Cianciana: 15 sindaci chiedono lo stato di calamità naturale per i danni del maltempo

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Di recente mai tanti sindaci agrigentini si erano riuniti e avevano approvato un documento comune che sarà trasformato in delibere comunali come richiesta al presidente della Regione Siciliana e al governo nazionale di dichiarare lo stato di calamità naturale e l’adozione dei provvedimenti conseguenti relativi al dannoso nubifragio che il 5 ottobre scorso si è abbattuto sui comuni dell’area dei Monti Sicani, creando danni alla produzione olivicola ed arborea e alle strutture viarie rurali. E’ stato approvato all’unanimità sabato sera al centro sociale “Falcone Borsellino” di Cianciana dove si sono riuniti, convocati dal presidente del consiglio comunale di Alessandria della Rocca Salvatore Mangione, sindaci, amministratori comunali e forze sindacali di Alessandria della Rocca, Cianciana, Bivona, Santo Stefano Quisquina, Lucca Sicula, Ribera, Caltabellotta, Casteltermini, Raffadali, Palazzo Adriano, Santa Elisabetta, Ioppolo Giancaxio.
Erano presenti l’assessore regionale Marco Zambuto e i deputati Michele Catanzaro e Filippo Perconti che hanno preso l’impegno di farsi portavoci presso i governi delle istanze di migliaia di agricoltori che hanno perso la produzione delle olive e hanno avuta danneggiata la viabilità nelle campagne. “Il territorio è alla merce degli eventi atmosferici – ha detto il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo – perché prima ben sette mesi di siccità e poi l’arrivo delle bombe d’acqua alluvionali. Bisogna trovare pure una deroga alla norma che per la calamità naturale blocca i risarcimenti dei danni al 30 per cento del bilancio dell’intera azienda”.
“E’ necessario seguire tutto l’iter con attenzione” dice il presidente del consiglio di Alessandria Mangione. “Tutta l’economia si regge sull’agricoltura – precisa il sindaco di Alessandria Bubello – i danni sono ingenti, sono nati dei comitati cittadini, abbiamo bisogno per evitare ancora lo spopolamento degli interventi di Regione e Stato”.