Ritratti: attori del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Tommaso Gioietta

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Ho conosciuto Tommaso Gioietta al Palazzo del poeta in diverse presentazioni di libri nella rassegna un tè con l’autore, diretto da Rosa Di Stefano. Un tè con l’autore è diventato uno degli appuntamenti culturali più ambiti in città, è l’incontro per i grandi intellettuali che arrivano a Palermo da molte città italiane e anche dall’estero. Tommaso è un attore molto distinto che entra nell’anima dei personaggi che interpreta. Lo trovo dappertutto nel mondo della pubblicità, in teatro, in Tv, al cinema. È stato presente nella terza stagione della fiction di successo di Rai 1 “Màkari” tratta dai libri di Gaetano Savatteri pubblicati da Sellerio. In questi giorni possiamo vedere Tommaso al cinema, nel film “Nato con la camicia”. Per lui recitare è una parte importante della vita. Insieme a Francesca Vaccaro, Alessandro Cassata e Nino Nobile stanno preparando uno spettacolo dedicato a Federico Fellini, nato dal felice incontro con il libro di Stefania Parmeggiani: “Fellini, Rimini e il sogno” che è stato un evento indimenticabile, che è stato proposto a Roma e Milano. Tommaso è un uomo generoso che non si risparmia su nulla. La sua passione più grande, sin da giovanissimo, è l’Opera lirica. Ascolta molta musica, soprattutto dal vivo, in giro per i teatri più importanti. Frequenta regolarmente il Teatro Massimo di Palermo ed è stato più volte al Teatro alla Scala di Milano e poi al San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, all’Arena di Verona, al Teatro dell’Opera di Roma ma anche all’Opéra Garnier di Parigi, al Wiener Staatsoper di Vienna, al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, alla Royal Opera House di Londra, al Carnegie Hall di New York e una lista lunghissima di tanti altri teatri in giro per il mondo. Nel tempo libero si dedica allo sport e ai viaggi. Tra i suoi libri preferiti c’è «Le ali spezzate» di Kahlil Gibran, letto più volte. Il regista preferito è Ferzan Özpetek, che ha avuto il piacere di conoscere personalmente a Roma in occasione di una sua Masterclass ed ha potuto interpretare e studiare una scena da «Le fate ignoranti» diretta direttamente dal regista del film. Il suo colore preferito è il rosso, Tommaso è di un segno di fuoco e mostra questa sua passionalità in tutto quello che fa. La città preferita è Parigi anche se nel cuore ha più città tra cui Istanbul, Dresda e Kuala Lumpur.

-Quando nasce la tua passione per il teatro?

La passione per il teatro nasce sin da giovanissimo. Ho iniziato a suonare il clarinetto all’età di dieci anni, esibendomi in diversi concerti, poi una breve parentesi con la danza contemporanea e la danza Butoh e solo in età adulta è arrivata la grande passione per la recitazione che ho consolidato frequentando diversi laboratori teatrali con attori e registi, l’Accademia di teatro a Palermo e l’Accademia di Cinema a Roma. Ho sempre frequentato il teatro di prosa e dell’opera come spettatore e adesso che ho la fortuna di calcare il palcoscenico mi sento realizzato pienamente nella mia passione.

-Come nasce uno spettacolo teatrale?

Uno spettacolo teatrale nasce dall’incontro e dall’interazione di più elementi. Alcuni spettacoli sono commissionati e già viene data un’indicazione su cosa si vuole rappresentare e sulle tematiche specifiche da trattare, altri possono nascere da una ricerca di sperimentazione che privilegia il qui ed ora e quindi la spontaneità di ciò che viene fuori dall’interazione tra più elementi come attori, ambiente, musica, etc. Altri invece possono essere rielaborazioni di classici in chiave contemporanea e tanto altro.

-È vero che in teatro tutto è possibile?

In teatro tutto è possibile nella misura in cui si riesce ad entrare appieno nel ruolo o personaggio che in quel momento interpretiamo e che esprimiamo al meglio, soprattutto se ci emozioniamo e liberiamo la mente di sovrastrutture e barriere che impediscono di vedere oltre. Mi piace la citazione tratta dal monologo della commedia “Come vi piace” di William Shakespeare che recita così: “Tutto il mondo è un palcoscenico e gli uomini e le donne sono soltanto attori. Hanno le loro uscite e le loro entrate e nella vita ognuno recita molte parti”.

