La persiste siccità e la mancanza di piogge minacciano la vita di milioni di piante e di una florida agricoltura in tutto il territorio provinciale, da Naro a Licata fino ai paesi della Valle del Belice, passando per Ribera a Sciacca che hanno nel comparto agricolo il fiore all’occhiello della loro economia. Due consiglieri comunali riberesi, un geologo e un prete hanno intrapreso il lungo viaggio di un’intera giornata sul territorio dei Monti Sicani dove le dighe, che scaricano, se piene, acqua a sufficienza complessivamente su circa 20 mila ettari tra agrumeti, pescheti,vigneti, oliveti ed ortaggi.
I consiglieri Alfredo Mulè e Pietro Siragusa, produttori agricoli ed esperti del territorio, Emanuele Siragusa, geologo, già sindaco, e don Antonio Nuara, prete battagliero su diverse problematiche, hanno attraversato le valli del fiumi Sosio-Verdura e Magazzolo, visitando e valutando l’acqua immagazzinata sulla traversa di Gammauta di Palazzo Adriano, sulla diga Raia di Prizzi, sull’invaso Leone di Santo Stefano Quisquina, sulla Castello di Bivona e anche lungo il corso del Sosio tra la traversa del Favara sino al fiume Verdura, nei pressi di Poggio Diana.

La situazione dell’accumulo dell’acqua è apparsa drammatica perché non piove da oltre sei mesi e le sorgenti, i torrenti e le dighe sono asciutti o con acqua ridotto al minimo. La diga Raia, la più in alto, su 7 milioni di metri cubi, ne contiene appena 2. Il servizio Agrimeteo di Corlone ha diffuso foto satellitari con l’invaso al minimo rispetto a tre anni fa. La diga Castello che ha una capacità di 21 milioni di metri cubi, oggi raccoglie appena 8 milioni e presenta l’affluente del Gebbia di Lucca Sicula all’asciutto. Anche l’invaso Leone è vuoto, ha poco più di un milione su 3,5 mln. Il Fanaco presenta 3 milioni su 10. L’acqua diminuisce ogni giorno che passa sempre di più per evaporazione e soprattutto per la fornitura, 24 ore su 24, del liquido potabilizzato a comuni agrigentini e palermitani.
Si salvano al momento soltanto la traversa di Gammauta, 500 mila metri cubi, e l’alto-medio Verdura dove stranamente le sorgenti sono vive, l’acqua continua a scorrere a valle, ma se ne va inesorabilmente a mare perché non vi sono invasi. L’assessore regionale Sammartino aveva ottenuto la promessa dell’Enel che dal Gammauta, una volta piena, avrebbe dirottato per caduta l’acqua sulla diga Castello. Il grave problema sollevato da mesi dal nostro giornale ha spinto tante istituzioni, amministrazioni comunali, consorzio di bonifica, assessorato all’Agricoltura, Enel, deputazione e associazioni econsorzi ad incontrarsi in una conferenza di servizi che si terrà a Ribera il prossimo 29 febbraio.





