Ritratti: poeti del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Rosa Maria Chiarello

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“Il tempo scorre

sulle mie mani bianche

illusioni s’infrangono

fra le pieghe delle onde

di giorni sempre uguali.

Nuvole nere

ammorbano i sogni

che vibrano al risveglio

sulla pelle arsa

di una vita infranta”.

Con questi versi tratti dalla poesia Il tempo scorre pubblicata nel libro”Pensieri in movimento” introduco la poetessa Rosa Maria Chiarello che ho conosciuto al Palazzo del poeta nella Rassegna un tè con l’autore, diretto dalla giornalista Rosa Di Stefano. I poeti del nostro tempo guardano avanti con occhi pieni di malinconia. A Rosa Maria Chiarello piace definire i propri scritti come moti dell’anima, esternazioni del proprio vissuto, delle proprie sofferenze e delle proprie emozioni, le piace viaggiare, conoscere posti nuovi, vivere i luoghi nel senso che le piacerebbe abitare, anche per un breve periodo i paesi che visita per conoscerne non solo l’arte ma le persone, il loro modo di vivere, le tradizioni. E’molto curiosa e non si ferma mai alle apparenze, osserva molto, da diverse angolature per avere un visuale più ampia delle cose e della vita. Ma andiamola a conoscere Rosa Maria Chiarello da vicino.

-Quando nasce la tua passione per la poesia?

Scrivere mi è naturale, scrivo da quando ero giovane, scrivevo a scuola , i miei diari sono pieni di poesie, aforismi. Per me scrivere è una esigenza interiore, un’urgenza che mi sovviene in ogni momento del giorno o della notte, è tormento e mi serve per liberarmi anche di ciò che mi opprime. Scrivere mi libera, mi alleggerisce, basta una canzone, un profumo, la nostalgia per ciò che è stato e che racchiudo nei miei ricordi o ciò che sto vivendo in un momento della mia quotidianità. Le mie poesie sono introspettive e anche i “ rumori” esterni a me, spesso ripercuotono la loro essenza nella mia anima ed è allora che rivivo come mie le brutture di questo mondo, spesso in assenza di amore. Mi soffermo sui vari problemi sociali: l’emigrazione, la prostituzione minorile, la violenza sulle donne, le guerre, ed ogni tipo di violenza di cui è capace l’uomo, sempre più affamato di potere e denaro e lontano dall’amore, e da quei sentimenti nobili che rendono l’uomo tale. Spesso l’uomo tende a guardare il proprio simile come “altro da noi” e ciò mi rattrista molto. La mia certezza è la Luce che mi viene in aiuto e che illumina i miei passi della quale la mia poesia è impregnata alla ricerca di quell’armonia che avvolge il creato e che è la manifestazione di quel Cristo al quale spesso mi affido e che mi viene in soccorso. La mia poesia vuole rappresentare emozioni, sentimenti, pensieri che fluttuano nel mare del cuore e della mente e che attraverso l’incanto magico dell’ispirazione, diventano poesia che, veste catartica dell’animo, trasforma il sentire in parola e, come forza trainante, consente l’accettazione del quotidiano nel suo poliedrico manifestarsi.

-Cosa è diventata la poesia nel mondo di oggi che ha fretta ed ha abolito i sentimenti?

In un mondo dominato dalla tecnologia, come quello di oggi, in questo continuo accelerarsi della vita, il linguaggio poetico con i suoi tempi lenti, i suoi spazi che si tramutano in profondi silenzi, diventa la linfa del pensiero di ognuno, anche di chi, forse, non ne è consapevole. In un tempo di esibizionismo isterico, dove tutti si mettono in mostra, fare poesia è un modo per leggere dentro noi stessi, dentro la nostra anima, mostrandola al mondo nuda, nella sua vera essenza. In questo senso la poesia si identifica con la vita, quella vera e non quella che spesso oggi si mostra, quella offuscata dal piacere immediato, dalla violenza, dalla sete di potere e di denaro dove i valori di onestà e correttezza vengono messi al bando.

-Cosa è diventato l’amore nella società liquida?

