Sessantacinque anni dopo lo storico convegno di Palma di Montechiaro, che si svolse al cinema Chiaramonte, dal 27 al 29 aprile del 1960, sulle aree depresse del meridione, alla presenza del presidente della Regione Siciliana Benedetto Majorana, oggi si torna a parlare del pacifista Danilo Dolci. E per ricordare il convegno il maestro Giuseppe Maurizio Piscopo, originario di Favara, ha chiesto alla dirigente dell’Istituto Odierna Annalia Todaro di poter organizzare a Palma di Montechiaro una presentazione del libro “Ci hanno nascosto Danilo Dolci”, in ricordo di quegli anni a Palma, realizzato in due momenti. La prima parte della mattinata si è svolta nella sede centrale del IIS Odierna, dove gli studenti seguiti dalla professoressa Eleonora Serravalle e dal professore Angelo Bellanti hanno posto delle domande di grande interesse storico-culturale ad Amico Dolci, musicista figlio del sociologo di origini triestine, a Pino Lombardo grande amico e collaboratore di Danilo Dolci presente in molte battaglie con Danilo, che ha raccontato l’avventura della prima radio in Italia, nota con il nome, la radio dei Poveri Cristi, che ha avuto 72 ore di vita, ma il cui appello e grido di dolore per le condizioni dei terremotati del Belice che vivevano nelle tende e nelle baracche è arrivato fino in Alaska. Alcune domande sono state poste a Maurizio Piscopo, autore di un libro molto particolare, che raccoglie documenti e testimonianze del Maestro irregolare, che sta girando molte scuole della Sicilia e alcune città di prestigio come Firenze e il Festival dell’Acqua di Staranzano (Gorizia) il 20 maggio. All’inizio della mattinata due alunne del liceo Odierna, Denise Falzone della quinta B e Maria Chiara Azzarello della quinta D hanno aperto l’incontro con due interessantissime relazioni sugli Atti del Convegno di Palma, che hanno affascinato tutti. I ragazzi preparati e motivati hanno posto molte domande ai relatori. Erano domande ricche di significato e sentimento per la costruzione di una società migliore.

Nel pomeriggio la sala della biblioteca era gremita e il personale ha dovuto aggiungere altre sedie. La biblioteca si trova nelle scuderie del Palazzo Ducale, uno dei luoghi della Sicilia che esprime maggiore cultura e bellezza, uno dei posti più affascinanti di Palma di Montechiaro. Alle 18,00 in punto ha avuto inizio il convegno alla presenza di ospiti illustri, politici, professori, studenti e scrittori. Il sindaco dott. Stefano Castellino era assente per motivi istituzionali, al suo posto è intervenuta la dottoressa Letizia Pace, presidente dell’Associazione Giuseppe Tomasi di Lampedusa e consigliere comunale. La Pace ha sottolineato l’importanza di questo convegno che i palmesi ricordano con piacere e che ha migliorato le condizioni sanitarie ed ha posto le radici della Palma di oggi. Gisella Vizzini vice presidente della Fidapa ha sottolineato l’importanza e la lungimiranza del lavoro di Danilo Dolci, definito il Gandhi italiano, un uomo che a mani nude voleva cambiare la Sicilia.

Dopo i saluti istituzionali è intervenuto il professore e storico Gaspare Agnello che con grande passione ha descritto le condizioni in cui versava in quegli anni Palma di Montechiaro e tanti altri paesi della Sicilia, Agnello ha sottolineato il grande lavoro del sociologo triestino in uno dei luoghi più arretrati dove c’era tanta, miseria, mafia, analfabetismo e sottosviluppo. Ci vorrebbero tante persone come Danilo Dolci per cambiare il volto di questa terra! Sara Chianetta ha letto alcune pagine del libro di Piscopo ed ha incantato il pubblico facendo rivivere momenti poetici e drammatici, soprattutto l’arrivo di Danilo a Partinico e la morte di Benedetto Barretta per denutrizione.

Il professore e storico Rosario Gallo, già sindaco, ha portato documenti e testimonianze: la brochure del convegno e il manifesto originale, un vero capolavoro realizzato dalle sapienti mani di Carlo Levi. Tra le tante cose che ha detto l’ex sindaco di Palma, mi ha colpito il fatto che era rammaricato di aver invitato Danilo Dolci a presenziare ad un convegno a Palma e Danilo non è venuto. Il figlio Amico ha spiegato che al ritorno di un viaggio in Cina, il padre stava molto male e non era in condizione di affrontare altri viaggi per ragioni di salute. Gallo ha fatto capire come Danilo fosse più avanti degli altri, quando parlava di programmazione concertata, di piani e progetti intercomunali. Gallo ha segnalato che secondo i palmesi quel convegno e anche il filmato realizzato dal critico cinematografico Lino Miccichè ha diffamato la città, invece ha portato speranza e futuro, accendendo un faro sulla città e sulla questione meridionale.

