Agrigento: 520 milioni di metri cubi d’acqua presente in tutte le dighe siciliane. La Castello ne contiene 20 milioni.

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La dotazione idrica delle 30 dighe siciliane è buona per usi idropotabili e per scopi irrigui in buona parte delle nove province dell’Isola. Secondo i dati ufficiali forniti dal dipartimento regionale dall’Autorità di Bacino del servizio idrografico della Regione Siciliana, alla data dello scorso giugno, si trovano invasati circa 520,82 milioni di metri cubi d’acqua non sempre sufficienti per fornire gli usi civici delle popolazioni e per assicurare acqua a sufficienza per irrigare i pregiati agrumeti delle province di Catania, Siracusa ed Agrigento e per servire le colture e gli impianti sottesi per le coltivazioni degli ortaggi a Ragusa e dintorni.

Le piogge per fortuna nel corso della stagione invernale, specie nell’area dei Monti Sicani, al confine tra le province di Agrigento, Palermo e Caltanissetta, sono state talmente sufficienti da riempire i tanti invasi del territorio come è il caso della diga Castello di Bivona, nell’Agrigentino, colma all’inverosimile con i suoi 20 milioni di metri cubi d’acqua.

In Sicilia vi sono trenta invasi più o meno grandi, distribuiti sui fiumi o all’interno di bacini in quasi tutte le province siciliane. Questa la quantità d’acqua in milioni di metri cubi invasata alla data di circa un mese fa nelle dighe (tra parentesi fiumi o località): Ancipa (Troina) 26,47, Arancio (Carboj) 21,69, Castello (Magazzolo) 19,89, Cimia (Cimia) 2,84, Comunelli (Comunelli) 0,20, Disueri (Gela) 0,44, Fanaco (Platani) 12,72, Furone (Burratto) 2,25, Garcia (Belice sinistro) 59,58, Gorgo Lago (Fosso Gurra) 0,87, Lentini (Fuori alveo) 100,07, Leone (Verdura) 3,39, Nicoletti (Crisà) 2,32, Ogliastro Don Sturzo (Gornalunga) 26,62, Olivo (Olivo) 5,14, Paceco (Baiata) 5,64, Piana degli Albanesi (Belice Destro) 17,59, Poma (Jato) 55,96, Pozzillo (Salso-Simeto) 28,91, Prizzi (Raia) 7,13, Ragoleto (Dirillo) 16,53, Rosamarina (San Leonardo) 48,49, Rubino (Birgi)

4,86, San Giovanni (Naro) 13,85, Santa Rosalia (Irminio) 19,53, Scanzano (Eleuterio) 7,97, Sciaguana (Sciaguana) 3,75, Trinità (Delia) 5,87, Zaffarana (Zaffarana) 0,25.

Alcune di queste dighe, in buona parte, vengono utilizzate periodicamente per il servizio irriguo, altre per uso idropotabile mediante i potabilizzatori, altre a destinazione industriale e infine alcune, solo cinque, per produrre energia elettrica. La precedenza per il prelievo e l’utilizzo dell’acqua va agli usi potabili e civili delle collettività. Segue poi l’utilizzo per distribuzione nei frutteti (agrumi, uliveti, ortaggi) e infine per la produzione industriale e di energia elettrica.