Ritratti: Fan e cultore di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia Maurizio Piscopo incontra Giuseppe Li Causi.

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Giuseppe Li Causi è un personaggio affettuoso, che accoglie tutti con un sorriso. Ogni volta che lo incontro provo gioia ed ammirazione per quello che fa. E’ sempre in movimento. Nel suo cuore c’è la Sicilia, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che rappresentano la sua seconda famiglia. Non tutti sanno in Sicilia che Giuseppe Li Causi è il monrealese più fotografato con i vip, ha collezionato innumerevoli scatti con altrettanti personaggi italiani e internazionali da Fabio Insinna a Lorella Cuccarini, da Pippo Baudo a Luciano Ligabue solo per citarne alcuni. E’ il massimo conoscitore del duo comico Franchi e Ingrassia a cui ha dedicato molto tempo della sua vita. Si può considerare lo storico ufficiale, ma Giuseppe con l’umiltà che è la virtù dei grandi, preferisce essere considerato un fan, un cultore dei due grandi comici. Giuseppe Li Causi da più di 27 anni è dipendente del Policlinico di Palermo, dove lavora alla reception. È nota a tutte le persone del mondo dello spettacolo, la sua grande passione per i comici Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, della cui produzione cinematografica è un cultore e le cui “gesta” è sempre pronto a narrare. Può essere considerato uno dei principali artefici prima della intitolazione e poi della riqualificazione di piazza “Franchi e Ingrassia”, che il Comune di Palermo ha pensato di istituire, in ricordo degli indimenticabili comici. Giuseppe Li Causi inoltre è promotore insieme ai figli della nascita a Palermo di un museo a loro dedicato, dove si potranno ammirare molti oggetti appartenenti ai due celebri attori palermitani. Li Causi, tra l’altro, negli anni scorsi è stato l’organizzatore della manifestazione cinematografica, sempre dedicata a Franchi e Ingrassia, dal titolo “Risate fra quattro mura”, che si è svolta nelle case circondariali di Palermo. A Giuseppe Li Causi sono stati assegnati diversi premi per la sua ricerca ed il suo lavoro. Conosce a menadito ed ha visto tutti i 116 film nei quali ha recitato il duo Franchi- Ingrassia. Ma andiamolo a conoscerlo da vicino.

-Quando è nata la passione per il cinema di Franchi e Ingrassia ?

È nata sin da piccolo. Frequentavo la chiesa, la domenica mattina e per chi andava a messa nel pomeriggio, come premio il prete in sacrestia faceva vedere un film di Franco e Ciccio.

-Per te cosa rappresenta Franco Franchi?

Franco è la gioia di vivere con la sua mimica facciale.

-Cosa rappresenta Ciccio?

Lo stesso dicasi per Ciccio, anche lui è stato un personaggio veramente grandioso.

-Quali erano le differenze fra i due ?

Franco era più burlone, Ciccio era un pò più burbero.

-Franco e Ciccio hanno recitato in 116 film, li hai visti tutti ?

Si, i film li ho visti quasi tutti. Per me sono tutti belli e ognuno ha una sua storia di vita reale.

-Posso affermare e scrivere che fai parte della famiglia di Franchi e Ingrassia?

Si, diciamo che i figli dei due comici mi ritengono un loro fratello acquisito.

-Sei considerato dal pubblico siciliano e non solo, lo storico di riferimento dei due comici?

Più che storico, che è una parola grossa, mi ritengo un fan appassionato, un cultore dei due grandi comici, che hanno fatto la storia del cinema italiano. Sono uno dei pochi, che in questi anni ha tenuto viva la loro memoria, ed ha organizzato diversi eventi in giro per la Sicilia e anche fuori.

-Che cos’è la posteggia, esiste ancora a Palermo e a Napoli?

La posteggia negli anni 60 e 70 era molto di moda, era un modo anche per campare, ancora in diverse città d’Italia come Palermo, Napoli, Roma ecc…esiste, ma non è più la classica posteggia che abbiamo conosciuto in passato quelli della mia generazione, oggi è cambiata, ci sono dei veri artisti che in attesa di spiccare il volo in tv o teatri si esibiscono in strada guadagnando nello stesso tempo qualcosa per vivere, (vedi il caso dei Maneskin che da artisti di strada sono diventati idoli mondiali dei giovani).

-Rinaldo in campo, Domenico Modugno Franchi e Ingrassia, un tuo ricordo di uno spettacolo straordinario di Garinei e Giovannini…

È stato uno spettacolo teatrale unico, che ad oggi nessun altro spettacolo teatrale ha superato come numero di repliche.

-Alla festa del centenario di Ciccio Ingrassia al Capo hai raccontato qualcosa di inedito, che nessuno di noi conosceva, hai affermato che i due comici siciliani hanno salvato il declino di Cinecittà. Puoi raccontare meglio questa storia?

Cinecittà è stata sull’orlo del fallimento e grazie ai film di Franco e Ciccio che negli 60/70 venivano visti al cinema tutti i sabati e domeniche con il pienone, gli incassi hanno aiutato le casse di Cinecittà e l’hanno salvata.

-Cosa provi quando in Tv trasmettono un film con Franchi e Ingrassia?

Tanta emozione e allegria, un bel momento di felicità e spensieratezza.

-Cosa provi quando riesci a sensibilizzare le autorità siciliane a dedicare piazze e strade ai due grandi attori palermitani?

Una soddisfazione immensa per la realizzazione di tanti progetti dedicati a loro.

-Perché fai tutto questo lavoro con grande passione?

Per un amore profondo, che provo per questi due personaggi che hanno dato tanto a Palermo,alla Sicilia e all’Italia intera.

-Hai mai pensato di scrivere un libro su Franco Franchi e Ciccio Ingrassia?