Tutti i giornali nazionali hanno parlato del convegno di Palma. Pino Lombardo ha raccontato del suo lavoro e delle tante battaglie vissute accanto a Danilo, delle tante denunce che ha avuto e dell’esperienza della radio dei Poveri Cristi, che ha avuto solo 72 ore di vita e dove gli hanno sequestrato anche il rasoio da barba. Anche se quella esperienza ha avuto una breve durata ha fatto il giro del mondo facendo di Danilo Dolci una delle persone più conosciute. L’intervento di Amico molto appassionato, ha commosso i presenti. A nove anni si preoccupava che al padre potesse succedere qualcosa di brutto, aveva letto delle pagine del libro: “Processo all’Articolo.4”. Danilo aveva tanti nemici che l’accusavano ingiustamente. Finisce in carcere per lo sciopero alla rovescia, per aver fatto costruire una strada ai disoccupati, per aver fatto del bene al prossimo. Il padre è presente nel figlio attraverso la musica e la letteratura e l’impegno civile. E ricordarlo è un fatto importante che appartiene a tutta l’umanità. Antonio Zarcone (accompagnato dalla sua chitarra e dalla fisarmonica del maestro Piscopo), anima della musica popolare, memoria storica della Sicilia, ha cantato “I pirati a Palermo” un testo di Ignazio Buttitta, reso famoso da Ciccio Busacca e Rosa Balistreri che il pubblico ha apprezzato molto. Piscopo ha cantato “Addio bella Sicilia” ed ha suonato “Spine Sante” il brano dedicato al poeta della nonviolenza.

A concludere l’incontro che è durato più di due ore è stata la toccante testimonianza di Vera Pegna in collegamento da Roma. Vera Pegna, originaria di Alessandria d’Egitto, studiava alla facoltà di lettere di Ginevra nel 1956/57 quando ha sentito parlare per la prima volta di Danilo Dolci che veniva presentato come un fautore dell’ideale della nonviolenza. Rimase in Sicilia un paio di anni. Racconta Vera Pegna: “Allora Danilo Dolci studiava la situazione sanitaria nella Sicilia occidentale e aveva scelto Palma di Montechiaro per delle indagini particolari mediche sulle condizioni dei bambini ma non solo. Facevo parte dell’organizzazione del convegno e porto ancora un ricordo vivido di quelle tre giornate. E’ stato un convegno, magnifico, dove erano presenti moltissime persone di Palma che hanno partecipato e preso la parola. Erano presenti Carlo Levi, Lamberto Borghi, grosse personalità, c’era la presenza di alcuni stranieri che ho aiutato ad esprimersi, essendo un interprete di conferenza come professione. Dal convegno doveva nascere un comitato cittadino di Palma dove sono confluite 101 persone. Danilo Dolci al microfono ha annunciato che sarei stata la segretaria e coordinatrice del comitato, che non si è mai riunito. Ho vissuto a Palma 5 mesi, per far funzionare il comitato. Ringrazio di cuore Angelo Scopelliti, di cui ho perso il contatto, per quello che mi ha insegnato. Angelo Scoppelliti era il segretario della camera del lavoro locale, ha sempre dimostrato attenzione e solidarietà nei miei confronti. Palma mi è rimasta nel cuore per le splendide persone che ho conosciuto e anche per la miseria tremenda vissuta con dignità. Grazie Palma di Montechiaro sarai sempre nel mio cuore”.

Tornando all’aprile del 1960 lo scrittore Carlo Levi sottolineò che quel convegno doveva essere una confutazione del Gattopardo, del suo pensiero decadente in base al quale nulla può essere fatto perché la realtà è destinata a rimanere immutabile. Intervenne il dottore Ettore Blocca, Ideale del Carpio, Alessandro Seppilli, Simone Gatto, Pietro Fornara, Francesco D’Alessandro, Danilo Dolci, Pasquale Malpede, Michele Mondiello, Antonio Lo Schiavo, Biagio Tornatore, il medico Calogero Zarbo, che chiese di aiutare i poveri con l’istituzione del poliambulatorio, e l’erogazione di farmaci gratuiti per chi non poteva permetterseli. Partecipò padre Salvinus un francescano proveniente dall’Olanda. Intervenne lo scrittore Leonardo Sciascia allora giovanissimo, che già iniziava a denunciare il fenomeno mafioso e criticava la visione arretrata e antistorica di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Intervenne Giorgio Napolitano, poi presidente della Repubblica Italiana, che invitò le persone dopo la denuncia, dopo i discorsi, a passare ai fatti concreti dopo aver vissuto tante sofferenze e una grave situazione di miseria e di degrado. Dopo questo importante convegno e dopo le proteste della popolazione di Palma e Licata venne istituita una legge speciale con un primo finanziamento di 10 miliardi, grazie ad un accordo dei parlamentari Giuseppe La Loggia, Lello Rubino della Dc, Francesco Renda e Girolamo Scaturo del Pci.





