Conosco Antonio da oltre 50 anni. E’ stato il mio medico curante molto vicino alla mia famiglia. Ci siamo incontrati e confrontati da giovani sulla poesia, la musica, la letteratura, siamo stati in Tv quando era ancora in bianco e nero e tutti la guardavano. Siamo stati ospiti in un programma religioso della Domenica di Liliana Chiale insieme ad Antonio Zarcone, nell’ora solenne della benedizione del Papa. Abbiamo portato avanti molte battaglie per il cambiamento della nostra terra, abbiamo criticato la Festa di San Giuseppe con i suoi cantanti e le tante spese superflue. Da quella protesta è nata la festa dell’uva. Personalmente ho collaborato al settimanale Sudovest che oggi molti non ricordano, al Mensile La Mela e a Progetto salute. Antonio fra le tante attività culturali ha condotto un programma di impegno sociale nella Radio Città aperta che aveva gli studi in via Cafisi. Una storia lunga una vita. Spesso ho detto ad Antonio che di Cultura si occupano sempre le stesse persone. Noi non ci siamo mai fermati, mi sono trasferito nel capoluogo per ragioni di lavoro. Palermo è una città difficile e senza regole dove la morte e la violenza sono all’ordine del giorno. Per il regista tedesco Wim Wenders Palermo esprime pienamente il tema della morte, argomento che ha sviluppato nel film Palermo Shooting (ispirato al Celebre quadro Il trionfo della morte di Pietr Buegel). Si ritiene che l’opera abbia dato ispirazione al pittore fiammingo dopo la sua visita in città avvenuta nel 1552. Il dipinto viene citato nel libro Rinascimento privato scritto da Mario Bellonci nel 1985.

Antonio Liotta è un personaggio pirandelliano che rappresenta le qualità e i pregi del nostro Paese. E’ pieno di passione e di energia. E’ instancabile, non si ferma mai. Per me è un personaggio internazionale, un pezzo unico, storico, come lui ne nasce uno ogni cento anni!
La sua passione per i libri è antica. Osservandolo e conoscendolo ero certo, che prima o poi aprisse una casa editrice. E l’ha aperta a Favara, nell’altra parte dell’ombelico del mondo, ha fatto la scommessa delle scommesse e l’ha vinta!
-Ma come era Antonio da bambino ?
“ Antonio Liotta da bambino era curioso e ribelle… Era un capo banda di quartiere… anche se c’erano ragazzi più grandi… Si fronteggiava con i ragazzi degli altri quartieri, anche con arnesi pericolosi… Porta ancora il segno di uno scontro… Allora si viveva per strada…”.
“Ha avuto validi Insegnanti – aggiunge Liotta – ma il suo primo vero Maestro è stato Melchiorre Iacolino: teneva aperta la biblioteca della Scuola nelle ore serali e lì si poteva leggere… Mi dava libri da portare e leggere a casa e, poiché ero insaziabile, ho cominciato a leggere libri che -secondo il Maestro- erano per adulti… Così, a dieci anni ho divorato il “Trattato sulle termiti”, che ha cambiato la mia vita… Eravamo nei primi anni cinquanta… i compagni di classe fantastici… avevamo voglia di crescere, di sapere… con alcuni ci ritroviamo ancora oggi… e la Scuola offriva anche corsi serali di musica con il Maestro Lentini direttore della Banda Musicale del Paese… Era una Scuola vera e di vita…”.

-La Casa Editrice Medinova “Cultura per andare oltre” ha raggiunto la pubblicazione di oltre centoventi titoli ed altri lavori sono in corso di pubblicazione. Cosa ci vuole per mandare avanti una macchina organizzativa di questa portata?
Organizzazione, collaborazione e infinita pazienza. Bisogna tenere costanti i rapporti con gli Autori, le Tipografie, il Commercialista, le Librerie. Non è un lavoro facile e mi impegna molto anche perché la mia è una vera e pura passione che si integra con le altre attività che porto avanti da anni.
-Per fare l’editore ci vuole una sana dose di follia?
Se mi permetti, direi follia pura. Solo se hai passione, amore per la Cultura, desiderio di spingere verso una crescita democratica del proprio territorio puoi pensare di fare l’Editore.
-Quali sono gli obiettivi che si pone un Editore che opera in un territorio difficile come Favara e la provincia agrigentina?
Premetto che l’impegno nel campo editoriale è stata una libera scelta. E quindi la strada percorsa è quella dell’editoria indipendente senza condizionamenti. Con il progetto “cultura per andare oltre” Medinova ha scelto il territorio del Mediterraneo come campo di azione. Sai quanto sia difficile agire in un contesto simile. Ma allora a che serve quel pizzico di follia? Medinova parla al Mediterraneo come luogo, cultura, utopia. E fanno testo la presenza di Autori come la siriana Maram al Masri, la spagnola Angeles Mora, lo scrittore di origine albanese Mario Calivà; ma soprattutto il “Progetto Cittadinanza Terrestre” che ha l’obiettivo di annullamento di ogni barriera fisica, legale, religiosa nella considerazione che siamo figli di questo Pianeta. Ma non vorrei fare un discorso molto lungo.

