Giuseppe Maurizio Piscopo presenta il libro “il ballo delle pazze” di Victoria Mas

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Ogni inizio di nuovo anno si fanno nuovi propositi e tanti progetti. A Roma ai primi di dicembre, durante la presentazione del libro “Vitti ‘Na Crozza La storia e la musica dei fratelli Li Causi” , alla Nuvola, una distinta signora si è avvicinata e mi ha chiesto se avevo letto “Il ballo delle pazze” di Victoria Mas. Dalle parole della signora ho capito che aveva colto nel segno. Quello era un libro che mi stava cercando. Così ho deciso di leggerlo tutto d’un fiato. Ho spento il cellulare, ho rinunciato alla cena. L’ho letto in una notte.

Ma chi è Victoria Mas l’autrice del romanzo che racconta una storia che si svolge a Parigi alla fine dell’Ottocento dal cui testo Elanie Lorrent sta girando un film.

Victoria Mas è una scrittrice di 34 anni nata in Francia, già sceneggiatrice per cinema e tv. Ha studiato in Usa e alla Sorbona. Il suo primo romanzo ”Il Ballo delle pazze” è pluripremiato in Francia.

Il ballo delle pazze è il primo libro di Victoria Mas e racconta una storia che se non fosse reale sembrerebbe tale, che se fosse vera sarebbe da contrastare.

Il libro porta a galla un sotto strato dalle sembianze spaventose, ma è un altro inno alla vita e all’amore.

A fine Ottocento l’ospedale della Salpetrière è né più né meno che un manicomio femminile. Certo le internate non sono più tenute in catene come nel Seicento, vengono chiamate “isteriche” e curate con l’ipnosi dall’illustre dottor Charcot, ma sono comunque strettamente sorvegliate, tagliate fuori da ogni contatto con l’esterno e sottoposte a esperimenti azzardati e impietosi. Alla Sapetrière si entra e non si esce. In realtà buona parte delle cosiddette alienate sono donne scomode, rifiutate, che le loro famiglie abbandonano in ospedale per sbarazzarsene. Alla Salpetrière si incontrano: Louise, adolescente figlia del popolo, finita lì in seguito a terribili vicissitudini che hanno sconvolto la sua giovane vita; Eugenie, signorina di buona famiglia allontanata dai suoi perché troppo bizzarra e anticonformista; Geneviève, la capoinfermiera rigida e severa, convinta della superiorità della scienza su tutto.

E poi c’è Therèse la decana delle internate, molto più saggia che pazza,una specie di madre per le più giovani. Benchè molto diverse, tutte hanno chiara una cosa:la loro sorte è stata decisa dagli uomini, dallo strapotere che gli uomini hanno sulle donne. A sconvolgere e trasformare la loro vita sarà il “Ballo delle pazze “, ossia il ballo mascherato che si tiene ogni anno alla Salpetrière e a cui viene invitata la crème di Parigi. In quell’occasione, mascherarsi farà cadere le maschere… Ogni primavera nel manicomio femminile di Salpètriere, si teneva un ballo in maschera che faceva incontrare le “pazze” con la Parigi bene.

Questo libro racconta di come le donne che non accettavano il loro ruolo nella società venissero “cancellate”. E’ il 1885, a Parigi, mancano tre giorni al ballo di mezza Quaresima e per le donne che trascorrono giornate tutte eguali e negli stanzoni carichi di fantasmi e delle urla delle recluse della Sapetrière qualcosa sta cambiando. Per vari anni si tenne un ballo di Primavera alla Salpetetrière. Lo aveva introdotto il medico della struttura, Jean Martin Charcot il neurologo considerato il precursore di Sigmund Freud per i suoi studi sull’ipnosi come cura dell’steria ( la “nevrosi femminile”) secondo la medicina dell’ottocento. L’evento era parte della terapia:è documentato che nelle settimane prima e dopo il ballo le ricoverate avevano meno attacchi. “Questa realtà è stata a lungo ignorata dichiarerà la scrittrice Victoria Mas in un’intervista che ha voluto far conoscere una realtà che anche lei stessa per lungo tempo ha ignorato. Alla Salpetrière finivano le donne che non si adeguavano al ruolo imposto della società, di mogli e madri. Erano i fratelli, i padri, i mariti, a rinchiuderle lì, perché davvero non sapevano cosa fare di quante uscivano dai ranghi manifestando una qualche forma di ribellione. Erano carnefici spaventati. Una volta normalizzate, però, nella cornice sicura della malattia mentale, si contendevano la possibilità di avvicinarle, affascinati dall’incontro con la follia e la perdizione .

Leggendo questo romanzo mi è successa una cosa straordinaria. Ho preso la fisarmonica e senza nessuna prova, così all’improvviso tutte le note del brano che mi ha ispirato la storia mi sono sgorgate dal cuore come le pere mature che cadono da un albero. Quella musica la suono tutti i giorni…

Poi mi sono venute molte domande: quante ingiustizie e violenze hanno sopportato le donne ? Questa storia delicata e amara, come si legge nel risvolto di copertina è una storia avventurosa e appassionata , un inno alla libertà delle donne in un mondo che ancora nell’Ottocento era dominato dagli uomini.

Con l’arrivo del nuovo anno, invito tutti gli uomini al piacere della gentilezza. Quando incontrate una donna, anche se non la conoscete toglietevi il cappello, fate un sorriso e regalatele una rosa insieme a questo libro.