori ed artigiani hanno voluto donargli con la finalità di creare il museo della memoria contadina.

C’era riuscito, con la collaborazione dell’associazione culturale “Ribera Verde”, se il museo è stato aperto il 6 maggio 1989 quando il docente di lettere, dopo il collocamento in pensione, ha aperto come volontario tutti i giorni i locali della villa per assicurare le visite. Aveva le chiavi, riceveva gli ospiti e talvolta toglieva perfino un po’ di polvere dai reperti. Era stato pure realizzato un opuscolo in doppia lingua e con tante foto da donare ai visitatori. Gli ultimi sei-sette sindaci, con le loro amministrazioni, non hanno mai pensato ad istituzionalizzare il museo che dalla morte del professore, il 25 marzo 2017, è stato definitivamente chiuso.

Oggi il museo conta migliaia di arnesi, strumenti ed attrezzature (zappe, aratri, selle, ceste, bisacce, crivelli, unità di misura, oggetti terracotta e di alluminio, carretti e contenitori di diverso materiale, forma e tipologia) che giacciono impolverati nella grande sala e ammassati uno sopra l’altro nel deposito-garage a pianterreno. Nessuno se n’è più curato, nonostante i reperti siano stati catalogati, anche con un progetto, dai tecnici dell’assessorato regionale ai Beni Culturali. Rappresenta la storia antica e più recente dell’agricoltura riberese su cui si basa l’economia che con frumento, arance, olio, vino ha fatto un gran salto di qualità, grazie anche alle annuali fiere-mercato per l’agricoltura.

Il museo può diventare un veicolo di storia, tradizioni e cultura per far rivivere la memoria di un popolo che dell’agricoltura ha fatto una ragione di vita e di sviluppo. Potrebbe essere intitolato al suo ideatore, il prof. Puma