Ribera: Calogero Spallino “I giovani continuano a lasciare la Sicilia. Colpa dei politici”

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Calogero Spallino ci ha inviato una sua considerazione sulla fuga dei cervelli dalla Sicilia.

“Se oggi, a ventisei anni, mi chiedessero cosa penso della mia terra risponderei come segue : “Sicilia, una regione meravigliosa e politicamente maledetta”. Sia chiaro, questa voce fuori dal coro che magari può rappresentare poco o nulla per alcuni è una delle tanti voci di giovani che si spendono per il luogo nel quale sono nati e cresciuti e che difficilmente però vengono realmente ascoltate. La verità è che siamo diventati schiavi di quella stessa politica che abbiamo contribuito ad eleggere. Trent’anni di decadimento sociale e politico in una regione che rischia di non riprendersi più.

Una Sicilia prima solo per popolazione e superficie territoriale ma che non riesce a sfruttare né il proprio capitale umano a disposizione né il grande territorio che la caratterizza. Una terra che non ha nessuna leadership politica, una terra che non ha più ambizioni, una terra appiattita sulle vecchie logiche dei partiti, una terra nel quale lo stesso Presidente che la governa non riesce neanche a garantire le maggioranze necessarie per far passare riforme degne del loro nome; non riesce neanche a prendere i voti necessari per essere primo rappresentante alle elezioni del Presidente della Repubblica; non riesce neanche ad azzerare la sua giunta poche ore dopo aver decantato la sua forza e la sua libertà decisionale.

Siamo quella terra nel quale i giovani, per formarsi lavorativamente, hanno bisogno di essere appoggiati dalla conoscenza politica di turno, anche per semplici stage di formazione, che non portano magari neanche ad un successivo inserimento lavorativo, e anche quando si riesce a parteciparvi siamo tra le regioni che quel periodo di formazione lo pagano meno (300 euro contro gli 800 del Lazio, i 600 euro dell’Abruzzo, i 500/450/400 delle altre regioni). A peggiorare questa già grave situazione sono poi le intercettazioni e le inchieste della Guardia di Finanza (riportate dai molti giornali siciliani) su possibili truffe nelle assunzioni.

Io mi chiedo come i siciliani possano rimanere inermi a guardare una deputazione regionale che litiga su tutto quando i dati ci danno perdenti su tutta la linea. Dal 2011, secondo l’Istat, abbiamo perso 310.000 giovani. Sono 310.000 figli siciliani che sono stati costretti ad andare a studiare e a lavorare altrove perché la propria terra non poteva garantire loro nulla. Io mi chiedo, forse inutilmente, ma non possono spendere qui da noi piuttosto che portare le loro capacità e i loro soldi in altri territori?

Ma ci fanno veramente così ribrezzo le risorse e le possibilità che la natura ci ha dato tanto da non essere neanche capaci a sfruttarli o, per dirne un’altra, tanto da non essere capaci di partecipare ai finanziamenti europei nei modi e nei tempi richiesti?

Ai miei conterranei siciliani dico : “Cercate, cercate i risultati di questa politica regionale. Troverete poco o nulla, soprattutto per i vostri figli. Tantissime parole, tantissimi articoli di appalti sbloccati e soldi investiti che nessuno però mai vede realmente alla fine. È tutta una propaganda elettorale che non tiene conto delle reali esigenze dei siciliani”.

Alla luce di questo grande decadimento della scena politica siciliana dove è la politica che ha divorato sé stessa tanto da non potersineanche auto-garantire (neanche quello più) penso sia arrivato il momento di alzare la testa e imporre i nostri punti di vista sui soliti leader noti di questa “non politicamente bellissima” terra.

La nostra generazione (quella che deve studiare anche solo per rimanere disoccupata) sarà anche di media statura, ma non vede giganti intorno a sé.

Calogero Spallino

Responsabile Organizzazione, con delega alle Politiche Giovanili, per Azione (Sicilia).