Agrigento: Olivicoltori dal prefetto per il basso prezzo dell’olio d’oliva

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Gli olivicoltori della provincia di Agrigento andranno dal prefetto Maria Rita Cocciufa per chiedere di adoperarsi per segnalare ed ottenere un ragionevole prezzo dell’olio extravergine d’oliva, nonostante le assemblee e le proteste di piazza in diversi comuni abbiano sortito la volontà di frantoiani e commercianti di pagare l’olio a 600 euro al quintale, ma per un periodo iniziale di appena 10 giorni.

E’ stato il sindaco di Lucca Sicula Salvatore Dazzo, a nome di olivicoltori, amministratori comunali, organizzazioni professionali e soprattutto di tanti componenti del comitato provinciale di agitazione, a chiedere l’incontro con il prefetto nel corso di una manifestazione pacifica che si dovrà tenere ad Agrigento. C’è attesa per conoscere la data dell’incontro, anche perché la stagione di raccolta delle olive è già iniziata da qualche giorno e tanti agricoltori si sono rifiutati al momento di iniziare i lavori fino a quando non conosceranno il prezzo reale di vendita dell’ “oro verde”.

La battaglia degli olivicoltori rimane aperta fino a quando il mondo agricolo non avrà rassicurazioni certe per combattere l’aumento del prezzo di molitura dei frantoi, ma soprattutto per fare fronte al raddoppio dei costi dei concimi, fertilizzanti, della benzina e carburante agricolo, dell’acqua per l’irrigazione, dei mezzi agricoli, della manodopera e della molitura

“Contiamo di andare fino in fondo – afferma il primo cittadino Dazzo di Lucca Sicula – da Agrigento a Palermo e a Roma per individuare un prezzo adeguato all’olio extravergine e biologico d’oliva. Migliaia di aziende agricole e di produttori olivicoli vivono con la produzione e vendita dell’olio, commercializzato anche all’estero. Dobbiamo trovare una soluzione immediata”.

Dello stesso avviso sono le amministrazioni comunali di tanti centri agrigentini del comprensorio occidentale, in particolare da Caltabellotta a Burgio, da Lucca Sicula a Calamonaci e a Sciacca dove in questi giorni si sono svolte diverse manifestazioni spontanee di piazza di olivicoltori un po’ agitati per i possibili mancati guadagni. In tanti hanno chiesto subito la convocazione straordinaria dei consigli comunali, in particolare lo hanno fatto una ventina di consiglieri comunali di Bivona, Calamonaci, Cianciana, Santo Stefano Quisquina, San Biagio Platani i quali chiedono l’intervento della Regione Siciliana per sostenere in Sicilia circa 600 frantoi di cui oltre 90 nella provincia di Agrigento.

Viene pure contestato il prezzo di vendita dell’olio fissato dall’Ismea a 5,65 euro al chilogrammo, non abbastanza remunerativo dei costi di gestione dell’annata agraria. A tutto ciò si aggiunge che la presente annata si presenta “scarica” con meno produzione di olive, di contro la qualità sarà ottima.