-Qualcuno ha scritto che non dormi mai e che stati tutta la notte sveglio a correggere le bozze. Sinceramente: fai tutto da solo?
Tu credi alle favole? Bisogna dormire… ma tanto quanto basta. Sin da ragazzo ho sempre dormito poco… massimo sei ore… ma con un sonno pieno, appagante e ristoratore.
-Sei anche il Correttore di bozze?
Conosco tutti i processi che portano al prodotto finale ‘libro’ ed è chiaro che devo dare uno sguardo finale… metto in campo l’esperienza maturata nella tipografia che avevo a pochi metri dalla casa natale. Questa è una storia unica.
-Assessore alla Cultura, coordinatore della Farm, scrittore, organizzatore di eventi culturali. Dove trovi il tempo e le energie per organizzare mille cose alla veneranda età di 76 anni?
La gestione del proprio tempo e la metodologia di lavoro sono gli elementi fondamentali che permettono di ottimizzare ogni attimo e ogni impegno. Organizzazione, quindi, fondamentale. Influisce sicuramente la mia principale attività professionale: Anestesiologo-Rianimatore, operatore nelle emergenze dove i processi sono del tipo veni-vidi-vici dove la razionalità è il punto determinante. La lettura quotidiana è il migliore olio per il cervello e dà il giusto utile dinamismo che permette di fare e fare bene.

-Hai mai incontrato lo scrittore favarese Antonio Russello?
Una sola volta assieme a Giuseppe Valenti, ma non avevo la piena coscienza della sua grandezza culturale e letteraria.
-Perché questo scrittore non è arrivato al grande pubblico?
Le ragioni sono diverse e complesse. La sua scrittura caratterizzata da forza, qualità elevata e tendente sempre alla sperimentazione pura, non ha permesso-per incomprensione di critici dotati di paraocchi- di catalogarlo fuori dalle gabbie stereotipate. Russello ha avuto un grande pubblico, ma in forma incostante. Negli ultimi anni sta ottenendo il successo di critica consapevole e di lettori entusiasti che ne apprezzano valore letterario e culturale. Russello oggi c’è e Medinova ha affidato al Prof. Salvatore Ferlita la direzione di una specifica collana dove sono in corso di pubblicazione tutti i testi editi e i sette romanzi inediti di questo importante Scrittore di valore europeo.
-Favara è stato sempre un paese difficile ed amaro che si è sempre distinto rispetto agli altri paesi della Sicilia La tua è una scommessa, un’utopia o un sogno?
Favara è il paese dalle mille contraddizioni. E’ il paese che ha dato i natali a Gaspare Ambrosini (primo Presidente della Corte Costituzionale), al Barone Antonio Mendola (inventore del vitigno Grillo, del metodo di cura della perenospera, in costante corrispondenza con Charles Robert Darwin), a Calogero Marrone (giusto tra i giusti), a Antonio Russello, a Giuseppe Maurizio Piscopo e Antonio Zarcone, a MarkArt, agli Autori del gruppo di avanguardia letteraria sperimentale ADES (Rino Garraffo, Giuseppe Nicotra, Antonio Patti ed altri). Favara è il paese di Florinda Saieva e Andrea Bartoli creatori della Farm Cultural Park, il luogo del cambiamento permanente, della rigenerazione urbana che ottiene riconoscimenti in tutto il mondo. Siamo in molti -a cominciare da te- che scommettiamo, sogniamo e operiamo per dare un senso al nostro essere cittadini amanti della bellezza e che desideriamo una Favara, una Sicilia, una Italia, un mondo a misura umana.

