Continua a Ribera il dialogo tra la chiesa cattolica e quella ortodossa rumena. Teatro dell’incontro e dell’accoglienza la chiesa di San Pellegrino dove il rettore don Antonio Nuara ha favorito, e non è la prima volta, l’accoglienza di una nutrita delegazione di fedeli della Romania. Ad officiale il rito sacro è stato il prete rumeno, padre Ciprian Cavrlescu, che la sede religiosa ad Alcamo, dove c’è una numerosa comunità. Padre Ciprian serve ed opera in tutto il trapanese e nella zona occidentale della provincia di Agrigento, in particolare a Ribera, Menfi, Sambuca, Sciacca, dove le famiglie rumene sono abbastanza numerose. I rumeni presenti e censiti a Ribera sono 513 unità.

Ieri la comunità ha celebrato la Pasqua, perchè le Chiese Ortodosse non accettano la riforma gregoriana del calendario e seguono quello giuliano. La chiesa di San Pellegrino era gremita. Ad aiutare padre Ciprian un adulto che studia per diventare sacerdote, molto bravo nel dipingere le icone. I bambini, e anche parecchi adulti, indossavano l’abito tipico della Romania. C’è stata un’attiva partecipazione della comunità: all’ascolto, alla preghiera e al canto.

Alla fine a tutti è stato consegnato un pezzetto di pane bagnato nel vino. Tutti hanno partecipato al Rito della Luce, accendendo la loro candela, fatta di cera di api e portandola, poi, a casa per accenderla a pranzo. I rumeni rispettano il digiuno dalla mezzanotte fino al momento della celebrazione.
La comunità rumena, ormai ben inserita con le famiglie, nel tessuto sociale e lavorativo di Ribera, è stata sempre attenzionata e seguita da don Antonio Nuara, prima nelle chiese di San Francesco e dell’Immacolata ed ora a San Pellegrino. Il punto di riferimento ed animatore della comunità è Lazar Garau.






