Ancora ritardi per l’assegnazione delle 60 case popolari di Largo Martiri di via Fani in una lunga storia che si avvia ormai verso il decennio di pastoie burocratiche, varianti al progetto, problematiche covid per il personale addetto alla ricostruzione e per la mancanza di materiale per la realizzazione degli infissi esterni. Di queste problematiche da tempo si sono fatti carico l’amministrazione comunale riberese che vuole accelerare i tempi e lo stesso sindaco Matteo Ruvolo che ha convocato al palazzo comunale dirigenti e tecnici dell’Istituto Autonomo delle Case Popolari di Agrigento per sbrogliare una matassa pare senza fine.
Intanto, c’è approvare una nuova variante progettuale che interessa la realizzazione di una vasca di laminazione, come serbatoio di stoccaggio temporaneo, della rete fognante interna all’area delle 10 palazzine della circonvallazione. Si renderebbe necessaria la sua costruzione per evitare l’intasamento del sistema fognario pubblico a cui bisogna collegare i 60 alloggi. Il sindaco Matteo Ruvolo, a conclusione della conferenza dei servizi, ha potuto ipotizzare l’assegnazione delle case tra circa mese, alla fine di maggio, se tutto andrà bene. Le case avrebbero dovuto essere consegnate un anno fa.
L’Iacp lavora da tempo all’istruttoria delle pratiche di assegnazione degli immobili alle famiglie che ne hanno diritto e che posseggono i requisiti, dato che nei decenni scorsi si sono verificati alcuni decessi degli originari assegnatari e si sta valutando se gli eredi possono subentrare negli alloggi di edilizia economica e popolare. I casi da sistemare e risolvere, con le carte a posto, sono una decina, pare risolvibili.
“E’ stato costituito un gruppo di lavoro tra tecnici dell’Iacp e dirigenti comunali – dice il sindaco Ruvolo – per dare la possibilità agli inquilini di ottenere l’assegnazione e di procedere all’accatastamento per dare vita poi agli allacci alle reti elettrica, idrica e fognante. Ci auguriamo che prima dell’estate le famiglie possano affacciarsi a finestre e balconi, dopo tanta lunga attesa”.
E’ stata una ferita lunga e dolorosa per tante famiglie e per Regione Siciliana e comune di Ribera perché i nuclei familiari sono stati collocati in case in affitto con tanti disagi e perché la Regione ha dovuto pagare per tanti anni il canone di locazione dell’importo di 250 euro mensili a famiglia per ben 180 mila euro l’anno.





