Ribera: Le piogge aumentano l’acqua dei fiumi. La diga Castello ha superato 5 milioni di metri cubi

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Le aspettavano da oltre un anno. Sono arrivate in parte consistenti nelle ultime 72 ore. Già alimentano sorgenti, fiumi e riempiono le dighe del territorio agrigentino. Parliamo delle piogge che continuano tutt’oggi a cadere dall’area interna dei Monti Sicani fino alle coste del Mediterraneo, per fortuna senza alcuna violenza e danni per persone e cose. Le stazioni meteo del dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana dislocate nell’area montana hanno fatto registrare buone precipitazioni soprattutto nell’area occidentale della provincia dove scorrono i fiumi Sosio-Verdura, Magazzolo, Platani e Belice.

I dati, riferiti ai diversi bacini, parlano di 30,3 millimetri d’acqua caduti sulla diga Castello, di 31,0 sull’alto Magazzolo a Bivona, di 35,8 ad Alessandria della Rocca, di 63,4 a Santo Stefano Quisquina, di 21,4 alla diga di Piano del Leone, di 59,4 alla diga Fanaco, di 51,3 a Prizzi, di 43,7 alla traversa di Gammauta di Palazzo Adriano, di 31,4 alla diga Raia di Prizzi, di 44,6 alla stazione di Cammarata, di 54,9 a Sambuca di Sicilia, di 57,0 a Chiusa Sclafani, di 44,4 a Bisacquino e da 46,6 a 58,2 da Sciacca ai paesi della Valle del Belice. Le cifre sono aumentate di qualche punto nei rilevanti effettuati dalla rete delle stazioni SIAS della Sicilia tra sabato e domenica.

Gli invasi agrigentini, prima delle piogge erano ai minimi termini, anche per i continui prelievi ad uso potabile. Ora il livello delle dighe è cominciato a salire gradualmente. Basta pensare che la Castello di Bivona ieri pomeriggio sfiorava i 5,5 milioni di metri cubi d’acqua invasata proveniente dall’adduttore di Gammauta (400 ls) e dalla traversa del Gebbia. I dati, accertati però alla data del 1° gennaio scorso (prima delle recenti piogge) dall’Autorità di Bacino della Regione Siciliana, davano 3,56 mln all’Arancio di Sambuca di Sicilia, 0,38 al Fanaco, 0,44 al lago Gorgo di Montallegro, 1,23 al Piano del Leone di Santo Stefano Quisquina, 1,65 al Prizzi, ben 5,0 al San Giovanni di Naro. Al prossimo rilevamento al 1° febbraio prossimo, le cifre saranno certamente in crescita, frutto delle fluenze dei torrenti e delle precipitazioni atmosferiche previste ancora in settimana.

Il dato eclatante dell’acqua che si perde a mare inutilizzata è quello del fiume Sosio-Verdura di Ribera, dove non vi sono sbarramenti di sorta e dove la Regione, con l’assessorato all’Agricoltura e con l’autorità di Bacino, ha acquistato tre motompompe per riempire i laghetti collinari del territorio.