Ribera: In chiesa madre don Alfonso Tortorici ha festeggiato i 60 anni di sacerdozio

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Era il 3 luglio 1965 quando nella chiesa madre di Ribera, per imposizione delle mani di mons. Giuseppe Petrialia, vescovo di Agrigento, il giovane Alfonso Tortorici diventava sacerdote. Il 3 luglio 2025 a sessant’anni da quel giorno, don Alfonso Tortorici si è ritrovato insieme a quanti in questi anni gli sono stati vicino, ai tanti fedeli, amici ed ai parenti, per festeggiare il suo giubileo sacerdotale di diamante. A presiedere la celebrazione eucaristica è stato mons. Ignazio Zambito, vescovo emerito di Patti, compagno di seminario legato a don Alfonso da uno speciale rapporto di amicizia e stima.

Mons. Zambito nalla sua omelia ha voluto ricordare la mamma di don Tortorici: “Mamma Anna. Vivace, generosa, ottimista, attiva; caratteristiche che qualificarono anche la sua fede; ricordo i fratelli Carmela, Lilla, Giuseppe, Francesco e Giuseppe e Paolo vivacemente tra noi; i cognati e i nipoti. Non ho memoria, invece, di papà Domenico perché ha concluso l’itinerario terreno proprio all’inizio del corso seminaristico.

Degli anni della preparazione al sacerdozio di don Alfonso ho presente la diligenza generosa e cordiale in particolare con i compagni di corso: Giovanni Castronovo, Giuseppe Ferranti, Paolo Profeta. Calogero Infantino e Domenico Di Franco. Mi piacerebbe parlare dell’amicizia fraterna che a lui mi lega, che ci lega, posso dire, da settanta anni. Sempre in preghiera, prendendo da S. Paolo, vedo don Alfonso come lettera di Dio alla Chiesa, a noi. (…) don Alfonso è lettera scritta dalla grazia dell’ordinazione sacra e dal suo impegno, in sessanta anni. In tale lettera hanno letto i vescovi Petralia, Bommarito, Ferraro, Montenegro, Damiano. E vi hanno letto collaborazione fedele, intelligente, leale. Nella lettera – persona -, vescovi e Presbiterio hanno potuto leggere la sintesi sacerdotale: amare la Chiesa; restare in questa Chiesa; essere Chiesa. Questa Chiesa. Chiesa scritta, sempre, con i caratteri grandi dell’unità, dell’esemplarità, della profezia. Sì, la profezia che non è capacità di divinare il futuro. Essa è dono per leggere alla luce della Parola il passato, per orientarsi e non essere giudici non a buon mercato, secondo le mode, a spese degli altri;

La profezia è carisma dato ai singoli, per l’utilità comune, per vivere ben incardinati nel presente, per non lasciarsi incasellare, per vincere le tenebre, il disorientamento e le pigrizie. (…)

D. Alfonso non ha mai perso di vista la libera, amorevole volontà creativa del Maestro e Signore che l’ha chiamato. (…) Quando Mons. Tortorici – lettera di Dio – mi ha comunicato il proposito di rilevare il compiersi dei sessanta anni dalla sua ordinazione sacerdotale ho spontaneamente pensato: alle tante persone variamente collocate alle quali Mons. Tortorici ha trasmesso il Vangelo Gesù il suo messaggio: ai giovani del Seminario, del Liceo E. dei gruppi missionari; all’impegno profuso, con zelo intelligente e innovativo, nella contrada Cannatello, ad Aragona, a S. Michele di Agrigento, a Sciacca; ai decenni, impiegati per dotare la Chiesa Agrigentina di un Piano Pastorale collaborando con i diversi vescovi sempre, fedelmente, generosamente cercando e valorizzando i brandelli di vero, buono, positivo dovunque presenti. (…). A nome della chiesa agrigentina ha preso la parola don Giuseppe Cumbo, vicario generale: “a nome dell’arcivescovo Alessandro, dei presbiteri e dei diaconi e dell’intera Chiesa

Agrigentina, le rivolgo i più affettuosi auguri in occasione del 60° anniversario della sua

ordinazione presbiterale. Questo semplice messaggio di auguri vuole essere anche un ringraziamento per il servizio zelante e appassionato che ha sempre saputo offrire alla nostra amata Chiesa Agrigentina.

La passione per la pastorale, la disponibilità al vescovo, l’attenzione e la precisione nel

modo di servire la Chiesa hanno sempre caratterizzato il suo ministero presbiterale.

Grati per la sua testimonianza le auguriamo di continuare a offrire con gioia il suo servizio.

Gesù buon pastore continui a condurla e ad esserle modello”.

Al termine della celebrazione un commosso don Alfonso Tortorici ha ringraziato i presenti per il loro affetto chiedendo scusa se, in questi anni di servizio sacerdotale vi sono state delle mancanze o degli errori. Il sindaco di Ribera a nome dell’intera comunità cittadina ha fatto dono a don Tortorici di una formella in ceramica.

Nello stesso giorno in cui padre Tortorici ha festaggiato il suo anniversario di ordinazione sacerdotale anche don Giuseppe Giammusso, 60 anni, e don Giuseppe Pillitteri, 70 anni, hanno festaggiato chi con la sua comunità parrocchiale, chi in famiglia, il giubileo sacerdotale.