Ribera : La diga Castello ha 20 milioni di metri cubi d’acqua per agricoltura e popolazioni

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Migliaia di agricoltori e decine di migliaia di cittadini possono stare tranquilli per la prossima stagione estiva perché la diga Castello di Bivona ad oggi ha accumulato ben 20 milioni di metri cubi d’acqua più che sufficienti per irrigare 6-7 mila ettari di frutteto, soprattutto agrumeto, e per garantire l’approvvigionamento dell’acqua ad uso civile di una dozzina di comuni agrigentini consorziati, attraverso il potabilizzatore di Santo Stefano Quisquina.

L’invaso, ubicato sull’alto fiume Magazzolo, in territorio riberese, è al culmine della capacità ricettiva tanto che, per evitare di buttare l’acqua a mare, la direzione della diga ha deciso in questi giorni di trasferire l’acqua con una grossa conduttura nel laghetto Gorgo di Montallegro e di riempire i laghetti privati di centinaia di aziende agricole che insistono sulle sponde dei fiumi Magazzolo e Platani. Questa abbondanza dell’acqua è dovuta fortunatamente alle piogge delle recenti stagioni, autunnale e invernale, le quali tutt’oggi alimentano le rigogliose sorgenti dei Monti Sicani che vanno a sboccare nell’invaso bivonese costruito alla fine degli ‘70 quando è cambiato il volto delle campagne, da seminativo a colture agrumarie specializzate.

Pare che tutta l’acqua preziosa della diga possa essere bene utilizzata perché lo sbarramento artificiale presenterebbe una minima quantità di detriti, fango, pietre e sterpaglie, accumulati sul fondo dove le pulizie periodiche, con un progetto di gestione, consentono di mantenere funzionali le valvole di scarico, aperte, ad invaso ricolmo, sul letto del fiume, nel rispetto degli argini e dell’habitat del corso d’acqua.

Da qualche anno c’è un nuovo cambio colturale, grazie a tanti coraggiosi giovani imprenditori agricoli che hanno messo a dimora nuovi agrumeti, per cui serve una maggiore quantità d’acqua per irrigare. Bisogna individuare subito nuove fonti idriche, nuove riserve d’acqua e mantenere la diga Castello sempre piena, in caso di emergenza o siccità.