Sarà il Gruppo Operativo Subacqueo del comando Comsubin distaccato al nucleo Sdai di Augusta ad occuparsi dello sminamento di due ordigni bellici individuati in mare dai sommozzatori della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle alla foce del fiume Magazzolo che sbocca nel Mediterraneo, a qualche centinaio di metri dalla località balneare di Seccagrande. Il recupero dovrebbe avvenire la prossima settimana quando da Augusta arriveranno i sommozzatori che a pochi metri dalla spiaggia si caleranno in acqua per accertare e capire se si tratta di bombe della seconda guerra mondiale poste a protezione del litorale per impedire gli sbarchi degli Anglo-Americani o di ordigni lanciati da aerei contro la costa e le sue postazioni militari. Sono stati segnalati da alcuni subacquei.
“Non è la prima volta – dice Mimmo Macaluso, ispettore onorario dei Beni Culturali della Regione Siciliana, subacqueo e scopritore di sistemi vulcanici sommersi nello Stretto di Sicilia (nella foto) – che su Seccagrande siano state rinvenute delle bombe della seconda guerra mondiale. Sulla spiaggia di fonte al “Corvo” sono state individuate e fatte esplodere una bomba di aereo e una mina di fabbricazione tedesca, con 250 e 300 chili di esplosivo, dagli artificieri dello Sdai, nel 1997 e nel 2021. Molto probabilmente oggi ci ritroveremo di fronte a due di questi ordigni sommersi da decenni. Le bombe allora furono fatte brillare al largo, con alti funghi d’acqua”.





