C’erano una volta gli ex voto. Giovedì a Palermo inaugurazione della cappella di Santa Rosalia di Giuseppe Maurizio Piscopo

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Gli ex voto esprimono una forte carica emozionale e un ringraziamento devoto alla Madonna e ai Santi invocati per ottenere una grazia. Gli ex voto raccontano storie di dolore, ma soprattutto di fede. I più antichi ex voto risalgono al ‘600 e sono dipinti su tavolette e fanno intravedere influssi bizantini che scompaiono in quelli successivi, supportati su carta e tela o su lamierino.

Rappresentano uomini e donne prossimi alla fine per gravissima malattia, con una corona del rosario in mano. Un ex voto del 1860 mostra un gruppo di Garibaldini nella battaglia del Ponte dell’Ammiraglio, un soldato in camicia rossa calpestato da un cavallo borbonico e viene subito in mente un famosissimo quadro di Renato Guttuso sulla battaglia del Ponte dell’Ammiraglio. E poi uomini che scampano ad agguati, naufragi, incidenti di caccia, rischi di annegamenti, arrotature da carri trainati da cavalli imbizzarriti, che richiamano le famose tavole di A. Beltrame della “Domenica del Corriere” con il repertorio marinaro della prima metà dell’800. La sigla F.V.G. A. si traduce così: fatto- voto- grazia- avuta.

L’opera dei pupi e i carretti siciliani incentivano l’arte pittorica popolare, assorbono elementi artistici non popolari e, di riflesso influenzano la qualità degli ex voto. La grotta-chiesa di Santa Rosalia sul monte Pellegrino è ricca di offerte con quadretti significativi, ma anche di offerte di altro genere, fra cui riproduzioni in argento e cera con parti anatomiche che sottolineano la gratitudine per i miracoli ricevuti. Giovedì 27 ottobre alle ore 17,00 a San Gregorio al Capo nascerà una nuova cappella votiva dedicata a Santa Rosalia curata e voluta fortemente dall’associazione dei pittori di Calapanama. L’immagine su Santa Rosalia di Totò Calò è nata dalla profonda devozione e dal desiderio di Don Nenè Fricano ed ha assunto le caratteristiche di un’edicola votiva che impreziosisce il quartiere del Capo- ha dichiarato la pittrice Caterina Trimarchi. Lungo la via San Gregorio sarà allestita una mostra con alcune opere dedicate alla Santuzza a tema libero. Interverranno le poetesse Silvana Marino, Anita Vitrano, Adriana Bellanca.La rappresentazione sarà condotta da chi scrive e dalla inseparabile fisarmonica.

“Siamo certi – riferisce Totò Calò – che la nuova edicola votiva possa suscitare interesse sia dal punto di vista artistico che religioso e ci auguriamo che le edicole votive del centro storico possano essere riportate al loro antico splendore perché rappresentano una vera testimonianza di vita e di fede e un pezzo di storia di Palermo”.

L’associazione Calapanama è molto nota in città, per aver realizzato il muro della legalità con le sue pitture, e quello sul centenario di Ciccio Ingrassia, vuole richiamare l’attenzione nazionale sulla storia degli ex voto e si pone anche il nobile obiettivo di far rivivere il mondo popolare con il grande significato degli ex voto per i siciliani, proponendo alle istituzioni il restauro delle cappelle del centro storico, che rappresentano una raffinata forma d’arte e che meritano di essere rispettate e fatte conoscere anche dalle nuove generazioni. Sono edicole ritrovo di preghiera per la gente del popolo. Che ritorni questa tradizione non solo a Palermo e nel suo centro storico, ma anche in tutti i paesi della Sicilia. Stiamo parlando di una nobile vocazione e tradizione da riproporre anche nei quartieri periferici, per riscoprire la religiosità autentica del popolo siciliano,Viva Palermo e Santa Rosalia. Un ringraziamento all’associazione Calapanama, al suo presidente Totò Calò. Alla manifestazione interverranno il consigliere di circoscrizione Ottavio Zacco, il consigliere della prima circoscrizione Francesco Tramuto e il consigliere Antonio Nicolao. Concluderà la manifestazione il Reverendo Padre Pino Pomì che darà la sua benedizione agli intervenuti.

Gli ex voto raccontano storie di dolore ma soprattutto di fede. Ottenuta la grazia, la persona che l’ha invocata ringrazia, con nome e data, con opere nelle quali viene rappresentata l’angoscia ormai passata, ma fissata per sempre con grande forza espressiva. In genere le immagini venivano dipinte, su latta ricavata da scatole di sardine, da pittori di carretti siciliani. Non solo narrano le difficoltà deidevoti e la fede nell’intervento salvifico della Madonna ma raccontano anche i cambiamenti dei costumi, dei paesaggi, dei mezzi di lavoro e di trasporto, in particolare del carretto, dalla prima metà dell’800 a oggi.

“Gli ex-voto – dice Rosario Perricone, direttore del Museo Pasqualino – hanno in sé una carica di significato e di emozione non solo per la forza di una pittura fortemente realistica, ma anche per il messaggio che veicolano. C’è però un altro aspetto che sottolineato nella mostra. Le opere raffigurano pure pezzi di arredamento del passato e ci dicono molto dei luoghi in cui si viveva”.