Oggi si parla sempre più spesso di amore liquido, concetto coniato dal sociologo polacco Zyamunt Bauman, l’attore dell’amore liquido è l’uomo della società liquida, cioè di quella fase dell’età contemporanea che si caratterizza per lo stato mutevole e instabile di ogni sua forma organizzativa (famiglia instabile, ricomposta, multipla, lavoro precario). Partendo dalla constatazione che oggi si tende ad amare più se stessi che “ l’altro” , in una società dove l’indifferenza è dominante si tende ad amare sempre meno cercando di soddisfare relazioni effimere. Infatti, viviamo in un periodo storico che favorisce le interazioni “ usa e getta”, a partire dagli incontri sessuali fino ad arrivare ai legami sociali che diventano via via sempre più mutevoli. Oggi, purtroppo, si tende ad avere e non a dare, un amore vero, invece, non si basa su ciò che si sta per ricevere ma su quello che si è in grado di dare, si amano coloro a cui si dona e se dono qualcosa a te, sto donando una parte di me stesso e quindi c’è una parte di me in te che amo. L’amore vero è quello che dona, non quello che riceve. Ciò che manca alla società odierna è la capacità di donare se stessi e questo, purtroppo succede nella coppia, come fra fratelli, succede anche fra genitori e figli. Nessuno è disposto a sacrificarsi per l’altro, chiunque esso sia. La società di oggi si avvia verso la demolizione dei valori, l’unico valore che conta è il soddisfacimento di se stessi. Si ha l’illusione che questo modo di agire può dare una libertà assoluta, ma di fatto si rimane intrappolati dalla solitudine perché se io penso di trattare l’altro come “cosa” da buttare non appena penso che non mi serve più, lo stesso comportamento adotterà l’altro nei miei confronti per le stesse mie ragioni. Da qui una continua insicurezza che travolge ciascuno di noi, nella consapevolezza di non potere contare sull’altro, qualunque sia il rapporto che ci lega.

-Hai pubblicato diversi libri di poesia: Cristalli di luce (2016), Scorci di vita (2019), L’attesa (2019) e altri racconti. A quale ti senti maggiormente legata e perché?

Cristalli di luce (2016), Scorci di vita (2019), L’attesa (2019), Pensieri in movimento (2021) sono i titoli delle mie raccolte di poesie e mi piace definirli “capitoli di uno stesso racconto” in quanto i temi trattati spesso si ripetono ma con stati d’animo diversi in quanto ispirati da momenti della mia vita diversi fra loro. Non siamo mai uguali a noi stessi, e ciò mi consente di vedere temi analoghi da diverse angolature anche se pervasi da quei sentimenti che contraddistinguono il mio modo di essere e di sentire. Il dolore, l’angoscia, il tormento interiore, la dolcezza dei ricordi, la consapevolezza del tempo che passa, lo sguardo sempre attento e puntuale sulle brutture del mondo sono temi che pervadono la mia vita e quindi la mia poesia. Ritenuto che li considero come “capitoli di uno stesso racconto” non ho un libro che amo più di un altro, ma li amo tutti, come dei figli, perché tutti mi rappresentano in momenti diversi della mia vita.

-Hai ricevuto molti premi nazionali e internazionali. Cosa provi tutte le volte che ricevi un premio?

Avere un riconoscimento pubblico della propria opera mi fa pensare all’universalità della poesia , a quella condivisione di sentimenti ed emozioni che “interessa” l’anima del lettore al punto da appassionarlo ed emozionarlo e da considerare la stessa degna di nota. Naturalmente ciò mi gratifica, ma quello che più mi interessa è la condivisione, ritengo che la cultura debba essere condivisa per la crescita umana oltre che culturale di ognuno di noi. Considero la mia opera come i figli per una madre la quale li fa, li accompagna nella crescita per diventare uomini o donne di questo universo e poi li dà al mondo. Ecco la poesia penso che rimanga del poeta durante la sua stesura, nel momento che la fa conoscere se ne libera e diventa di tutti. A volte si leggono dei versi dei quali non si conosce l’autore, ma sono talmente belli che non importa sapere chi li ha scritti perché appartengono a tutti, in quanto partecipi delle emozioni, dei sentimenti che la stessa suscita.

-Tu e Lercara il paese dell’anima…

Lercara Friddi è il paese che mi ha dato i natali, è il paese dove ho trascorso la mia infanzia e la mia giovinezza, quando ancora i miei genitori erano con me e potevamo godere della gioia di stare insieme. A Lercara ci sono i miei ricordi colmi di tanto amore ma anche tanti altri pieni di sofferenza. Quelli sono stati gli anni della malattia di mio padre, quindi corse in ospedale, patemi e tristezze, ma anche una vita d’amore con mia madre che si è caricata di tutte le sofferenze facendoci vivere un’infanzia e una giovinezza serena. A questo proposito, tante sono le poesie che ricordano quegli anni, che in ogni caso ricordo sempre con gioia così come ricordo con tanto affetto le mie amiche e compagne di scuola, con le quali ancora oggi intrattengo rapporti anche se in lontananza e mi piace ricordare una poesia che fa parte della Silloge “Cristalli di luce”

“La mia terra

Sempre cara mi fu la terra

dove nacqui e conservo,

in uno scrigno prezioso,

gli affetti miei più cari.

