Ritratti: artiste del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Alba Cavallaro

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E’ una delle voci più belle ed autentiche della Sicilia, una voce che spezza il cuore e fa sognare un mondo perduto. Ho conosciuto Alba Cavallaro in una serata speciale presso l’Associazione culturale il Melangolo, diretto da Marta Messeri a Santa Nicolicchia a Porticello. In quell’occasione Francesco Maria Martorana un mago della chitarra l’ha accompagnata in maniera splendida, creando una magia con il suo inconfondibile stile. Quando ho sentito cantare per la prima volta Alba ho avuto i brividi. Mi è sembrato che il tempo si sia fermato in un sogno. Quella voce sembrava uscire dalla terra arsa della Sicilia, mi ha fatto rivivere, il dolore, la sofferenza, la rabbia e la protesta di questo popolo che da intere generazioni è costretto a vivere l’ingiustizia e tante prepotenze. La prima cosa che ho pensato è stata quella di scrivere una ballata solo per lei. Poi L’ho incontrata a Palazzo Pantelleria Varvaro durante una presentazione molto suggestiva del libro di Piero Carbone “Poesie sotto il pino Vientu e stizzania” all’interno della Settimana delle Culture. In quell’occasione Alba ha stregato il pubblico con una sua particolare interpretazione di Vitti, Na Crozza. Poi l’ho incontrata nelle tre serate a tema nella Kasa bistrot di Santa Flavia insieme a Francesco Maria Martorana. Tanto è stato il fascino e l’incanto della sua voce, che per farle una sorpresa mi sono portato la fisarmonica delle grandi occasioni per accompagnarla. Tre serate magiche dove non si trovava un posto a sedere con la gente posizionata fuori dal Bistrot nell’attesa di ascoltare la sua splendida voce con le auto che si fermavano di proposito. A questa grande interprete poniamo alcune domande e partiamo da lontano.

-Come era Alba da bambina?

Alba era una bambina vivace, curiosa, spericolata e capricciosa. Comunque sensibile alle difficoltà degli altri.

-Quando è nata la tua passione per il canto?

L’ho sempre avuta. Da piccola, la sera con papà facevamo musica insieme, io cantavo e lui suonava la chitarra. Ho fatto parte di un coro per bambini e da grande, prima di iniziare a cantare da solista, ho fatto parte di una corale polifonica che animava la Santa Messa e che poi si è concentrata su repertori concertistici. Una curiosità: non faccio mai la doccia senza cantare a squarciagola. Se sono senza voce piuttosto non mi lavo.

-C’è qualche musicista nella tua famiglia?

Mio padre ha sempre suonato da autodidatta ed ha un incredibile senso musicale. Nelle band con cui si esibiva era la voce solista e il bassista. Quando ha lasciato i gruppi ha continuato il suo studio di chitarra e pianoforte in proprio. Ho anche uno zio contrabbassista che impartisce lezioni musicali. Anche lui ha suonato in alcuni gruppi. Nessuno in famiglia ha comunque mai fatto il musicista di professione.

– Ricordi la prima canzone che hai cantato?

La prima canzone che ho cantato in pubblico da solista è stata “At Last” di Etta James, in occasione di un concerto a San Vito Lo Capo, la scorsa estate. Adesso è diventata una sorta di mio cavallo di battaglia. Dopo quella sera credo di averla cantata in tutte le occasioni in cui mi sono esibita.

Come si vive a Bagheria?

Non benissimo. In realtà il problema non è Bagheria in se, ma vivere in un paese. Amo molto rimanere sola con me stessa, in silenzio. Non ho mai avuto paura o provato tristezza a rimanere da sola, anche se non capita spesso. Il mio più grande desiderio è quello di trasferirmi in campagna. Faccio un lavoro molto stressante e al mattino preferirei sentire gli uccellini invece della gente che urla e litiga o sentire il rumore delle auto. Avrei bisogno di un po’ di tranquillità e di non incontrare gente anche quando non voglio. E poi il verde mi dà un senso di pace incredibile.

Qual è il primo libro che hai letto?

Non ricordo esattamente qual è stato il primo libro letto, visto che leggo da quando ho imparato a leggere, quasi certamente è stato un testo di Stephen King, amavo quel genere sin da piccolina.

– E l’ultimo film che hai visto?

L’ultimo film che ho (ri)visto è stato “Via Col Vento”, lo conosco a memoria. Comunque, al cinema preferisco la lettura.

-Cosa pensi della violenza sulle donne?

