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PER AMORE DEL MIO POPOLO NON TACERÒ (Profeta Isaia)
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Così avevo scritto due mesi prima che si tenessero le elezioni comunali a Ribera. Convinto che la vera politica è servizio, io Sacerdote, che vive la vita della sua gente, condividendone le problematiche, le attese e le speranze, mi sono sentito di offrire a quanti “concorrevano” ad amministrare correttamente e proficuamente il paese, alcuni riferimenti inerenti lo “stile dell’amministratore” e le varie criticità che il paese si portava e che richiedevano degli interventi risolutivi. Ho sperato e auspicato che chi è stato eletto e il suo staff, avrebbero subito dato dei segnali che facevano sperare di cominciare ad uscire dai vari tunnel che rendevano invivibile la città con l’aggravante di un “navigare alla giornata”, malgrado ci fossero i numeri per amministrare. Ora il giocattolo si è rotto, le “poltrone” non bastano e allora le dimissioni con l’apertura di una crisi. Si dice in giro che il tutto si ricomporrà con elementi al di fuori di quanti sono stati eletti per amministrare. Mi verrebbe di pensare alle “comiche” o al più famoso ed autorevole Luigi Pirandello. È triste per una Comunità, piena di tanti problemi assistere ai giochetti della poltrona in più. La nostra gente è stanca e sfiduciata e, nello stesso tempo, priva di riferimenti. Uno stallo che diventa pesante perchè non dà la possibilità al paese di guardare al futuro.Il paese ha diritto di essere ben amministrato e non di assistere al teatro delle marionette. Ribera non lo merita.





