Ribera: Vertice in assessorato a Palermo per il pronto soccorso del “Fratelli Parlapiano”

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Tre vertici in poco più di una decina di giorni per capire e conoscere la risposta della Regione Siciliana alle richieste dei sindaci e dei comitati civici di istituire presso l’ospedale “Fratelli Parlapiano” un pronto soccorso generalista richiesto a viva voce dalle popolazioni del comprensorio sanitario di Ribera e del distretto dell’area dei Monti Sicani. La richiesta non è di oggi, ma da circa due anni da quando il nosocomio riberese è diventato ospedale covid provinciale.

Stavolta, dopo le reiterate lamentele degli utenti di 12 comuni con una popolazione di 53mila abitanti, pare che Regione, Asp e deputazione vogliano affrontare di petto la situazione perché il pronto soccorso dell’ospedale “Giovanni Paolo II”, a corto di personale, viene intasato quotidianamente dalla popolazione di tutto l’Agrigentino occidentale.

Per martedì mattina, alle 8,30, all’assessorato regionale alla Salute è in programma il vertice che vedrà la presenza dell’assessore Giovanna Volo, dello staff del suo assessorato coordinato dal dirigente Mario La Rocca, del commissario straordinario dell’Asp di Agrigento Mario Zappia e di diversi componenti della VI commissione Sanità dell’Ars. Oggetto dell’incontro il pronto soccorso generalista che si vorrebbe ricreare con il progetto di riconversione di tutti gli ospedali covid della Sicilia. Lo ha ricordato nei giorni scorsi a Ribera, durante una conferenza stampa, l’on. Carmelo Pace che è il vicepresidente della commissione regionale.

Le strade da seguire pare siano due. La prima quella della riconversione che sembra amministrativamente la più semplice e quella più complessa e lunga che, con provvedimenti legislativi nazionali, preveda la nascita di un ospedale in zona disagiata di area interna, come richiesto dal comitato civico riberese. Allo stato attuale le due strutture sanitarie di Sciacca e Ribera escono, nel piano sanitario della Regione, come “Ospedali Riuniti”, con un solo pronto soccorso, quello saccense, che diventa difficoltoso da raggiungere, per la precaria viabilità, dalla popolazione di Santo Stefano Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca e Cianciana i cui cittadini impiegano di norma circa 70 minuti di viaggio in auto per raggiungere Sciacca.

E’ stato denunciato pure il fatto che un’apparecchiatura Tac di ultima generazione, acquistata esclusivamente per il “Fratelli Parlapiano”, pare sia stata assegnata ad altra azienda sanitaria siciliana. Va detto anche che l’ospedale riberese, per l’epidemia covid, è stato dotato di moderne e sofisticate apparecchiature che, con una spesa di circa otto milioni di euro, non possono rimanere inutilizzate.