-Teatro, televisione, cinema cosa preferisci e perché?

Il teatro resta la mia grande passione di sempre perché è lì che mi sento completo e riesco a percepire le vibrazioni del pubblico ma anche degli altri attori con cui condivido il palcoscenico. Un’emozione unica che di volta in volta mi lascia sempre qualcosa in più e di cui mi nutro. Ho avuto la fortuna di stare tante volte sul set, nelle riprese di film e serie tv, ma anche tantissime volte sono stato impegnato per spot pubblicitari televisivi. Ogni volta è stata sempre un’esperienza nuova e stimolante ma il teatro resta sempre e comunque la mia scelta di vita.

-Qual è l’autore teatrale che più ti affascina?

Amo tantissimo William Shakespeare che ho avuto la fortuna di interpretare a teatro, per tre anni di seguito (dal 2022 al 2024), il ruolo di Iago da “Otello”, e nell’ultimo periodo anche quello di Jacques da “Come vi piace” (As You Like It), nello spettacolo “Shakespeare in Palermo”, regia di Ugo Bentivegna. Lo spettacolo è una rivisitazione in chiave contemporanea delle più famose opere del drammaturgo e poeta inglese. Ho avuto l’onore di recitare a fianco dell’attrice londinese Sarah Finch, attrice del Globe Theatre e del Royal Shakespeare Theatre, composto da un cast eccezionale in cui era presente anche l’attrice Giuditta Perriera.

-Hai mai recitato Pirandello?

In due occasioni ho interpretato il ruolo de “L’Uomo dal fiore in bocca” e spero di avere nuovamente questa possibilità. Pirandello è uno dei massimi drammaturghi della storia del teatro e lo sento davvero molto vicino a quella che è la mia sensibilità artistica ma anche formazione. Ho studiato il ruolo di Lamberto Laudisi in “Così è (se vi pare)” e un giorno mi piacerebbe poterlo interpretare a teatro. Tutte le teorie di Pirandello sulla molteplicità dell’io e sul relativismo psicologico mi hanno sempre affascinato e più volte ho visto i suoi drammi. Ricordo con emozione la sua opera “Sei personaggi in cerca d’autore” in una messa in scena al Teatro Argentina di Roma dove ho pianto dall’inizio alla fine.

-Cosa resta in teatro alla fine di uno spettacolo, quando si spengono le luci?

Le luci che si spengono a fine spettacolo segnano un momento importante in cui ci si porta dietro il calore del pubblico e tutte le sensazioni vissute durante quel momento magico. Solitamente conservo un’alta dose di adrenalina anche nelle ore successive e la mia mente è inondata di immagini e pensieri che mi riportano ai momenti in cui ero in palcoscenico, facendo una sorta di volo pindarico su tutto quello che è accaduto. In teatro restano tutte le energie che si sono sprigionate in quella occasione, ma che si vanno ad unire a tutte quelle create in precedenza. Entrare in un Teatro è come entrare in un Tempio.

-Qual è la situazione del Teatro oggi in Sicilia e cosa fare per rilanciarlo?

Credo che il Teatro oggi stia vivendo un momento di crisi generale, e non solo in Sicilia, poiché vengono investiti sempre meno soldi per la cultura. Poi con il diffondersi delle piattaforme virtuali molti giovani non vanno a Teatro perché possono fruire di contenuti virtuali più veloci e a costo zero. Dalla post Pandemia Covid in poi, le cose sono migliorate un pochino perché c’era tanta voglia di uscire da casa. Ricordo quando è stato annunciato in tv che tutti i teatri venivano chiusi per evitare il più possibile i contagi, è stato un momento davvero brutto che ricorderemo per sempre. In quel periodo sono stato protagonista della Campagna di sensibilizzazione di Pietro Puleo “Teatri Chiusi, cuori aperti” in cui ho recitato in un Teatro vuoto senza pubblico e della Campagna di sensibilizzazione di Giuseppe Mazzola “Voglio esister in quanto…Recito” insieme a 160 artisti del mondo dello spettacolo per dare dignità e voce a tutti gli operatori dello spettacolo che rivendicano il riconoscimento di esistere in qualità di ciò che hanno scelto di essere.