Penso, che non debba esistere la violenza in generale, sui bambini, sulle donne, sugli animali e persino sugli uomini. Le mie orecchie hanno ascoltato testimonianze di uomini violentati fisicamente e psicologicamente da donne e benché sia una cosa di cui si parli poco, purtroppo esiste anche questo problema. E’ chiaro, che per un motivo di forza fisica le donne e i bambini riescono a difendersi meno vigorosamente, ma ci sono anche tanti uomini vittime di violenza che sono molto meno rappresentati rispetto ad altre categorie.

-Cosa non hanno ancora capito gli uomini delle donne?

Anche in questo caso, credo che la domanda da porsi riguardi la gente in generale. Mi spiego meglio. Credo che ogni persona sia unica a prescindere dal fatto di essere uomo, donna e dall’orientamento sessuale. Ritengo, che in generale, nei rapporti umani sia fondamentale il rispetto, che si traduce nell’accettazione dell’altro, anche se alcune idee possono non essere condivise e nel non superare mai determinati limiti, quali la libertà dell’altro. Questo vale in ogni tipo di rapporto personale, che sia di coppia, tra amici e familiari. La mancanza di rispetto alla fine va a minare sempre tutti i rapporti.

-C’è una canzone alla quale ti senti più legata e per quale ragione?

Non mi lego alle cose (materiali o meno), ma solo alle persone. Anche i miei ricordi non risiedono mai nelle cose, difficilmente piangerei per una cosa che mi ricorda qualcuno. Se devo dire di un artista che mi ha accompagnato da sempre quello è Freddy Mercury, l’ho sempre ascoltato ed amato. Mi ha sempre affascinato il suo personaggio e la sua storia. Se proprio dovessi scegliere una canzone in particolare sceglierei “Innuendo”.

-Che significato ha per te cantare?

Chi mi conosce sa che non sono troppo espansiva, specialmente con le parole. Non mi piace parlare di me e solo cantando mi sento libera e mi realizzo. Lo faccio con il cuore e ho scoperto con immenso piacere che la mia emozione arriva direttamente a chi mi ascolta. Il complimento più bello che io possa aver ricevuto è stato proprio questo, quando qualcuno mi ha detto di averlo emozionato. Questo mi fa più piacere di sentire quanto sei brava o che bella voce hai.

-Dove finiscono le note delle tue canzoni quando smetti di cantare?

Nel cuore di chi mi ascolta, spero!

-Qual è la cosa più bella che ti è capitata mentre cantavi?

Emozionarmi fino a piangere per un brano incredibilmente forte. In realtà è stato parecchio difficile esibirmi, perché dovevo fare di tutto perché il pianto non spezzasse la voce. Ma è stata comunque una delle emozioni più belle mai provate.

-Cosa salverà il modo: la bellezza o la musica?

La musica è bellezza, come ogni forma d’arte. Ma soprattutto l’amore è bellezza. E’ amore significa volere il bene dell’altro, che non è necessariamente sacrificarsi per il suo bene, è almeno non fare il male per il bene proprio. Purtroppo, il nostro mondo non è fatto di sola bellezza, ma ne è comunque pieno.

-Quali sono le tue principali passioni?

Chiaramente la musica. Amo i cani, la lettura, le orchidee. Amo i miei amici incredibili e la mia stupenda famiglia. Sono la mia passione anche loro. In occasione della pandemia, dalla mia vita ho eliminato parecchie relazioni che non facevano bene soprattutto a me ed ho conosciuto nuove meravigliose persone, con le quali ho creato un bellissimo legame.

Hai mai cantato contro la guerra o la violenza?

Fino ad oggi non ho mai fatto un concerto o una serata a tema, benché siano in programma. Certamente ho cantato singoli brani contro la violenza e la guerra.

-Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Uno dei miei peggiori difetti è sicuramente la mancanza di ambizione. Per cui, a parte la casa in campagna e prendere lezioni di canto, per il momento non penso ad altro. Mi ritengo particolarmente fortunata, quindi mi pare già tanto sperare che la mia vita continui ad essere quella di adesso.

Biografia

Alba Cavallaro è nata a Palermo nel 1985. Ha studiato al liceo classico e poi si è laureata in biologia. Ha fatto parte della corale polifonica che inizialmente animava la Santa Messa nella chiesa del SS. Sepolcro di Bagheria, poi si è dedicata solo all’attività concertistica. Canta da solista da circa un anno. Il suo libro preferito è Anna Karenina di Lev Tolstoj mentre il film è Braveheart. Ha una folle passione per gli animali e soprattutto per il suo pestifero cane che adora. Si chiama Argo ed è un pastore tedesco. Alba vive da sola con Argo.

Le foto di Alba Cavallaro sono di Piero Carbone e Fabio Sciacchitano.