Una ventina di sindaci dell’area dei Monti Sicani, a cavallo tra le province di Agrigento e Palermo, con una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture Giovannini e al direttore nazionali dell’Anas Calia, chiedono l’ammodernamento e la valorizzazione della strada statale 118, la Coleonese-Agrigentina, su un itinerario culturale e paesaggistico che mira ad un programma di strategia di sviluppo di un vasto comprensorio che da Agrigento porta a Corleone. Ad avanzare la richiesta 20 sindaci, tra cui quelli di Agrigentio Miccichè, Alessandria della Rocca Bubello, Bisacquino Di Giorgio, Bivona Cinà, Matinella Burgio, Campofiorito Oddo, Chiusa Sclafani Di Giorgio, Martorana Cianciana, Spera Contessa Entellina, Nicolosi Corleone, Scarpinato Giuliana, Portella Joppolo Giancaxio, Dazzo Lucca Sicula, Ribaudo Marineo, Granà Palazzo Adriano, Vallone di Prizzi, Cuffaro Raffadali, Gueli Santa Elisabetta, Cacciatore Santo Stefano Quisquina.
La SS 118, costruita nel 1862 e ultimata una ventina di anni dopo, riprende la romana Via Aurelia ed unisce Agrigento a Corleone, sino a Palermo, su tracciati viari preesistenti, greco-ellenistici. Oggi l’arteria ha urgente bisogno di un ammodernamento perché il tracciato ha bisogno di un aggiornamento, soprattutto nell’area agrigentina dei Monti Sicani, per il quale si battono da anni i sindaci di Alessandria della Rocca, Bivona e Santo Stefano Quisquina. Spesso la strada è oggetto di frane che rendono difficoltosa la viabilità.
Gli amministratori comunali sostengono che l’ammodernamento si configura come uno strumento di sviluppo con opportunità di lavoro per gli abitanti per evitare il continuo spopolamento e per garantire la valorizzazione dei beni culturali e naturali presenti lungo tutto il percorso nelle due province siciliane





