Minacciano di non raccogliere le olive se prima non conosceranno orientativamente il prezzo di vendita dell’olio extravergine d’oliva. Sono le diverse centinaia di olivicoltori del comprensorio occidentale della provincia, l’area collinare tra Lucca Sicula, Burgio, Villafranca Sicula Caltabellotta e Calamonaci. Gli agricoltori da qualche giorno sono entrati in stato di agitazione, temono addirittura un abbassamento del prezzo rispetto alla passata stagione, circa 500 euro al quintale, e minacciano di non dare corso alla stagione olearia ormai alle porte.
Lo stato di estremo disagio della categoria cresce perché gli agricoltori sono di fronte a tanti aumenti dei prodotti, concimi, carburanti, manodopera, mezzi agricoli, e non possono assolutamente sopportare la conferma di un prezzo al ribasso o uguale a quello della passata stagione che metterebbe in crisi l’economia di migliaia e migliaia di aziende.

Gli olivicoltori sono sul piede di guerra e l’agitazione è già sfociata in diverse assemblee nei vari paesi del comprensorio. Un primo incontro si è svolto a Burgio dove tanti agricoltori hanno chiesto risposte non solo ai titolari dei frantoi i quali hanno annunciato di volere raddoppiare il prezzo di molitura delle olive, ma soprattutto ai grossisti, pochi per la verità, che hanno il monopolio della compra-vendita dell’olio d’oliva. I frontoiani, alcuni dei quali hanno partecipato alle riunioni, giustificano l’aumento dell’onere di molitura delle olive con l’altissimo costo dell’energia elettrica che bloccherebbe la loro attività.
Un altro incontro si è svolto pure ieri sera a Caltabellotta dove è stato sollevato il problema dei possibili danni che ne deriverebbero all’economia di tutta l’area olearia dove l’economia delle famiglie si basa sulla vendita dell’olio che ormai da diversi anni viene venduto all’ingrosso e da poco tempo anche al minuto privatamente all’estero, in Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, tramite internet.