-Favara un tempo era considerata una terra di mafia. Cosa è cambiato rispetto a 50 anni fa?
E’ cambiata la mafia che ha subito qui e nel resto del Paese la trasformazione che la porta ad assumere elementi di legalità attraverso tentativi di inserimento nelle pubbliche amministrazioni ed avendo sempre l’obiettivo di accumulare ricchezza. Non dobbiamo dimenticare che Favara ha coperto la latitanza di Giovanni Brusca e di altri mafiosi ‘eccellenti’. Favara, nonostante tutto, è sede del Consorzio della Legalità.
-Parlare di te significa parlare di salute e di ambiente. Come siamo messi con le strutture sanitarie e con il rispetto dell’ambiente? Riusciranno un giorno finalmente i favaresi a posare le automobili e a muoversi con le biciclette?
La Salute è un prodotto dove l’Ambiente è una specifica componente. Le macchine, oggi, vincono per il semplice numero elevatissimo. Lasciare la macchina e usare la bicicletta e soprattutto i piedi è un processo culturale. Sono in programma realizzazioni di piste ciclabili e pedonali. Sogno una Città con un milione di alberi. Vedremo cosa ci riserva il prossimo futuro. Qui si producono mobili innovativi come frutto del “Progetto Nichel zero.. Formaldeide zero” che porto avanti in collaborazione con la Startup Escooh fondata da Antonio Rizzuto.
-Molta parte della tua vita è stata dedicata ai viaggi. Viaggi sempre come prima per Parigi, per il Giappone dove ha vissuto per lungo tempo uno dei tuoi figli che si è affermato nel mondo dell’architettura?
Viaggiare è stata e continua ad essere la regola della mia vita e dei miei familiari. Conoscere i diversi posti, sentire gli odori e provare i sapori di ogni realtà è il migliore modo di crescere e capire l’Umanità. In Giappone ha vissuto per otto anni uno dei miei tre figli che fa l’Architetto e che da alcuni anni lavora a Parigi. Gli altri due figli vivono in Italia (Latina e Roma) dove svolgono qualificatissime attività.
-Che cosa rappresenta per te un nuovo libro pubblicato da Medinova?
Sai che mettere in circuito un nuovo libro è una grande emozione, è una sfida contro l’indifferenza e l’apatia, è cultura.
-Quante proposte ricevi e come fai a scegliere di pubblicare un libro; c’è qualcuno che ti consiglia in questo senso?
La Medinova è entrata nel novero delle case editrici di qualità. Arrivano molte proposte e diventa sempre più difficile selezionare. Noi non facciamo massa. Non si possono pubblicare più di dieci titoli l’anno. Ho validi collaboratori, un qualificato gruppo di lettura e valutazione e anche, fortunatamente, importantissimi referenti letterari.
-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Continuare sulla strada della qualità, completare prima possibile la pubblicazione di tutti i testi di Antonio Russello… e forse… tirare fuori alcune cose di mia produzione.

Biografia
Nato il 5 gennaio 1946 a Favara ed ivi residente.
Medico-Chirurgo (1972), specialista in Anestesiologia-Rianimazione (1976), perfezionato in Agopuntura e Tecniche Complementari è stato (2003) fondatore e dirigente dell’Hospice e Clinica del Dolore. Ha dedicato particolare attenzione al Dolore come Malattia producendo specifici lavori scientifici e definendo una metodologia innovativa di impianto di Port per via Succlavia.
E’ stato componente (1990-2020) del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Medici, Chirurghi ed Odontoiatri di Agrigento con incarico di Segretario dal 1999 al 2005.
Dal 1987 Direttore Responsabile ed Editore del Periodico trimestrale Culturale Scientifico Socio-Sanitario progetto salute (registrato al Tribunale di AG al n. 157 del 16/04/87 – ISSN 0394-9451), del periodico Morpheus (1992-1999) per conto dell’ASDA (Accademia Siciliana Discipline Anestesiologiche); Direttore Sanitario della SAMO Agrigento (Ospedalizzazione Domiciliare Malati Terminali) dal 2013 al marzo 2016.
Promotore e Coordinatore del progetto “Formaldeide Zero – Nichel Zero” in collaborazione con la società di design e produzione mobili Escooh e Cucine della Nonna.
Fondatore e presidente di “Associazione MEDINOVA (editoria – architettura d’immagine – beni culturali – medicina sociale)” che ha sinora pubblicato più di centoventi volumi riconosciuti per il loro valore culturale coronato dai plurimi premi ricevuti a livello nazionale.
Presidente di AMICI ISAL Agrigento (emanazione di Fondazione ISAL di Rimini).
Tra i fondatori (in atto Coordinatore del Comitato Scientifico) del “Centro Studi Antonio Russello”.
Collaboratore -sin dalle sue origini (2010) – di FARM CULTURAL PARK.
Autore di testi poetici (Perché la vita ed. Flaccovio, Token ed. ADES), letterari e pubblicistica varia, collaboratore con diverse testate giornalistiche e culturali; Promotore di eventi ed attività culturali e socio-sanitarie.
Dal novembre 2021 Vice Sindaco ed Assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura al Comune di Favara.
Si ringrazia Salvatore Indelicato per la scelta delle foto di Antonio Liotta.