-Hai mai pensato di lasciare la Sicilia per trasferirti a Roma o Milano?

Si, in verità continuo a pensarci anche se non ho mai trovato il coraggio di farlo realmente. Sicuramente sceglierei Milano, una città molto dinamica che più di altre si avvicina al mio temperamento, nonostante sia molto legato a Roma e agli anni in cui ho frequentato l’Accademia di alta Formazione Artistica “Professione Artista” e il Master “Human Resources Specialist” de “Il Sole 24 ORE”. A Milano vado spesso per lavoro perché ho avuto la fortuna di girare diverse campagne pubblicitarie per la TV e anche una serie per Sky e Now; oltretutto a Milano si trova anche la sede dell’agenzia che ormai mi segue da diversi anni nel percorso artistico da attore. Al momento però resto legato alle mie radici e spero di poter continuare ad esprimermi nella mia terra e di contribuire al suo sviluppo culturale e sociale.

-In Italia gli uomini dicono di amare le donne e poi le ammazzano in casa. Cosa bisogna fare per fermare questa deriva violenta?

Non è semplice rispondere a questa domanda e viviamo purtroppo in una società che ha fondato tutta la sua espressione nella supremazia del più forte verso il più indifeso. Penso che sia fondamentale sensibilizzare sempre più le nuove generazioni al rispetto dell’altro e all’importanza della dignità della vita e della libertà di espressione; evidentemente quello che è stato fatto fino ad oggi non basta! Tante volte si cercano le soluzioni fuori dalla propria casa e si chiede alla scuola, allo Stato o alla società di fare qualcosa per il cambiamento ma per primi, all’interno del contesto familiare, reiteriamo di continuo atteggiamenti violenti sia verbali che fisici. Sensibilizzare a denunciare atti gli di violenza è fondamentale, ma ovviamente da parte delle Istituzioni deve seguire una reale garanzia di protezione della vittima, altrimenti quello che succede è che in pochi denunciano perché non si sentono sufficientemente tutelati.

-Hai lavorato con molti registi, con chi vorresti tornare a recitare?

Ho avuto la fortuna di lavorare con diversi registi sia a teatro che al cinema e ognuno di loro mi ha permesso di fare esperienze uniche e di crescere artisticamente. Mi piacerebbe poter lavorare nuovamente con il regista spagnolo Pancho García del Teatro de los Sentidos di Barcellona con cui ho avuto la fortuna di recitare nello spettacolo di teatro sensoriale “Tessere Gibellina”, andato in scena alcuni anni fa in esclusiva per il Festival delle Orestiadi di Gibellina. Pancho è la persona di cui conservo un bellissimo ricordo e che ha lasciato un segno davvero profondo nel mio bagaglio di esperienze.

– Esistono ancora le scuole di recitazione all’interno dei teatri?

Si, esistono ancora e sono a numero chiuso. Ad esempio, esiste la Scuola per giovani attori del Biondo, Teatro Stabile di Palermo, ma anche in altri Teatri di alcune delle città più importanti d’Italia ci sono realtà simili. Poi parallelamente esistono tante Accademie e Scuole di teatro private e solo due Accademie patrocinate dalla Repubblica, l’Accademia d’arte drammatica “Silvio D’Amico” e la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.

-Qual è il tuo rapporto con gli altri attori, sinceramente c’è concorrenza?

Cerco sempre di instaurare un buon rapporto con gli altri attori del cast perché quando si è in scena o sul set la buona riuscita di uno spettacolo o di un film dipende molto dalla sintonia che si crea con tutti e soprattutto il sapersi ascoltare e aiutare reciprocamente. Può capitare però che, nonostante tutti i buoni propositi, non si vada d’accordo con qualcuno. La concorrenza esiste e ho avuto modo in più occasioni di trovarmi con persone che non si creavano nessun problema a mettersi in evidenza a discapito dell’altro, situazioni in cui ti rubano le battute o si appropriano del tuo spazio scenico. Ovviamente con l’esperienza tutti questi fattori vengono tenuti in considerazione e affrontati e gestiti nel migliore modo possibile.

– Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Tanti progetti bollono in pentola, alcuni a breve termine che già si stanno realizzando come l’uscita di due spot pubblicitari, un cortometraggio di cui sono protagonista e un film al cinema. Poi altri progetti a lungo termine che spero si realizzino e che potrebbero portare un cambiamento in termini di crescita artistica. Mi impegnerò come sempre con dedizione e costanza affinché possa raggiungere i miei obiettivi. A prescindere da tutto quello che accadrà o che non accadrà, sarò una persona migliore perché ho sempre cercato di valorizzare e accrescere tutte le mie qualità e risorse interiori. Quando si lavora ad un progetto di crescita, soprattutto personale, si vince sempre.

Un ringraziamento ai fotografi Giuseppe Mazzola per la foto di copertina, Salvo Quagliana, Alessandro D’Amico, Chiara Maniaci, Giuseppe Randazzo, Tiziana Torcoletti, Pietro Puleo, Maria Teresa Vitale.

Biografia

Attore, Performer, Musicista, Psicologo e Psicoterapeuta. Menzione Speciale alla Carriera all’International Career Awards Talent and professionals 2023.

Una laurea in Psicologia e specializzazione in Psicoterapia. Ha studiato recitazione cinematografica a Roma presso l’Accademia di Alta Formazione “Professione Artista” e a Palermo presso l’Accademia di Teatro “La valigia dell’attore”. Ha frequentato la Masterclass con il regista Ferzan Özpetek a Roma, i laboratori di teatro sensoriale con Patrizia Menichelli e Arianna Marano, i laboratori di teatro sperimentale e di denuncia di Francesca Vaccaro, il Laboratorio Internazionale di Drammaturgia Classica e Creazione Contemporanea diretto da Lina Prosa, la Masterclass di Musical con Giò Di Tonno e due Masteclass con l’attrice inglese Sarah Finch sul teatro shakesperiano.

Nella sua formazione artistica anche la frequenza del Centro coreografico “l’Espace” per lo studio della danza contemporanea, diversi workshop di Danza Butoh con i danzatori internazionali Sayoko Onishi (Giappone) e Marie-Gabrielle Rotie (Inghilterra), diversi laboratori sull’arte del gesto con il coreografo Virgilio Sieni con cui ha collaborato in diverse performance (tra il 2017 e il 2023) e un laboratorio sul movimento con Jacqueline Bulnés, ex solista della Compagnia Martha Graham di New York. Sin dall’età di 10 anni suona il clarinetto e si è esibito in concerto in concerto in occasione di importanti Festival.

Attore protagonista in diversi cortometraggi e lungometraggi che hanno vinto premi nazionali e internazionali in Italia, Spagna, India e Kazakistan. Nel 2024 partecipa alla terza stagione della serie TV “Màkari” per RAI finction in prima serata su Rai 1 e al Documentario “Atlante Virtuale dell’Arte Italiana attraverso il Gesto” che sarà trasmesso su Rai 5. Sempre nel 2024 presente nelle sale cinematografiche con il film “Nato con la camicia”.

Attivo in campo teatrale è tra i protagonisti di opere e performance andate in scena in importanti teatri e per importanti Festival internazionali come le Orestiadi di Gibellina con lo spettacolo di teatro sensoriale “Tessere Gibellina” e per due anni consecutivi all’International Jazz Day presso l’Auditorium della Rai.

Nel campo pubblicitario presente in tutte le TV nazionali italiane e greche con lo spot di “OKI Task”, TV italiane e francesi con lo spot di “Paneangeli”, in tutta Europa con una campagna pubblicitaria di “Bayer” e mondo con lo spot in lingua inglese “Fiandre Architectural Surfaces”.

È stato pubblicato con alcuni scatti su Vogue, Artells Magazine (New York), La Modèle (USA), in esclusiva per la rivista internazionale Red Carpet Magazine (New York, Parigi, Lugano, Milano).