In quell’incrocio di strade e di case

sì consumano i miei ricordi,

di lunghe passeggiate al corso

e gli anziani a chiacchierare,

seduti al bar,

nelle sere di primavera.

Nella casa paterna, rivivono le gioie

ma anche le angosce e le paure,

mai sopite, di giorni e notti

nel dolore e nella sofferenza.

Rivedo l’ombra di te, o padre

sul letto del dolore,

che trascini le tue membra stanche.

Ormai tutto è cambiato

non ci sei più tu, o padre

e non ci sei più tu, o madre.

Restano i ricordi di un grande amore

che ci ha unito

e che ci unisce ancora,

nella nostalgia di un abbraccio

poso una rosa su un freddo marmo”.

-Cosa sono i pensieri in movimento?

I pensieri in movimento sono il mio sentire che non è mai uguale a se stesso, è in movimento perché è dettato da momenti, emozioni, sensazioni della mia vita e da ciò che mi circonda. L’uomo , inteso come umanità è in continuo evolversi, anche perché gli stimoli esterni sono sempre diversi e con l’età che avanza cambia anche la prospettiva. A volte mi capita di leggere alcuni miei scritti dell’età giovanile e mi rendo conto che non ero molto diversa da oggi, sono sempre stata profondamente presente a me stessa. Sono cresciuta presto, le incombenze della vita, la malattia dei miei genitori, le sofferenze mi hanno presto proiettato in una dimensione altra rispetto alla mia età, pur rimanendo me stessa e legata a ciò che mi avveniva intorno. Ciò che lega i miei pensieri a ciò che ho scritto e continuo a scrivere è la Luce che mi viene dalla fede in Dio che non mi ha mai abbandonato. Ciò mi consente di vedere la vita da prospettive diverse, anche nei momenti più bui riesco sempre a vedere quella Luce che mi consente di andare avanti senza mai perdere la speranza di un mondo migliore. Poi, certo, mi guardo intorno e vedo il declino dei valori, degli affetti, l’egoismo, l’indifferenza, ma siccome credo nella pluralità delle anime che popolano l’universo riesco a vedere ciò che di bello mi circonda. Le mie poesie sono dettate sì dal mio tormento interiore, dalla mia anima ribelle, ma in tutte, così mi dicono i lettori, s’intravede la speranza, una via d’uscita. .

-In te è presente il mare cosa rappresenta nella tua vita?

Si il mare è un elemento costante nella mia poesia così come nella mia vita. Quando vivevo in paese, da giovane, malgrado fossi cresciuta in un paese collinare e frequentavo il mare poche volte d’estate, il mio desiderio più grande era di trasferirmi in un paese o in una città vicino al mare, affinché potessi assaporare quel senso di infinito dove perdermi lontano dai frastuoni che mi appesantivano l’anima giovanile. Il mare è l’ebbrezza della libertà assoluta, oltre il quale ci si perde nell’immensità del tempo e dello spazio. Questo è il mio mare che mi fa compagnia e mi alleggerisce l’anima quando la vita si fa greve, quando il dolore è insopportabile. Il suo canto, il fruscio delle onde mi fanno compagnia nel silenzio assoluto, quando stare da soli appaga ciò che ti turbina nel cuore, quando ti senti soffocare. Per me è un amico buono con il quale puoi sfogare le tue pene e le tue lacrime per uscirne rigenerato. Ecco perché scrivo spesso del mare e delle sensazioni piacevoli che da esso assorbo e con le quali mi alimento.

-I poeti e le guerre, un racconto che non dovrebbe esistere nei libri, il tema delle guerre tormenta il nostro vissuto.

