E’ diventato un caso cittadino e soprattutto provinciale l’aumento delle bollette e del canone idrico deciso dal consorzio di bonifica di Agrigento che di fatto mette in crisi decine e decine di migliaia aziende agricole che non possono pagare i nuovi importi triplicati per il sotteso e aumentati di otto centesimi al metro cubo erogato per irrigare. Viene chiesta la convocazione del consiglio comunale.
Dopo le organizzazioni professionali agricole sono scesi sul piede di guerra, oltre agli agricoltori, anche i consiglieri comunali sia di maggioranza che di minoranza. E’ il caso di Alfredo Mulè e di Federica Mulè, che hanno presentato un’interpellanza, essendo venuti a conoscenza della delibera n. 27 del 29 aprile 2022 del consorzio di bonifica Ag 3 a firma del commissario Antonio Garofalo, con la quale viene deliberato l’aumento per l’anno 2022 del beneficio irriguo dovuto dai consorziati a 150 euro ad ettaro ed il costo dell’acqua per uso irriguo di ben 8 centesimi, portandolo a da 21 a 29 centesimi di euro al metro cubo. I due consiglieri di minoranza chiedono di sapere quale azione intende intraprendere l’ amministrazione comunale per un pronto intervento presso la Presidenza della Regione, che a dire dal commissario del consorzio ha ridotto i finanziamenti. Auspicano che venga indetto a Ribera un consiglio comunale aperto, coinvolgendo anche le organizzazioni professionali agricole.
Intanto, il presidente della commissione consiliare Agricoltura Pietro Siragusa ha reso noto di avere convocato per oggi alle ore 12, presso la sala dei sindaci del palazzo comunale la stessa commissione per stabilire le procedure e i provvedimenti da adottare per fronteggiare la grave situazione





