Montallegro: Il Tar boccia la realizzazione dell’impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti

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L’impianto integrato per il trattamento e recupero di frazione organica da raccolta differenziata (Ford), da realizzarsi ad opera della ditta Catanzaro Costruzioni nel comune di Montallegro, non si farà perché il TAR Palermo ha accolto il ricorso del comune e ha condannato le amministrazioni al pagamento delle spese. Il Tribunale Amministrativo ha preso atto delle risultanze della disposta verificazione che ha confermato quanto rilevato in giudizio dal comune di Montallegro in merito al mancato rispetto della distanza minima dei 3 chilometri tra la sede dell’impianto e il centro abitato ed inoltre, ha ritenuto altresì fondata la censura mossa dagli avvocati Rubino e Airò in difesa del comune di Montallegro in merito alla violazione del vincolo boschivo, a 200 metri. Termina dopo ben sette anni di crte bollate e ricorsi la vicenda che ha visto l’ente locale e la ditta Catanzaro che nel 2017 aveva ottenuto dalla Regione Siciliana i provvedimenti autorizzativi per la realizzazione dell’impianto che doveva sorgere a nord dell’abitato, in area Rocca di Gallo. Il sindaco Giovanni Cirillo, con il patrocinio degli avvocati Rubino e Airò, impugnava innanzi al Tar tutti i provvedimenti ottenuti dalla Catanzaro Costruzioni, censurando, tra l’altro, il mancato rispetto della distanza minima di 3 mila metri tra il realizzando impianto ed il centro abitato, come da delibera commissariale del 30 del 21 giugno 2021. Per la verifica dei luoghi e delle misure fa dato incarico alla facoltà di Ingegneria e Architettura dell’università Kore di Enna che ha delegato l’ing. Mariangela Liuzzo e rinviato la discussione della causa all’udienza del 17 gennaio scorso. La verifica ha portato alla decisione che la misura era al di sotto dei tre chilometri.