E’ stato presentato ieri pomeriggio, in piazza San Vincenzo Ferreri, a Calamonaci, il libro “La Gloria e la Prova” scritto da Totò Cascio, il bambino protagonista del film “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero.

L’incontro, moderato dalla giornalista Letizia Bilella, è stato promosso dall’amministrazione comunale di Calamonaci in collaborazione con Medea Eventi. Sono intervenuti, oltre all’autore, il sindaco Pino Spinelli, l’oftalmologo Giuseppe Manzone, il presidente del Lions Club di Ribera Giacomo Cortese, il presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Agrigento Giuseppe Vitello e la presidente della VI Commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo.

Una buona iniziativa culturale che ha appassionato il pubblico sia per il racconto che l’autore, originario di Chiusa Sclafani, ha fatto della sua vita che delle testimonianze che sono state portate dai relatori e da qualche ipovedente. Inizialmente i saluti sono stati portati dal sindaco Spinelli che, a nome dell’amministrazione, ha annunciato la realizzazione di altre manifestazioni di cultura e di spettacolo per l’estate. L’on. Margherita La Rocca Ruvolo ha detto che le istituzioni devono tener conto delle difficoltà dei disabili e che le barriere, spesso naturali, non devono essere create pure dalla burocrazia che invece dovrebbe agevolare i percorsi e ridurre al minimo le difficoltà dei diversamente abili.

Il Lions Club Ribera ha partecipato all’incontro con il presidente del sodalizio Giacomo Cortese. “Un ringraziamento particolare al sindaco Pellegrino Spinelli – ha detto Cortese – per l’invito e per averci dato la possibilità di raccontare la storia di Helen Adams Keller e la sua sfida che ha reso i Lions “cavalieri dei non vedenti nella crociata contro le tenebre”, spronandoci sin dal 1925 a lavorare con programmi per la vista mirati alla lotta contro la cecità e per aiutare i non vedenti e gli ipovedenti. Iniziativa quella del comune di Calamonaci che può essere ripetuta in altre cittadine per sensibilizzare le istituzioni”.

Molto interessante è stato l’intervento di Giuseppe Manzone di Montallegro, oculista, che dopo aver parlato delle cause della malattia come la retinite pigmentosa e della possibilità di affrontarla sotto l’aspetto scientifico ed anche umano, ha fatto riferimento a diverse sue esperienze maturate come sindaco di Montallegro quando ha avuto come collaboratori nell’amministrazione civica l’allora assessore Innocenzo Ferraro e l’allora vicepresidente del consiglio Antonella Caro che erano interessate dalla malattia e da disabilità.

Lo stesso Innocenzo Ferraro ha voluto portare la sua personale testimonianza, molto toccante, raccontando della sua malattia, delle difficoltà incontrate e soprattutto sottolineando che la cecità è stata il punto di partenza della sua rinascita a nuova vita, con l’impegno, ancora oggi continuo, nella professione e in tante associazioni di volontariato a favore dei non vedenti.
Giuseppe Vitello, presidente provinciale dell’Unione Italiana Ciechi, ha raccontato la sua esperienza, le difficoltà che non vedenti ancora incontrano e ha invitato le istituzioni a collaborare per rendere la vita più agevole ai meno fortunati che tuttavia sono animati in buona parte da uno spirito di crescita, collaborazione e di fattiva attività nei settori in cui operano.
Poi è stata la volta di Totò Cascio che ha risposto alle domande incalzati della moderatrice Letizia Bilella che ha letto più volte il libro e che ha posto all’autore alcuni interessanti quesiti. Totò Cascio ha precisato che, nel ringraziare tanto la famiglia di Andrea Bocelli che lo ha aiutato parecchio e soprattutto suo padre e il regista Peppuccio Tornatore, la malattia per lui, dopo lo scoramento iniziale, è stato il punto di partenza di una nuova vita, di narrazioni, di viaggi, di incontri che lo ha portato a superare la cecità, a rinascere e ad impegnarsi per quanti soffrono la disabilità.
Nel libro, scritto da Totò Cascio con Giorgio De Martino e pubblicato da Baldini e Castoldi, racconta a cuore aperto tutta la sua vita, quella di ieri e quella di oggi.





