Racalmuto come Vienna. Ritratti: scrittori del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Enzo Sardo.

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Sciascia nel libro La Sicilia come metafora pubblicato nel 1979 ha scritto:
“Tutti amiamo il luogo dove siamo nati, e siamo portati ad esaltarlo. Ma Racalmuto è davvero un paese straordinario. Oltre al circolo e al teatro , che richiamava un tempo le compagnie più in voga di Racalmuto amo la vita quotidiana, che ha una dimensione un po’ folle. La gente è molto intelligente, tutti sono come personaggi in cerca d’autore”.
Questo piccolo paese nel sud della Sicilia, chiuso dentro una conca di colline, sull’altipiano zolfifero, dal 1956 convive con il suo doppio. Esattamente da quando Leonardo Sciascia scrisse Le parrocchie di Regalpetra, cronaca indignata e dolente della vita di un paese siciliano, con le sue ingiustizie, con le sue povertà, con i suoi sogni: “Ho tentato di raccontare qualcosa della vita di un paese che amo, e spero di aver dato il senso di quanto sia lontana questa vita dalla libertà e dalla giustizia, cioè dalla ragione”.
Nella antica sede della Centrale Elettrica è nata la Fondazione Leonardo Sciascia, istituita dal Comune, a cui lo scrittore ha donato una collezione di ritratti di scrittori, edizioni italiane e straniere dei suoi libri, lettere e circa 2000 volumi della sua biblioteca. Sul corso principale c’è una statua che ritrae lo scrittore. Poco fuori dalla città si trovano le grotte di fra Diego La Matina, il religioso agostiniano che nel ‘600 riuscì ad uccidere il suo inquisitore e la cui vicenda è raccontata da Sciascia nel romanzo “Morte dell’inquisitore”.
Molti fotografi come Enzo Sellerio, Ferdinando Scianna, Melo Minnella, Giuseppe Leone, Shobha Battaglia, Angelo Pitrone, Enrica Scalfari, Franco Carlisi, hanno cercato la dimensione letteraria tra i vicoli di Racalmuto definendolo un paese straordinario che ha tutte le carte in regola per diventare Capitale europea della cultura.

Tutte le città della Sicilia grandi e piccole hanno mille segreti e tante storie da raccontare. Chi nasce in un paese siciliano, quel paese se lo cuce addosso, se lo porta ovunque con i suoi ricordi d’infanzia per tutti i giorni della sua vita. Un racalmutese che vive ad Hamilton mi ha confidato che nel suo ristorante ha conservato una pietra della sua campagna che gli ricorda la terra natia e tutti i giorni quando l’ultimo cliente è andato via, spegne le luci, smette di parlare inglese e prega in siciliano abbracciando quella pietra. Solo in quel momento ritrova se stesso e ringrazia la vita per quello che gli ha dato Racalmuto. Ma che cosa hanno in comune Vienna e Racalmuto?
Vienna è una capitale europea accogliente piena di vita, di giovani con un’intensa vita culturale, è una città confortevole a misura d’uomo. Nella città si possono visitare i musei internazionali che si trovano nelle grandi residenze della dinastia asburgica. I palazzi sontuosi raccontano la storia e il fascino della città, con 18 sale degli appartamenti reali con gli arredi originali. Racalmuto è una piccola capitale della Cultura siciliana ricca di monumenti, di chiese, di pitture, il castello, la fontana del Raffo i luoghi Sciasciani, la musica dei tenori Luigi Infantino, Salvatore Puma. Il teatro Margherita è il teatro bomboniera legato alla storia di questo paese. Anche qui i turisti arrivano e con le iniziative proposte dall’amministrazione di Vincenzo Maniglia e la grande intraprendenza di Enzo Sardo che è la memoria storica di Racalmuto, qui la cultura e le città del mondo si incontrano. A Enzo Sardo scrittore e conoscitore attento di Racalmuto e della sua storia poniamo qualche domanda per entrare in punta di piedi nella città della ragione per scoprire i segreti e le iniziative che si stanno realizzando giorno dopo giorno. Racalmuto è una delle città più attive della Sicilia, qui si respira l’aria delle grandi città della Cultura come Vienna, Firenze, Trento Assisi.
– Racalmuto da alcuni è la città più attiva della provincia e si collega con il mondo della cultura italiana ed internazionale con Convegni, spettacoli, ricorrenze, mostre, incontri sul centenario di Leonardo Sciascia, sul centenario del tenore Luigi Infantino insieme a Salvatore Puma compagni nella stessa classe dello scrittore. Come può un paese così piccolo della tormentata provincia siciliana organizzare iniziative così importanti?
Credo che la presenza di alcuni uomini, che crediamo nel vero valore della cultura ossia la sua funzione di deterrenza ad ogni forma di violenza, ci abbia stimolato ad organizzare una serie di attività che hanno il compito di migliorare lo sviluppo economico, il vivere civile e la solidarietà. Questa funzione è stata facilitata dalla giunta comunale guidata dal Sindaco Maniglia e della quale io assolvo alla funzione di Assessore alla Cultura. Ma nel nostro piccolo paese vive lo scultore Giuseppe Agnello, il pittore Sergio Amato, il ricercatore astronomico Carmelo Falco, il tenore Salvatore Salvaggio e tanti altri importanti personaggi.
