E’ una corsa contro il tempo a Borgo Bonsignore per cercare di ultimare i lavori di ristrutturazione della borgata di epoca fascista per la cui rinascita e fruizione la Regione Siciliana ha investito la somma di oltre di 2,2 milioni di euro. Ad agosto dovrebbero essere consegnati i lavori per dare la possibilità al comune di Ribera e alle associazioni locali di potere organizzare qualche manifestazione di interesse culturale e turistico. Qualche nuvola di passaggio, ma l’intera vicenda dell’utilizzo della frazione, posta a 7 chilometri da Ribera, al momento resta davvero un mistero perché non si conoscono i programmi dell’Ente di Sviluppo Agricolo di Palermo che ha gestito in passato l’utilizzo dell’agglomerato urbano, dato in passato in concessione ad agricoltori e loro famiglie.
La preoccupazione degli assegnatari degli immobili è la legge della Regione Siciliana che metterebbe a rischio la loro riutilizzazione. Rimarrebbe vigente, anche se inapplicata, la legge regionale n. 5 del 2014, al cui art. 20 si delibera che i locali di Borgo Bonsignore debbano essere venduti, specie quelli che risulterebbero occupati abusivamente negli anni.
La Regione ha finanziato la ristrutturazione conservativa, in fase di completamento, delle facciate delle abitazioni, la piazza, la chiesa e gli ex uffici di posta, ambulatorio, scuola, caserma. Allo stato attuale né la Regione, né l’Esa e né il comune di Ribera sono in possesso di un progetto del sito restaurato. Il sindaco Matteo Ruvolo ha chiesto più volte l’organizzazione di una conferenza dei servizi e ha contattato il commissario dell’Esa Carlo Domenico Turriciano.
Nel frattempo gli occupanti, da decenni degli immobili, avanzano dei diritti pregressi, l’intendimento e la rivendicazione del diritto acquisito di continuare ad utilizzare i locali. Hanno avuto un incontro con il sindaco per trovare una soluzione adeguata. Si sono mosse pure alcune associazioni locali che intendono contribuire a valorizzare il potenziale e il patrimonio culturale, storico e turistico del sito, senza alcun intento “appropriativo” o di contrapposizione ad altri progetti o di eventuali diritti acquisiti dai fruitori.