I poeti hanno sempre scritto sulle guerre, soprattutto quei poeti che le guerre li hanno vissute personalmente, mi vengono in mente Quasimodo, Ungaretti. La poesia è denuncia ed interviene per educare l’umanità verso la solidarietà che superi il male del mondo e nella cui ricerca dobbiamo sentirci tutti impegnati. Il sentimento della poesia, intesa come missione fra gli uomini, tende alla riscoperta della fraternità, alla collaborazione fra i popoli, alla pace, denuncia e condanna ogni forma di violenza. Hai ragione nel dire che le guerre non dovrebbero essere argomento di scrittura, ma l’uomo è ancora “ quello della pietra e della fionda” come scrisse Salvatore Quasimodo nella poesia Uomo del mio tempo, e come dico io in una mia poesia “ sono passati anni di storia e di devastazione, a nulla è servito il sangue versato, si continua ad uccidere ora come allora.” Certo il poeta fa la sua parte, ma io, che per carattere sono ottimista, in questo caso credo che l’uomo non cambierà mai, perché spesso si alimenta di sentimenti impuri e non di buoni propositi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

La caducità della vita mi ha insegnato a non fare programmi a lungo termine. Ho tanti progetti che non so se riuscirò mai a realizzare. Per esempio mi piacerebbe approcciarmi alla narrativa e alla saggistica. Ho già pubblicato dei racconti con l’Historica edizioni in antologia, e il libro l’Attesa contiene alcuni miei racconti. Scrivo per diverse riviste online e anche per riviste cartacee. Mi piace molto leggere oltre che scrivere, ritengo che la lettura sia ricchezza interiore e ti dà una visione del mondo e degli altri più “umana” . Da giovane divoravo libri di notte, quando la casa si rivestiva di silenzio. Leggevo di tutto, libri storici, narrativa, saggistica. Ho continuato a leggere, ma lavoro e famiglia, mi hanno occupato molto tempo ed ho rallentato. Ma ora che mi accingo alla maturità, da qualche anno sono in pensione, ho ricominciato con la stessa intensità della giovinezza. Per il resto vedremo, carpe diem come diceva il nostro grande Orazio. Fin da bambina sono stata attratta da diverse discipline come lo sport, da ragazza ho giocato a pallavolo ed ho fatto atletica leggera, mi sono sempre piaciute le arti manuali e mi diletto a lavorare a maglia, uncinetto, ma più di tutto mi piace cucinare ed inventare nuove ricette o reinventare le vecchie. Ho un quaderno di mia madre che custodisco come una reliquia, con delle ricette “Antiche” della tradizione del mio paese ed anche del suo, mia madre è nata ad Alia, scritte di suo pugno che spesso realizzo per i miei figli in ricordo della mia infanzia. Il mio diletto principale è la lettura, leggo di tutto, dai libri storici ai saggi, letteratura italiana e straniera. Mi piace molto la letteratura sud americana, ho letto quasi tutti i libri di Isabel Allende, Jorge Amado Gabriel Garcia Màrquez, Jorge Luis Borges, Julio Cortàzar, Pablo Neruda, ma amo anche i nostri autori italiani e siciliani in particolare da Pirandello a Sciascia, Verga, Elsa Morante,, Moravia, Calvino, Oriana Fallaci, Umberto Eco, per citarne alcuni, e i poeti Quasimodo, Montale, Ungaretti, Leopardi, Foscolo e non solo e fra i contemporanei Daniele Mencarelli, Simona Lo Iacono, Francesca Maccani, Matteo Nucci, Massimo Maugeri, Dacia Maraini, Andrea Camilleri ecc. Non ho un autore privilegiato, ma tanti autori anche perché sono convinta che ogni lettura mi arricchisce e mi lascia qualcosa, sia dal punto di vista della conoscenza che dal punto di vista umano. Amo il cinema e il teatro, mi piace fare lunghe passeggiate e ballare, amo il silenzio ma mi piace stare con gli altri per condividere il tempo, interessi comuni, pensieri.