-No, perché di libri in giro su di loro ne sono usciti tanti e quindi riscrivere delle cose già scritte e dette non sarebbe proprio il caso!

-Palermo e i suoi figli…

Palermo spesso dimentica i figli che hanno contribuito alla crescita di questa città, ma grazie a tanti sostenitori poi ritrova la spinta per ricordarli con affetto.

-Qual è l’attualità dei due grandi comici che se fossero nati in America sarebbero conosciuti in tutto il mondo…

Franco Franchi andò in America insieme a Lino Banfi, (in quel periodo Ingrassia stava poco bene), per uno spettacolo al Madison Square Garden di New York. Fu un tripudio di ovazioni e innumerevoli richieste di bis.

-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Il mio ultimo progetto per Franco e Ciccio è l’emissione di un francobollo commemorativo, per ricordare i 100 anni della nascita di Ciccio Ingrassia e i 30 anni della morte di Franco Franchi. La cerimonia si svolgerà a Roma il prossimo 26 ottobre.

Biografia

Giuseppe Li Causi è nato a Monreale (Pa) l’8 settembre del 1965 ed è un appassionato fan e cultore di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nonché il promotore della piazzetta Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nata a Palermo il 10 dicembre 2012. Alla morte di Franco Franchi (9 dicembre 1992), Li Causi iniziò a chiedere alle istituzioni tramite gli organi di stampa una strada per Franchi, poi nel 2003 alla morte di Ingrassia (28 aprile 2003), continuò la richiesta anche per Ciccio.Nel 2012 solo dopo 20 anni dalla morte di Franchi e al 90°anno dalla nascita di Ingrassia a Palermo venne istituita dal comune, una Piazzetta dietro al Teatro Biondo luogo simbolo della coppia, perché da lì muoveva i primi passi artistici Franco Franchi con la classica “posteggia”, da lì a poco nacque la coppia Franchi-Ingrassia anche con il debutto teatrale al Biondo voluto da Domenico Modugno con l’opera di Garinei e Giovannini “Rinaldo in campo”.Oggi sullo stesso posto è nata la villetta Modugno (9 gennaio 2015), e un Bassorilievo donato dallo scultore Gianfranco Ragusano (11 dicembre 2015). Nel prossimo mese di ottobre su mia richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico sarà emesso un francobollo commemorativo dedicato ai due grandi attori palermitani, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia con la seguente motivazione “nell’anno in corso 2022 si ricorderà il 100° anno di nascita di Ciccio Ingrassia (05/10/1922) e il 30° anno della morte di Franco Franchi (09/12/1992)”.

Giuseppe Li Causi di anni ne ha cinquantasei e lavora alla reception di un padiglione del Policlinico di Palermo, può dirsi realizzato. Chi lo conosce lo sa, lo incontri e parte con il raccontarti la sua vita, una vita dedicata al duo siciliano che ha fatto la storia della tv. Non ci guadagna niente Giuseppe: «Non fuma, non beve, non va a donne – dice – non ha altri vizi, gli rimangono solo loro e la sua famiglia lo sa, non fa nulla di male, ma se lo chiamano per raccontarli, parte immediatamente».Quando Ciccio e Franco si sono separati temporaneamente, lui non ci poteva credere ma lo sapeva che «erano cose passeggere, incomprensioni di copioni e sciocchezze. Lo sapeva, ma c’è rimasto male lo stesso e si è detto: “vuoi vedere che finisce tutto?”». È un DNA simpatico il suo, uno di quelli che si lega empaticamente con l’oggetto dell’arte amato. Chissà se si ricorda del primo bacio da adolescente, ma del primo frame dei film di Franco e Ciccio certamente sì: «Lì ha visti in onda vestiti da cowboy, forse era nel film Due mafiosi nel far west». È difficile identificare il giro di boa della propria vita, ma Giuseppe il suo lo conosce bene: «La prima foto nel 1981, a 16 anni, con Franco che si era girato verso Ciccio dicendogli che sarebbe andata a schifio se non si fossero fatti una foto» con quel picciotto, che si vedeva era diverso dagli altri. Non un semplice collezionista (anche se i film fra Vhs, super 8 e Dvd li ha quasi tutti, tranne Balli e pupi, che cerca disperatamente in versione originale), non un semplice storico (nonostante giri teatri, cinema, carceri, convegni e feste di piazza per tramandare la sua conoscenza), piuttosto un familiare: «Stefania (sorella di Franco Franchi ndr.) l’ha commosso quando in diretta, alla Prova del Cuoco in TV, ha detto che per lei è come un nipote, sempre con lei – dice Giuseppe – e anche Massimo (figlio di Franco Franchi ndr.) durante la presentazione del suo libro (Sotto le stelle di Roma, Spazio Cultura edizioni) l’ha definito come chi ha portato avanti il nome della famiglia». Quel nome è impresso in una piazza alle spalle del Teatro Biondo, oggi piazzetta Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Lì dove tutto è cominciato, dove Ciccio notò Franco esibirsi per strada e dove Modugno li lanciò nello spettacolo con il record di repliche tuttora imbattuto: Rinaldo in campo. C’è riuscito Giuseppe dopo anni di strategie, conversazioni, pizzicotti alla politica sorda, perché i due grandi Artisti lo meritavano. E se nel Medioevo nasceva il pellegrinaggio devozionale verso Gerusalemme, Santiago de Compostela o Roma stessa, oggi Giuseppe lo fa spesso andando a Piazza Cantù, nella Capitale, dove «Franco Franchi aveva un bar, stava alla cassa e da lì passavano tutti i palermitani dello spettacolo». E Giuseppe ogni tanto va a trovare lo zio. E il caffè gli viene offerto.