Il nostro paese si pregia dei locali prestigiosi della Fondazione Leonardo Sciascia. Dei quadri del grande pittore Pietro D’Asaro, dei pregiati libri di Marco Antonio Alaimo, protomedico del Regno di Sicilia nel 1625. Un museo è dedicato al tenore Salvatore Puma ed un altro al tenore Luigi Infantino.
– A Racalmuto si è svolto un importante Convegno su Piersanti Mattarella un altro sulla giustizia, in relazione alle opere di Sciascia che ha coinvolto molti magistrati italiani di primo piano. Quali sono gli obiettivi che volete raggiungere con queste attività?
Sulla figura del Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, voglio specificare che il 24 maggio 2021 gli abbiamo intitolato la pinacoteca poiché il nostro obiettivo è quello di tenere viva la memoria di un eroe politico che ha cercato di riqualificare moralmente, economicamente e culturalmente, la nostra Sicilia con provvedimenti pratici che ebbero riscontro nella vita civile. Un martire della politica che voleva curare una società malata e creare le regole per una crescita ordinata e civile. Il nostro compito consiste nell’animare un grande dibattito affinchè nessuno dimentichi questa figura così prestigiosa, un esempio per le nuove generazioni. Per tali motivi pubblicheremo gli atti della manifestazione.
Per quanto attiene la manifestazione svoltasi il 24 luglio dal titolo “Il Magistrato nella società siciliana e nel solco di Leonardo Sciascia” durante quella riuscitissima manifestazione è stato presentato un libro dal titolo Verità Impossibili – voci dalla magistratura siciliana sull’opera di Leonardo Sciascia edito da Salvatore Sciascia Editore. Il libro è stato curato dal giovane magistrato e intellettuale Andrea Apollonio e contiene una prefazione di Giovanni Salvi, Procuratore Generale della Cassazione e gli interventi di 12 magistrati che hanno lavorato in Sicilia.
Occorre precisare, che 30 anni fa a Racalmuto abbiamo organizzato un convegno dal titolo: Racalmuto, il paese della ragione dallo scontro al confronto – Giudici tra giustizia e ingiustizie. Allora erano presenti il Procuratore Borsellino che ebbe un pregiato confronto con Claudio Martelli Ministro di Grazia e Giustizia.
Dopo 30 anni è stato ripreso il dibattito in chiave squisitamente culturale.


– Cosa significa per te l’espressione confronto culturale?
Significa esattamente ragionare, cercare la verità, quella verità che incide sulla crescita della civiltà umana e crea la vera libertà. Al nostro dibattito credo che una risposta valida sia quella data dal Procuratore Luigi Patronaggio, che a pag. 104 del libro Verità impossibili scrive: “Un giudice per Sciascia deve avere indipendenza morale, non deve subire condizionamenti esterni e nel giudicare non deve avere pregiudizi … Sciascia pretende indipendenza esterna del giudice da ogni forma di potere, ieri come oggi. Ieri indipendenza dal fascismo, oggi dai poteri forti e talvolta occulti e forse anche dal conformismo culturale e corporativo… Il Giudice deve essere sorretto solo dalla sua scienza e dalla sua coscienza. La legge morale deve albergare dentro la coscienza del Giudice come guida per il raggiungimento della verità … L’avere lavorato con Falcone e Borsellino, ma anche con tanti altri magistrati siciliani e non, mi ha insegnato con orgoglio che un’altra Giustizia può esistere e che la ricerca della verità non è una utopia ma una necessità”.
Rispondendo ancora alla tua domanda posso affermare che il nostro obiettivo consiste nel creare a Racalmuto un appuntamento annuale dove attraverso le opere di Sciascia si possa organizzare un confronto positivo e produttivo sulla salute della giustizia ed il prezioso e delicato ruolo dei magistrati in una società in continua evoluzione. E quindi sulla crescita civile della società moderna.
– Aprire un Teatro per una Comunità è una gioia grandissima. Il teatro Regina Margherita di Racalmuto racchiude non solo la bellezza e la storia di uno scrigno ma tutta l’avventura della scrittura di Leonardo Sciascia…
Il teatro nasce nell’antica Grecia non solo per gli spettacoli e divertire il pubblico ma rimaneva un efficace veicolo per istruire i cittadini, era finalizzato anche per far riflettere il popolo sui temi politici e morali. Il teatro era così importante che si istituì il Theorikòn cioè un sussidio messo a disposizione per i meno abbienti per accedervi.
Quello di Racalmuto voluto dal Sindaco Gaspare Matrona fu costruito in cinque anni che vanno dal 1875 al 1880 e fu inaugurato 17 anni prima del teatro Massimo di Palermo.
