Ha l’esperienza di tante traversate a nuoto in Italia e all’estero, ma non aveva mai visitato lo specchio di mare dell’isola Ferdinandea, il cocuzzolo sommerso a 7,8 metri dalla superficie marina a 23 miglia dalla costa, di fronte Sciacca, “l’isola che non c’è” che lei Rosa Chiara Scaglione (nipote di Rosa Tagliavia, antica famiglia nobiliare siciliana), di origini familiari saccensi, che vive a Roma dove svolge l’attività di produttrice indipendente di film e documentari, nella mattinata di domenica ha voluto immergersi nelle limpide acque del Canale di Sicilia e compiere un’esperienza subacquea spettacolare che ci ha voluto raccontare.

Ecco cosa ci racconta della sua impresa subacquea nel mare della Ferdinandea: “Vivo a Roma e sono una produttrice indipendente di film e documentari. Mia nonna, Rosa Tagliavia, era di Sciacca dove vengo tutte le estati da sempre e poi sempre anche anche con i miei due figli adolescenti Edoardo e Bianca. Oggi (domenica scorsa) ho fatto una cosa molto originale e simbolica, unica nel suo genere, ovvero ho circumnavigato a nuoto in solitario l’Isola Ferdinandea o anche “l’Isola che non c’è”. Ho già fatto diverse traversate come lo stretto di Messina, il Bosforo, da Punta Sardegna alla Maddalena ed ora, in onore della Sicilia e delle recenti scoperte nei suoi Mari di masse vulcaniche e tanto altro, mi sono inventata questa tappa organizzandola io stessa.

Ultimamente le ricerche e scoperte geologiche nello Stretto di Sicilia hanno suscitato interesse delle comunità scientifiche e non solo. Ho sempre sentito parlare di questa Isola da bambina, ma non capivo, perché mi dicevano che c’era, che poi non c’era più, è difficile da capire e molti non ne conoscono comunque ad oggi né e l’esistenza fisica né quella storica. Mi piacerebbe far scoprire ad altri questo luogo e la sua storia così affascinante. Spero che la mia impresa sia di incoraggiamento per le persone che amano cercare nuovi luoghi uscendo anche dagli schemi. Anche come genitore per me ha molto valore farmi accompagnare dai miei figli per condividere con loro le mie passioni e trasmettergli il senso di avventura, tenacia, coraggio. I ricordi che costruiamo sono le fondamenta su cui poggia la nostra esistenza.

Non è stata facile da organizzare come impresa. Intanto per giorni non c’erano le condizioni meteo, toppo vento e mare. Poi per arrivare lì bisogna avere un certo tipo di barca con delle dotazioni specifiche e bisogna essere in possesso di una patente nautica per superare le 12 miglia marine. Grazie a Santo Tirnetta, istruttore sub dell’associazione ASD Sciacca Full Immersion e a Marcello Costa medico, anche lui appartenente all’associazione, che ha sposato la causa mettendo a disposizione il suo gommone, sono alla fine riuscita nell’impresa. Per prima cosa ho nuotato e poi con Santo abbiamo fatto un’immersione molto suggestiva con i miei figli. Non scorderemo mai questa giornata. L’Isola è piena di vegetazione e peci, sembra un giardino marino incantato, uno scenario fiabesco.

Credo veramente di essere stata la prima ad aver tracciato a nuoto il perimetro dell’isola. Non è stato semplice. Il gommone mi ha lasciato sul picco dell’isola ed io nuotando ho cercato, guardando in basso di circumnavigarla, orientandomi in gran arte da sola. L’Isola sottostante sembrava apparire e poi scomparire. Salita in barca ho scaricato il tracciato della nuotata grazie al GPS del mio or dal mio orologio adatto al nuoto in acque libere. È stata un’emozione fortissima nuotare in alto mare, guardare o meglio scovare dove possibile i fondali e poi vedere la forma di perimetro che ho creato nuotando sopra l’isola. Ho nuotato per circa 1,5 km in 35 minuti, non il mio tempo da gara, perché per me non è stata una gara, ma una sfida, un viaggio, una scoperta di un luogo unico, che ora sento anche mio.

Le condizioni meteo erano perfette. C’era pochissima corrente, la temperatura dell’acqua era buona e il blu del mare è presso a poco indescrivibile. L’Isola Ferdinandea è conosciuta oggi come Banco Graham, ovvero una vasta piattaforma rocciosa la cui sommità è a circa 6 metri dalla superficie marina, e via via sprofonda intono ai 500 metri. Le emozioni in alto mare sono tante, gioia, liberazione, paura. Nuotando i pensieri si assottigliano e prendono delle direzioni chiare, anche se a volte ci si astrae totalmente. Per me nuotare è una forma di meditazione. Auguro a molti di poter esplorare questo tratto di mare che ha sicuramente in serbo ancora tante nuove scoperte.

Dopo la nuotata e le immersioni, abbiamo festeggiato a bordo a suon di cannoli. Amo al Sicilia e le sue tradizioni”.
Rosa Chiara Scaglione






