Agrigento: Meno di 12 milioni di metri cubi l’acqua delle dighe agrigentine per uso agricolo e potabile

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In provincia di Agrigento sono quattro le dighe la cui acqua viene utilizzata ad uso promiscuo, in parte destinata all’agricoltura e in parte utilizzata per uso potabile. L’acqua, per ambedue gli scopi, alla data del 25 febbraio, è di quasi 12 milioni di metri cubi. Due dighe sono a destinazione esclusiva per uso civile e altri due invasi hanno finalità agricola.

I dati reali sono forniti dal Dipartimento regionale dell’Autorità di Bacino e si riferiscono alla quantità d’acqua invasata per i due scopi, al netto della quota morta ossia dell’acqua che deve rimanere negli sbarramenti per problemi di sicurezza, di natura ambientale e di evaporazione. .

La diga del Fanaco, che viene alimentata dal bacino imbrifero del fiume Platani, in questi ultimi giorni presenta 2.678.141 metri cubi, frutto delle piogge delle settimane scorse. All’inizio di dicembre 2024 l’invaso era vuoto. Il liquido ha per destinazione la fornitura dell’acqua potabile ai serbatoi di alcuni comuni agrigentini convenzionati. Lo stesso discorso vale anche per la diga di Piano del Leone, che sbocca sulla vallata del fiume Verdura, ma che raccoglie l’acqua dei Monti Sicani, a nord di Santo Stefano Quisquina. Oltre un mese fa, la diga era completamente asciutta, piena di arbusti e di erbacce. Oggi ha già immagazzinato 2.053.000 di metri cubi che vengono potabilizzati a Santo Stefano Quisquina.

Il discorso è diverso per altri due invasi agrigentini al servizio dell’Agrigentino. Si tratta della diga Castello di Bivona e dell’invaso di Prizzi le cui acque hanno la destinazione promiscua, in buona parte per l’agricoltura e per il resto a disposizione delle popolazioni agrigentine e palermitane. L’invaso di Bivona, sul fiume Magazzolo, oggi ha raccolto poco più di 5 milioni di metri cubi di cui circa 115 litri al secondo, nelle 24 ore, vengono pompati per il potabilizzatore di Santo Stefano Quisquina, con destinazione Agrigento e comuni centrale del territorio. Ha avuto un forte calo ma non si è mai prosciugato. Stessa situazione per l’invaso di Prizzi, sulla vallata del Naira, in territorio di Prizzi, che oggi presenta 1.781.249 metri cubi, con il volume in discreta crescita per via delle passate piogge. Da questa diga circa 200 litri d’acqua al secondo vengono inviati da anni per usi civili al serbatoio di Corleone, a vantaggio della popolazione.

In provincia si trovano pure altri 4 invasi, con destinazione agricola :Arancio di Sambuca di Sicilia (4,9 mln mc), Gammauta di Palazzo Adriano (0,83 mln mc), Gorgo di Montallegro (0,46 mln mc), San Giovanni di Naro (5,79 mln mc)