Giuseppe Maurizio Piscopo incontra i pittori del muro della legalità.

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Il muro della legalità nasce da un’idea di Pippo Falcone nella storica piazza degli Aragonesi di Palermo. L’opera vuole ricordare alcuni caduti per mano mafiosa, ma anche alcuni personaggi del mondo della cultura siciliana.

La figlia di Agostino Catalano, presente all’inaugurazione, ha definito il muro il trionfo della vita sulla morte. E’ il più lungo d’Italia, un angolo simbolico in uno dei quartieri più vecchi della città, che ha reso immortali coloro che hanno lottato per la legalità e la giustizia, un esempio di vita per le nuove generazioni.

Dopo il lavoro, di oltre due mesi, è stata presentata alla città l’opera realizzata dall’associazione “CalaPanama” . Si tratta di un muro, lungo circa 70 metri e alto due, che costeggia la caserma dei carabinieri”Giacinto Carini” . “L’idea del murale è stata accolta favorevolmente da tutti – racconta Antonino Gambino, presidente dell’associazione”.

Fondamentale il sostegno di Antonio Nicolao, già vicepresidente della 1ª Circoscrizione, che ha preso a cuore il progetto dall’inizio fino all’inaugurazione, in collaborazione con l’Associazione Magistrati e il Comando Provinciale dei Carabinieri ha reso onore a questa grande opera.

-Ma perché l’Associazione prende il nome “CalaPanama”?

La denominazione deriva dal cappello di paglia che i pittori indossano per ripararsi dal sole (il Panama) e dalla Cala, il luogo in cui si riuniscono ogni sabato a dipingere, trasformando Palermo come Parigi, richiamando un po’ la Montmartre di Renoir, Toulouse-Lautrec, SuzaneValadon, Maurice Utrillo, Van Gogh, Modigliani, Picasso, che dipingevano dal vivo le loro tele incuranti dei passanti e dei curiosi che li ammiravano, mentre nascevano i capolavori che hanno fatto la storia del mondo durante la Belle Epoque. I Calapanama hanno fatto della Cala di Palermo, oltre che un atelier artistico, un punto d’incontro di poeti, scrittori, persone di cultura e simpatizzanti… un modo come un altro per fare arte ma al contempo aggregazione. Così nascono le idee e i progetti che rappresentano la linfa vitale del gruppo.

Questo murale, per gli artisti è stata una scommessa ed è frutto di un lavoro di gruppo che ha permesso ai pittori di esprimere ognuno alla propria maniera un modo originale di dipingere, certi che proprio l’eterogeneità degli stili avrebbe reso l’opera pittoricamente interessante.

Nel murale c’è tanta sofferenza e tanto sangue versato da vittime innocenti, c’è la storia amara e sofferta di Palermo e della gente onesta della Sicilia che crede nelle idee.

Nelle opere si coglie l’amore degli artisti per Palermo, l’impegno civile in prima persona, la riflessione contro ogni forma di violenza, con messaggi di pace e fratellanza.

Il murale rappresenta in forma pittorica i ritratti di coloro che hanno sacrificato la loro vita nella lotta a Cosa Nostra, ma sono presenti anche personaggi di spessore della Cultura come Andrea Camilleri, Leonardo Sciascia e Letizia Battaglia che, con il loro impegno, hanno contribuito a formare una nuova coscienza civile nella società italiana.

Nel corso della cerimonia di inaugurazione, accompagnata musicalmente dagli allievi del Conservatorio Vincenzo Scarlatti di Palermo, c’è stata una grande partecipazione della cittadinanza e dei parenti delle vittime.

“Non è un muro, ma il racconto di una storia… ha detto Clelia Maltese Presidente dell’Associazione dei magistrati di Palermo”. Personalmente, sono rimasto colpito oltre che dalla bellezza dei ritratti minuziosi degli artisti, anche dalla scelta delle frasi che li accompagnano. Ne voglio riportare qualcuna…

“Intuisco che esista un legame tra criminalità organizzata e lo Stato “ (Boris Giuliano).

“ Se la gioventù le negherà il consenso anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. ( Paolo Borsellino).

“ La mafia è un modo di fare politica mediante la violenza”. ( Rocco Chinninici).

“Quando c’è un delitto di mafia la prima corona che arriva è quella del mandante”. (Carlo Alberto Dalla Chiesa).

Ma andiamo a conoscere da vicino i pittori del muro della legalità riportando le loro riflessioni.

Dipingere il muro della legalità rappresenta una grande opportunità per lasciare un’impronta reale a chi crede nei valori della giustizia e della legalità, ciò è un nostro dovere morale, la gratuità del gesto ne è l’esempio, è facile esporsi a pagamento per acquisire visibilità, noi dobbiamo essere convinti e credibili come diceva il beato Giuseppe Livatino, sacrificato ai principi morali al servizio della collettività, come alcune persone raffigurate in questo murale, sacrificate per tutto ciò. (Antonino Sancarlo).

In Boris Giuliano mi ha colpito il metodo innovativo di questo poliziotto nel condurre le indagini contro la mafia. Leonardo Sciascia uno dei miei scrittori preferiti nel giorno della civetta è stato molto esplicito nella classificazione dell’Umanità. (Totò Calò).

 

“Partecipare alla realizzazione di questo murale, per me è stato molto emozionante, ma soprattutto l’opportunità “tramite l’arte” di cambiare la coscienza delle persone raffigurando personaggi che hanno perso la vita per lottare contro la mafia. (Dalla Chiesa, Setti Carraro, Impastato). Il film “Cento passi” che ho visto tempo fa, mi ha dato l’ispirazione per la scelta del ritratto di Peppino Impastato. Ho voluto imprimere nel suo volto la determinazione e il coraggio di un giovane che ha fatto della lotta alla mafia la ragione della sua esistenza. Spero che questa grande opera possa suscitare domande e ispirare il cambiamento nel popolo che rappresenta le fondamenta culturali di ogni paese”. ( Iole Spasari).

