Questo il commento su facebooke di don Antonio Nuara sulla riunione del 29 febbraio scorso
“Incontro o passerella?”
“Questo mi è sembrato – scrive il prete riberese – l’ultimo incontro che si è svolto nella sala convegni del Municipio di Ribera per affrontare il problema della siccità che rischia di distruggere la gran parte degli agrumeti, pescheti e pereti che gravitano attorno al fiume Sosio-Verdura. Presente l’assessore regionale all’Agricoltura, l’on. le Carmelo Pace, il responsabile Enel e tutti i rappresentanti dei vari settori interessati. Il sindaco ha dato il saluto, come suo dovere. Tutti hanno parlato di programmi e di idee. Hanno proposto cose da farsi nel “futuro” e che, nella migliore delle ipotesi, richiederanno tempo, per non dire anni. È così da almeno 40 anni. Nessuno dei presenti ha potuto prendere la parola, “perchè l’assessore aveva un altro impegno”.

Cosa avremmo voluto suggerire?
Due cose da fare: una nell’immediato e una, a seguire, nel tempo.
1. Cosa fare nell’immediato: poichè le piante, se da ora non hanno l’acqua, si ammaleranno e si seccheranno, “la Regione concessionaria delle acque, “ora” deve emettere un decreto con il quale “ordina” all’Enel, durante questa emergenza, di non produrre energia, ma dare la priorità dell’uso dell’acqua del Gammauta con queste priorità: bisogni umani, poi agricoli e infine industriali. Senza questa “ordinanza, l’Enel continuerà a usare l’acqua per produrre energia elettrica e, dopo l’uso, buttarla nel fiume Verdura. Constatazione che il sottoscritto, insieme con un gruppo di agricoltori e tecnici abbiamo potuto fare visitando il Gammauta.
2. Occorre avere il coraggio, la forza e la “volontà” di dare una soluzione definitiva al problema: poichè il fiume Sosio-Verdura ogni anno scarica a mare dagli 80 ai 120 milioni di metri cubi d’acqua a mare, si “deve” fermare quest’acqua prima che arrivi alla Diga Castello. Così da poterla fornire per caduta e senza costi aggiuntivi. E la soluzione definitiva a questo problema è uno solo: la DIGA SUL VALENTINO. Anche se non piovesse per 4 anni (!), avremmo acqua a sufficienza. Gli egiziani hanno fatto la più grande diga del mondo sul fiume Nilo, sommergendo o spostando anche i templi di Assuan. Da noi non è possibile.
E allora l’assessore all’Agricoltura dichiara: “io sono cattolico: preghiamo il buon Dio perchè piova”. Al sottoscritto, cultore di detti siciliani, subito è venuto in mente, come risposta, un nostro detto siciliano: “aiutati, ca Diu t’aiuta”. Precedentemente avevo anche scritto che non ci dobbiamo ricordare di Dio come se fosse lo sciamano che fa la danza della pioggia. Perchè Dio opera sempre, ma chiede prima l’azione dell’uomo. In questo caso di chi ci amministra”.





