Oggi a Ribera studiosi, docenti, alunni, amministratori comunali e gli autori di una forbita pubblicazione saranno a tavola con Giacomo Leopardi. Non certamente con il poeta di Recanati, scomparso nel 1837, ma con il menu e le pietanze che lo scrittore amava maggiormente consumare. L’occasione è data dalla presentazione del ricco volume “Giacomo Leopardi e il suo mondo” di due studiosi saccensi, Stefano Certa e Angela Marchica, docenti al liceo di matematica, fisica e informatica, pubblicazione di ben 774 pagine con 230 foto, in buona parte inedite, che avrà luogo stamattina a Ribera nel sala “Emanuela e Giovanni Ragusa” del palazzo municipale con una larga rappresentanza delle scuole riberesi e in particolare dell’IISS “Francesco Crispi” i cui studenti hanno realizzato una performance nel corso della mostra fotografica di documenti ed immagini che, dopo tre giorni, si conclude oggi con il singolare pranzo in onore di Leopardi.
Certa e Marchica, che hanno lavorato per alcuni anni alla realizzazione del libro che porta il sottotitolo “Per conoscere un’anima, l’uomo, le sue città, gli amici, gli amori”, saranno salutati dal sindaco Matteo Ruvolo, dalla dirigente scolastica Antonina Triolo e dagli intereventi dei professori Paolo Borsellino, Claudia Taglialavore, Salvatore Presti, con le conclusioni che saranno tratte dal prof. Pietro D’Anna e con la moderazione della prof.ssa Cristina Nocera.

Si tratta di un libro, edizioni Etabeta di Lesmo, che apre nuovi squarci di luce su Leopardi, sulla sua vita, sulle sue opere sui personaggi che gli sono stati vicini, sugli innamoramenti e perfino sulla sessualità e sulla sua morte,grazie alla meticolosità e alle certosine ricerche dei due studiosi di Sciacca che hanno individuato documenti, manoscritti, immagini, fotografie, molti del tutto inediti e pubblicati con tanto di autorizzazione delle istituzioni nazionali che ne hanno concesso l’uso, dal Ministero dei Beni Culturali, alla biblioteca nazionale di Napoli, dall’archivio di Stato di Bologna e di Firenze ai dirigenti di Casa Leopardi e ai comuni di Recanati e di Pisa.
Interessanti sono gli inediti individuati dagli autori Stefano Certa e Angela Marchica: il certificato di morte di Leopardi pubblicato prer la prima volta, a firma del medico messinese Stefano Mollica, con il poeta deceduto non per colera, ma per idropericardia, la casa di Fanny Targioni Tozzetti, donna fiorentina amata da Leopardi, a cui il poeta dedicò il famoso Ciclo di Aspasia, i ritratti e i disegni.di Leopardi dodicenne, la foto del dipinto del 1871 dell’ amico napoletano Antonio Ranieri realizzato a Firenze dalla palermitana Francesca Gambacorta Maglioni, la teca a Colloredo Mels con la maschera mortuaria del poeta, il certificato di morte di Teresa Lucignani, la domestica della pensione in cui alloggiò Leopardi a Pisa, il ritratto di Teresa Carniani Malvezzi, donna bolognese amata da Leopardi, la teca che conserva alcuni piccoli frammenti dell’abbigliamento di Leopardi a Recanati, i rapporti con alcuni intellettuali siciliani dell’epoca Tommaso Gargallo di Siracusa e Vincenzo Mortillaro di Palermo e con diversi scienziati che gli hanno fatto accrescere la cultura scientifica.

Molto ricca è stata la mostra letteraria, per fotografie e documenti, che ha permesso l’esposizione e la fruizione didattica di oltre 60 immagini del mondo di Leopardi, fra cui documenti inediti o rari.
La ciliegina sulla torta sarà data dal pranzo con le pietanze preparate dallo chef riberese Pasquale Vinci e tratte dalla lista autografa dei 49 piatti preferiti dal Leopardi. Alla locanda 9 oggi si assaggerà il menu : aperitivo con latte fritto, antipasto di carciofi e ricotta fritta, chifel con pesce, farinata di riso, primo piatto di maccheroni con pesce e fior di zucca, riso al burro con erbe strascinate, secondo piatto con bodin di polenta con patate al burro e polpette di pesce, per dolci pastafrolla e ricotta, il tutto accompagnato dal vino delle cantine di Casa Leopardi di Recanati.
Certa e Marchica hanno scritto nella premessa: “L’amore per Giacomo Leopardi è nato sui banchi della scuola media ed è cresciuto nel tempo. Da sempre, quindi, ci ha affascinato non solo il genio e il poeta, che ha saputo dare voce alle ansie e alle incertezze e agli amori che spesso ci hanno colto in giovane età, ma anche l’uomo, fisicamente fragile e sofferente”.