Mi sono cimentata in questo progetto dedicato alla memoria di uomini valorosi che hanno messo in pericolo la loro vita al servizio del paese.

Sul muro ho rappresentato, Morici e Cosina due servitori dello stato, altruisti e ligi al dovere. (Mariella Ramondo)

 

 

Dipingendo questo muro nel cuore del quartiere Capo di Palermo ho percepito che noi CalaPanama stavamo per compiere una missione importante: dare vita ai volti delle vittime, affinché parlassero al cuore della gente. Man mano che le immagini prendevano forma e colore ho avuto la sensazione che questo muro più che costituire una barriera si smaterializzasse, aprendo un varco verso quella libertà che solo il rispetto della legge e il coraggio della verità può rendere possibile. Oltre al ritratto della coppia Falcone-Morvillo, ho voluto ritrarre il volto di una donna che ha lavorato e lottato per mettere a nudo la cruda realtà siciliana attraverso i suoi scatti. Una grande donna che ha fatto della sua vita un capolavoro: la fotografa Letizia Battaglia.

(Caterina Trimarchi – Docente e pittrice autodidatta Addetto stampa Associazione CalaPanama)

“Questi uomini hanno mostrato al mondo cos’è la legalità. La difesa della giustizia e dell’onestà a costo della vita. Borsellino, il personaggio che ho dipinto rappresenta la forza e la determinazione in cui credere, era consapevole del suo destino, ma nonostante tutto non si è mai arreso. Dipingere il muro è stata una forte emozione ed anche una grande responsabilità, sopratutto nel ritrarre delle persone di così alto spessore, vivi nella memoria collettiva”. (Giovanni Messina)

Lasciare un contributo alla Città che mi ha dato i natali e che amo molto. Credo che abbia colpito tutta la gente che ha seguito il funerale e non solo me, quel grido di dolore di Rosaria Costa moglie di Vito Schifani gridando nel pianto “Io vi perdono però vi dovete mettere in ginocchio, ma loro non cambiano rivolto agli assassini”. ( Giusy Megna).

“Ho avuto la possibilità di omaggiare degli eroi che mi rendono orgoglioso di essere siciliano. In punta di piedi e con molto rispetto, la mia mano, il mio pennello ha cercato di far rivivere il bel viso allegro della giovanissima Emanuela Loi, lo sguardo profondo di Claudio Traina e la determinazione di Pippo Fava”. (Vincenzo Roberto Gatto).

“Occupandomi di legalità ho conosciuto molti familiari delle vittime di mafia. Avere l’occasione di ritrarre uno dei nostri eroi mi ha dato la possibilità di unire finalmente due passioni che mi accompagnano da sempre: la pittura legata all’impegno civile. Ho realizzato il ritratto di Antonio Montinaro come un dono alla sua famiglia e al fratello Brizio, con spirito amorevole e meditativo.” (Simonetta Genova).

Aurelio Cartaino

Sia Piersanti Mattarella, sia Agostino Catalano hanno rappresentato per me una bella sfida, aver conosciuto la sorella, il fratello e la nipote di Catalano mi ha dato quella carica di emozione in più. (Aurelio Cartaino).

“Osservando 70 metri di murale si può ammirare il liquido amniotico e il cordone ombelicale, essenza degli artisti dell’Associazione CalaPanama una sorta di libro aperto, gli uomini con il loro intelletto, la loro saggezza e le loro passioni. Più in alto si scorge il Cosmo e la luce che emanano “i Colori tropicali” simbolo d’armonia e di speranza. Io penso vecchio per rimanere giovane”!…

(Ignazio Pensovecchio esponente e interprete del Profondismo Pittorico).

“Per me è stato un grande onore dipingere il muro della legalità. E’ come aver riportato in vita, con i nostri colori, le persone che sono cadute nel nome della giustizia. Il personaggio che ho raffigurato è Rocco Dicillo. È stato un lavoro di squadra. Curare i particolari mi ha permesso di confrontarmi con gli altri pittori e amici Calapanama”. (Armando Guarnieri)

La realizzazione di questo murale mi rende fiero, non solo come artista, ma soprattutto come Siciliano. Ho avuto l’onore di partecipare sin dalla fase embrionale – preparativa fino alla fase esecutiva. Il mio contributo è stato principalmente dipingere lo sfondo. Il risultato finale ha superato le nostre aspettative, donando alla città di Palermo una testimonianza che speriamo possa durare nel tempo.

(Domenico Guzzetta (Socio fondatore e membro direttivo dell’Associazione CalaPanama).

Un dono per la mia amata città, un atto d’amore anche nel ricordo di chi ha lavorato per noi. Questo mi ha reso felice. Ho dipinto il bordo di chiusura del muro con vari decori ed un fiore per ogni personaggio. Ho tradotto in tutte le lingue Il muro della legalità affinchè il messaggio fosse internazionale. (Annita Borino).

Ho avuto l’idea di realizzare il muro della legalità, per aggiungere una pagina di storia, alla mia cara Palermo. Spero, che il muro non sia solo un Carosello di immagini da fotografare, ma faccia riflettere ogni giorno quelli che lo visiteranno. (Pippo Falcone)

Per me partecipare alla realizzazione del muro della legalità è stato un onore. Ringrazio quanti in silenzio fanno il proprio lavoro rischiando la loro vita.

(Loredana Lauria – Pittrice autodidatta).

Le fotografie sono di Angela Gravagnani.

Un sentito ringraziamento allo scrittore – fotografo Salvatore Indelicato per la collaborazione.