Biografia

Rosa Maria Chiarello nasce a Lercara Friddi (Pa) e vive a Palermo dove si laurea in Lettere Moderne, presso l’Università di Palermo. Nel 2016 pubblica la sua prima Silloge dal titolo “Cristalli di luce”. Nel 2019 pubblica la Silloge “Scorci di vita” con le Mezzelane Casa Editrice e ” L’Attesa”, poesie e racconti, con Edizioni Billeci con prefazione di Gabriella Maggio e postfazione di Francesco Ferrante. Con il Convivio Editore nel 2021 pubblica la Silloge “Pensieri in movimento” la cui prefazione è stata curata da Francesca Luzzio. Le poesie di Rosa Maria Chiarello sono presenti sulla rivista on line Euterpe, sulla rivista Le Muse, sulla rivista Spiragli di Salvatore Vecchio, sull”Enciclopedia dei poeti contemporanei italiani- Aletti Editore, nell’Antologia di Poeti contemporanei siciliani – Vent’anni dopo il Duemila Vol. 1 curata da Josè Russotti con commento conclusivo di Tommaso Romano, sulla rivista Il Convivio, sul sito Reportpoesieonline, sul sito culturasiciliana.it, su Academia.edu, sul Blog CEFALUART, sulla Revista Azahar a cura di Jose Luis Rubio Zarzuela in spagnolo, sulla RIVISTA “ INSIGHT”, sulla Rivista NOIQUI con la quale collabora,in un’antologia di AA.VV , tutta al femminile, in lingua giapponese in un progetto internazionale bilingue, dove sono presenti sei poetesse italiane e sei giapponesi, sul Blog internazionale “Verso – spazio letterario indipendente/ Wers – niezależnyobszarliteracki”, nella sezione bilingue dedicata alle traduzioni letterarie in lingua polacca, sulla rivista letteraria bisettimanale online a Varsavia in Polonia ” Pisarze.pl/ Scrittori pl.”, sul Blog culturale- letterario polacco “Podtekst culturale/ Implicazione culturale” sempre in lingua polacca, sulla rivista Shanxi Science And Technology ( CN 14_0009), sulla Rivista Culturale online “ Il pensiero mediterraneo, sulla rivista cartacea IL LUCANO, collabora con la Rivista Magazine Alessandria Today e con la rivista Spiragli. Le poesie di Rosa Maria Chiarello sono state tradotte e pubblicate su riviste e antologie in spagnolo, in polacco e in giapponese. Diversi racconti di Rosa Maria Chiarello sono stati selezionati e pubblicati, in antologie, dalla Historica edizioni.

Nel 2019 consegue il primo premio, con contratto editoriale, al Concorso La pelle non dimentica con Le Mezzelane Casa Editrice e il primo premio nella sezione dialettale al Premio Nazionale di Poesia – La Verde Isola Trinacria – organizzato dall’Associazione Culturale “Fare per Migliorare. Nel 2020 vince il Primo Premio Assoluto al “Concorso Nazionale di Poesia Ugo Foscolo”a Palermo, il Primo Premio Assoluto alla seconda edizione del Premio Letterario Nazionale “Paolo Amato” Città di Ciminna. Nel 2022 vince “La Special Mention” – Premio Speciale “RasulGamzatov VI ed “ – , Patrocinato dal Ministero della Cultura della Repubblica del Daghestan con Presidente di giuria la poetessa Marina Akhmedova, al Concorso di poesia “ Il Parnaso – Premio Angelo La Vecchia VII edizione . Sempre nel 2022 è risultata Vincitore, per la Sezione Poesia edita, al Premio Letterario Giornalistico Nadia Toffa 2022 con la Silloge Scorci di vita. Nel 2023 le viene conferita la Menzione Speciale alla carriera all’International Career Awards Talent and Professionals 2023 – Fondazione Costanza 2023. Sempre nel 2023 le viene assegnato il Premio alla Carriera al concorso internazionale di poesia “Memorial Salvo Galiano 2023. Nel 2024 vince assieme ad altri poeti di tutto il mondo, Il Festival internazionale di poesia 2024 in Cina. Finalista,si è classificata al secondo e terzio posto in diversi concorsi letterari ed ha ricevuto diverse menzioni d’onore e menzioni e attestati di merito con relative pubblicazioni in antologia. E’ stata presente in tanti concorsi letterari come Presidente o componente di giuria.

Nel 2018, in memoria di Gaetano Puglisi e della scuola d’arte del Carretto, le viene attribuito il premio VitArte in rappresentanza della sicilianità per la poesia e a febbraio del 2019 le viene attribuito il Premio Internazionale Universo Donna – 21 edizione per la letteratura e la poesia. ” Fa parte dell’Ottagono letterario, della Società Dante Alighieri, del Circolo dei lettori di Spazio Cultura, dell’Associazione culturale Volo, dell’Accademia Ruggero II° dell’Associazione Egeniale. Sulla sua attività letteraria hanno scritto, tra gli altri: : Francesca Luzzio, Gabriella Maggio, Alessandra Di Girolamo, Salvatore Abbruscato, Francesca Currieri, Francesco Ferrante, Beppe De Santis, Francesco Billeci, Emanuele Marcuccio, Maria Elena Mignosi, Sabato Laudato , Vittorio Verducci, Franca Alaimo.