Burgio: Gemellaggio religioso con Raffadali nel nome della “Madunnuzza di li malati”

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Un’antica tradizione, che affonda le radici nei secoli scorsi, sarà rivissuta dai fedeli e dai cittadini delle due comunità, gemellate nel nome della “Madunnuzza di li malati”. Artefici dell’iniziativa la comunità parrocchiale Sant’Oliva di Raffadali con l’arciprete don Stefano Casà, il prof. Vincenzo Lo Mascolo, il presidente della confraternita “Mater Salvatoris” Enzo Firetto e la parrocchia della chiesa madre di Burgio con don Davide La Corte e la Pro Loco Sikania con la presidente Mariella Corrao. Si tratta di due manifestazioni che, in onore della Madonna, protettrice di Raffadali, si svolgeranno a Raffadali alle ore 20 di domenica 18 luglio e a Burgio alle ore 18 di lunedì 19 luglio a conclusione dei festeggiamenti di Maria SS. Salute degli Infermi.
La tradizione vuole che la statua della “Madunnuzza di San Nieli”, dal nome della contrada burgitana, dove alcuni miracoli sono stati registrati nei decenni scorsi, veniva portata in processione dai fedeli per le strade dei quartieri per assicurare la guarigione dei malati. La Madonna, che veniva accompagnata a Burgio dalla comunità religiosa di Raffadali, ogni anno, non tornò più a nella cittadina della ceramica, a seguito della interruzione della tradizione, a partire dal 1976.
La storia della Madonna dei Malati nacque nel 1585 quando un gruppo di fedeli di Raffadali si recò a Burgio per ordinare ad un artista-artigiano la confezione di una statua per la chiesa raffadalese. Dopo tre giorni di ricerca nei boschi dell’albero adatto per l’opera, l’artigiano, di cui si sconosce il nome, trovò tra gli alberi una statua bella e confezionata. Si parlò allora del primo miracolo che si ripetette alcuni giorni dopo quando dal posto, dove fu abbattuto l’albero, sgorgò una sorgente. Un altro burgitano, Nicolò Buttafuoco, qualche settimana dopo dipinse la statua. Era talmente bella che i burgitani non vollero cederla ai raffadalesi. Dopo una lunga diatriba, il simulacro fu messo sopra un carro tirato dai buoi e portato in un bivio per la destinazione finale. I buoi scelsero la via di Raffadali e la Madonna divenne la patrona di quella cittadina.
“E’ un evento che commuove ancora oggi – ci dice Mariella Corrao, la presidente della Pro Loco Sikania – vorremmo riprendere una tradizione religiosa lunga cinque secoli”.