Sciascia frequentava il teatro con i suoi amici Pio Lo Bue e Gigi Scibetta. Spesso il teatro si trasformava nel cinematografo di Racalmuto. Per ogni film che Sciascia vedeva, elaborava una recensione molto dettagliata, così come faceva Gesualdo Bufalino e la dava in visione ai suoi amici per valutarne la consistenza. Quindi una vera e propria scuola dove si allenavano a scrivere e criticare. Dopo lunghi anni abbiamo ottenuta l’apertura definitiva. Sicuramente quando sarà possibile il teatro ritornerà al suo antico splendore di propulsore culturale.
– La Fondazione Sciascia è una delle realtà più importanti di Racalmuto che continua a mantenere le relazioni con i centri culturali di tutto il mondo. Che cosa è previsto nel futuro?
Credo che la Fondazione Sciascia sia la più prestigiosa realtà culturale della Sicilia, uno scrigno di sapienza pieno di libri, di lettere che testimoniano la seconda metà del Novecento letterario Italiano, di quadri di letterati (unica al mondo), di documenti rari e preziosi. Il tempio della cultura dove si sono organizzati centinaia di convegni e dibattiti e si sono presentati centinaia di libri. Un presidio culturale nell’entroterra siciliano che emana la luce della sapienza e del ragionamento i veri deterrenti ad ogni forma di violenza.
– Racalmuto per le sue bellezze e per la sua dimensione culturale continua ad attrarre turisti da tutto il mondo e a tracciare la strada per una società più giusta che guarda ad un futuro pace e di giustizia dove le persone sono come fratelli, dove prevale la giustizia, il diritto e l’uguaglianza secondo l’insegnamento di Leonardo Sciascia dove ci si rispetti e ci si aiuti l’uno con l’altro…
Dopo 42 anni confermo che ancora oggi Racalmuto è un paese straordinario che attraverso la promozione culturale sta cercando di promuovere tutto quello che serve per creare una cittadina a dimensione umana, il luogo dove i cittadini possano vivere serenamente la loro vita in un habitat pieno di strutture pubbliche che aiutino la crescita civile, nel rispetto di alcuni valori come cordialità, legalità, libertà, formazione e promozione umana.
– Racalmuto come Vienna per l’arte, la letteratura e la musica, ma come Assisi per la pace e per il lavoro che guarda alla solidarietà?
Da 30 lunghi anni, da quando ho ricoperto la carica di Sindaco di questa piccola ma graziosa cittadina ho sognato di fare di Racalmuto una piccola Firenze. Dove per i cittadini è normale vivere in un centro pieno di luoghi fantastici: un teatro con annessi due musei, uno dedicato al tenore Salvatore Puma ed uno dedicato al tenore Luigi Infantino; una fondazione dedicata a Leonardo Sciascia, con relativo monumento dei libri di Leonardo Sciascia; un castello con una pinacoteca intitolata a Piersanti Mattarella, un museo di bandiere della festa principale del paese ed un museo dedicato al grande scultore Giuseppe Agnello. Diverse chiese piene dei quadri del pittore Pietro D’Asaro. Una fantastica fontana del Seicento, una sorgiva naturale del periodo arabo chiamata “U Raffu” ossia sorgente copiosa. Diversi mulini d’acqua che testimoniano l’attività produttiva della cittadina. Quattro ristoranti ubicati in luoghi fantastici. Una tradizione culinaria di altissimo livello qualitativo. Di particolare bellezza due chiese quella della Madonna del Monte e quella della chiesa madre. Di particolare interesse la festa principale che si svolge la seconda domenica di luglio, già descritta da Leonardo Sciascia nel libro Feste religiose in Sicilia. E’ ovvio che questa piccola città assomigli sempre di più a Vienna e per alcuni aspetti, sempre di più, ad Assisi dove con mia moglie ci rechiamo quasi tutti gli anni. Secondo il mio parere cultura e solidarietà sono le componenti necessarie per vivere una vita libera e dignitosa.


– Perché Sciascia è stato il vero Nobel della cultura europea?
Leonardo Sciascia è stato il vero Nobel della cultura europea perché, attraverso la letteratura, riuscì ad animare un grande dibattito sociale sull’eterno argomento della coscienza civile e sui mali che attanagliano i popoli, denunciando ogni forma di violenza attraverso la difesa dei valori della libertà, della legalità, della ricerca delle verità, della giustizia e dell’onesta intellettuale. Temi che hanno interessato ed interessano gli uomini di ogni tempo e di ogni luogo. Tanto è vero che i suoi libri sono stati tradotti nelle lingue più conosciute del pianeta terra.
Biografia
Enzo Sardo ( Racalmuto 1954) è laureato in giurisprudenza presso l’Università degli studi di Palermo. Successivamente ha conseguito il master universitario in “Relazioni Internazionali e cooperazione nell’area del Mediterraneo” presso la LUMSA Università cattolica con sede in Roma. Ha pubblicato Storia dello Statuto Siciliano, (1996) Storia della Fondazione Leonardo Sciascia, della quale è stato il primo presidente. Regalpetra e le sue parrocchie, Monsignor Cataldo Naro Un apostolo del nostro tempo, Racalmuto storia arte e cultura, La chiesa madre di Racalmuto, L’Europa e Gaetano Martino, Leonardo Sciascia il vero nobel della letteratura.
Le foto sono di Andrea Sardo.