Si acuisce ogni giorno di più la crisi idrica nell’Agrigentino, dove in alcuni centri sono stati rubati nottetempo perfino i cavi di rame che alimentano con l’elettricità i sistemi di pompaggio dell’acqua potabile. A Bivona, ieri mattina, un gruppo di agricoltori arrabbiati si sono posizionati davanti al cancello d’ingresso della diga Castello e hanno sostato tutta la giornata, impedendo l’ingresso e l’uscita dei dirigenti e gli operatori addetti all’invaso. Per fortuna, è stata una protesta pacifica che, per la mancanza d’acqua irrigua per i pescheti, tuttavia ha richiesto l’intervento dei carabinieri della locale stazione per avere il controllo dell’ordine pubblico.
Intanto da Palermo sono arrivate in giornata notizie rassicuranti dall’assessorato regionale dell’Energia e dell’Acqua con le quali si apre uno spiraglio che mostra una finestra sulla possibilità di potere utilizzare parte del liquido immagazzinato nell’invaso bivonese. Un documento dell’assessorato regionale precisa come sia cosa fatta convogliare l’acqua dell’invaso Gammauta usata per la produzione di energia, che viene attualmente dispersa, verso la diga Castello per poi renderla disponibile a scopi irrigui nell’Agrigentino. Sono questi i termini di un accordo, pronto per la sottoscrizione, tra l’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità ed Enel Green Power.
Sull’acqua da utilizzare per le pesche di Bivona e le arance del comprensorio riberese, l’assessorato precisa: “ Si tratta di una delle azioni messe in campo dall’assessorato dopo gli input ricevuti nel corso degli incontri con le comunità locali sulla disponibilità delle risorse idriche della diga Castello. Sempre su questo fronte il dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti, gestore dell’invaso, ha comunicato all’Autorità di Bacino sia il volume disponibile per l’uso potabile (pari a 2,343 milioni di metri cubi) sia la capacità di emergenza (2 milioni di metri cubi), cioè quella quota da prelevare in situazione di eccezionale gravità. Sarà poi l’Autorità a valutare l’eventuale assegnazione di una parte di questa riserva di emergenza a usi irrigui e i prelievi saranno costantemente monitorati per non compromettere la funzionalità della diga”.
La situazione sembra sbloccarsi, ma agricoltori e sindaci di 14 comuni vogliono vedere nero su bianco. Tanto è vero che è stato riconfermata per stamattina, nonostante le assicurazioni, la trasferta a Palermo, all’assessorato dell’Emergia e dell’Acqua, in via Campania, di alcuni pullman pieni di coltivatori che dall’Agrigentino protesteranno per i gravi ritardi irrigui nelle valli dei fiumi Sosio-Verdura, Magazzolo e Platani e dell’area dei Moni Sicani, per gli interventi da tempo promessi a salvaguardia non della produzione, che sembra già compromessa, ma della vita di tanti milioni di piante. L’ultima notizia riguarda la convocazione ad Agrigento del prefetto Romano del comitato provinciale per l’ordine pubblica e la sicurezza dei sindaci di Bivona Milko Cinà e di Ribera Matteo Ruvolo.





