Ieri sera, in piazza Vittorio Emanuele, davanti al Palazzo Lo Cascio, una interessante manifestazione culturale, incentrata sulla presentazione del libro di Antonino Oliveri, ha fatto rivivere un pezzo di storia locale nel quadro dei festeggiamenti celebrativi dei 400 anni della fondazione della cittadina che si svolgeranno dal 7 al 9 settembre prossimo.

Una serata magnifica, con tanto pubblico con mascherine e distanze, anche in osservanza delle disposizioni impartite dal ministero per evitare i contagi dal coronavirus, ha permesso di ricostruire i momenti della festa di Pasqua, della storia, della religione e del folklore ben descritti dal giovane docente, laureatosi un anno fa in Scienze della Formazione Primaria a Palermo, nel suo libro edito da Calogero Parlapiano di Sciacca.

Il saluto è stato portato dal sindaco Salvatore Dazzo, dopo che in apertura Salvatore Mortillaro e Biagio Iacono, cantori, hanno intonato “A bu monaci”, canto della tradizione locale del Venerdì Santo. La parte storica, relativa al decreto regio della nascita di Lucca Sicula con la “Licentia Habitandi Feudum Culle” del 9 settembre 1621, è stata letta da Modesto Traulo.
Non poteva mancare, data l’importanza dell’argomento trattato sulla Pasqua di Lucca e delle sue tradizioni popolari, la presenza dell’arciprete don Gaspare Sutera che, originario di Menfi, è arrivato nella cittadina da meno di un anno. Hanno avuto luogo, poi, due toccanti letture di Giovanni Lume e di Salvatore Mortillaro sui ricordi espressi dagli anziani della cittadina, la signora Salvatrice Lomonaco sul Giovedì Santo e la signora Rosa Cottone riguardante “Lu Visitu”, in occasione dei funerali, che ha delle affinità con il Venerdì Santo.

Vincenzo Vaccaro, regista e presidente dell’associazione teatrale “Genenia”, ha fatto la storia delle rappresentazioni teatrali, soprattutto del “Riscatto di Adamo” di Filippo Orioles, portate in scena da attori lucchesi nel corso di quasi un secolo. Lorella Giannetto ha raccontato i preparativi che si svolgono durante la notte della Pasqua. Pregevole l’intervento del prof. Rosario Perricone, docente per la cattedra di Antropologia Culturale dell’università di Palermo, che ha scritto la presentazione del libro di Antonino Oliveri. Ha sottolineato i nessi tra la festività religiosa pasquale e gli aspetti antropologici che hanno caratterizzato l’opera dell’Oliveri. “Un lavoro interessante, in parte inedito – ha detto il prof. Perricone – che va apprezzato e certamente emulato perché fa rivivere fede e folclore di un popolo”.
Ha chiuso la manifestazione l’autore, Antonino Oliveri, che ha ringraziato tutti per la presenza e che ha promesso di continuare a lavorare nella ricerca perché non ci sarà futuro per le nuove generazioni senza il presente e soprattutto il passato.

Foto di Alessandra Piazza e Francesco Lume





