“Carissimi fratelli e sorelle della comunità ecclesiale riberese, vi ringrazio per l’attenzione ed il tempo che state dedicando a leggere questo mio appello. Seccagrande è la località estiva dove la chiesa di San Domenico Savio è in uno stato di totale abbandono. Quest’anno anche la sagrestia e locali annessi sono diventanti inagibili. Sarà impossibile poter celebrare messa e praticare le altre funzioni religiose”.
Così scrive don Calogero Cusumano, il giovane parroco, da circa un anno alla guida della parrocchia della chiesa di San Francesco d’Assisi da cui dipende la chiesetta della località balneare riberese che ha chiuso da tempo i battenti per questione di sicurezza. La chiesa è in uno stato di abbandono. Dentro spesso penetra l’acqua piovana, l’intonaco è già staccato e fuori i cornicioni del tetto e del prospetto crollano a pezzi con il rischio per l’incolumità pubblica. Il parroco racconta che il comitato parrocchiale ha bisogno di un aiuto per riaprire la chiesa e poter celebrare la messa. Dovranno essere sistemati la sagrestia così da poter utilizzare i locali per le confessioni, per preparare la celebrazione delle funzioni e per l’utilizzo dei servizi igienici.

La cosa più urgente da fare sarà quello di realizzare l’accatastamento dell’immobile, mai fatto nell’ultimo mezzo secolo. Questo permetterà alla curia agrigentina di potere elargire parte di un contributo, derivante dall’8 per mille, da destinare ai lavori di ristrutturazione. Il finanziamento non sarebbe sufficiente per cui don Calogero ha chiesto pure aiuto a tutta la comunità riberese al fine di mettere assieme una somma sufficiente per la riapertura della chiesa entro l’estate. Basta un versamento sul conto della parrocchia codice Iban IT34O0306909606100000063108.






