Ritratti: scrittori del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Maurizio Cianciarelli e Maria Grazia Lala.

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“La storia siamo noi” brevi racconti di un lungo viaggio è un libro che dovrebbero leggere tutti per entrare nell’affascinante mondo delle poste italiane tra ricordi, aneddoti e storie vissute. Si tratta di un vero patrimonio spirituale e morale. Questo è lo spirito con cui opera la Fondazione proPosta che vuole essere la “casa” dove far convivere le esperienze della vita vissuta dagli operatori e dal personale di tutta Poste italiane. Il libro è composto da 181 pagine e si legge come in un viaggio in treno. Molto interessante la prefazione di Giuseppe Lasco, affascinante la presentazione di Lorenzo Urbano e colta l’introduzione di Pierangelo Sapegno.
Ogni racconto ha la sua bellezza, da Il viaggio della posta non si è fermato di Riccardo Marzola a La storia della peste nei secoli di Paolo Marcarelli che introduce la parte storica, Regnando Sua maestà Umberto I di Mario Coglitore, I ricordi della ricevitoria postale di Maria Grazia Lala, Un postino un po’ particolare di Roberto Martinez, Pasquale. Il “verificatore” e il cestino di uova di Maurizio Cianciarelli, I biscotti di violet di Angelo Pucacco, Un postino di confine di Anna Luigia Barbieri, Le stelline a mare: una storia “speciale” di Antonio Schiavo, Valori senza prezzo di Lorenzo Urbano, Tre timbri Guller di Maurizio Cianciarelli, Formidabili quegli anni di Angelo Pucacco e Antonio Schiavo, Ricordi di un trimestrale dei tardi anni Novanta di Lorenzo Rigurri, Rocco e Sofia di Riccardo Marzola, Una scintilla per un sogno di Vincenzo Genova.
“La storia siamo noi” è un libro che colma una lacuna, arricchisce le biblioteche e rappresenta uno stimolo per chi vuole conoscere il mondo delle poste italiane con i suoi ricordi e i suoi sogni che partono da lontano. Il mondo delle poste italiane con queste storie di vita ha costruito la storia degli italiani dei paesi e delle città.
Per conoscere da vicino il libro “La posta siamo noi” abbiamo posto cinque domande a Maurizio Cianciarelli e Maria Grazia Lala.

Maurizio Cianciarelli.
– A chi è venuta l’idea di questo libro?
Nel corso degli anni numerosi colleghi avevano inviato alla Fondazione Proposta racconti, storie aneddoti inerenti alla storia postale e dei “postali”, vissuti in prima persona nel corso della propria carriera professionale o frutto dei loro interessi culturali. Lorenzo Urbano l’amministratore delegato della Fondazione nel corso del 2018 si è fatto promotore di avviare un progetto editoriale affinché questo patrimonio di idee e di impegno si concretizzasse in un’opera da dedicare alle persone che hanno lavorato in Poste Italiane. L’iniziativa è stata sottoposta all’azienda e con il supporto della struttura di comunicazione e del condirettore generale di Poste Italiane, dott Giuseppe Lasco, nel 2020 è nato finalmente “La storia siamo noi” .

– Quali criterio avete seguito nella scelta delle 14 storie?
Volevamo raccontare il percorso di Poste Italiane come storia degli italiani, come percorso “parallelo” di cambiamenti ed evoluzione di costumi, pensieri, relazioni, paure e speranze. Abbiamo così scelto di coprire un arco di temporale molto ampio (dal 1930 al 1980), una copertura territoriale che rendesse ragione delle varie differenze regionali e “rappresentare” i mestieri chiave che caratterizzano Poste Italiane, il postino, lo sportellista, il direttore dell’ufficio postale con un mix bilanciato tra storie di “uomini” e di “donne” ed anche di generazioni.

– Quali sono le finalità e le iniziative della Fondazione proPosta?
La Fondazione proPosta è nata per raccogliere, sostenere e diffondere il patrimonio di conoscenze che si è sviluppato dentro e attorno al mondo e alla storia delle poste e della filatelia. Un mondo caratterizzato dall’innovazione tecnologica del settore delle comunicazioni, dall’evoluzione delle forme organizzative e dei mestieri presenti in azienda (nella sua trasformazione da Ministero a spa quotata in borsa) e fosse al tempo stesso un contenitore dove valorizzare le esperienze e il “capitale umano” espresso delle tante persone che ad ogni livello hanno lavorato in azienda.

– Perché Pasquale per la nascita del terzo figlio ha scritto al duce invece di rivolgersi ai Savoia?
Uno dei fenomeni più importanti agli albori della società di massa che si è sviluppata tra le due guerre è stata l’esperienza dei dopolavori aziendali che hanno coinvolto i lavoratori dei settori pubblici e privati. All’interno della OND (Organizzazione Nazionale del Dopolavoro) ferroviari e postelegrafonici hanno rappresentato per numero di iscritti e diffusione territoriale le esperienze maggiormente significative. Le iniziative dei dopolavori erano strettamente controllate e coordinate dal PNF (Partito Nazionale Fascista) ed il premio in denaro per i figli nati nello stesso giorno del Principe di Napoli è stata appunto una iniziativa fortemente valorizzata dal Dopolavoro Postelegrafonico. Mussolini visitava con grande frequenza le strutture Dopolavoristiche dei Postelegrafonici, in particolare le colonie estive e pertanto Pasquale in lui riconosce il capo dell’Italia e dei postali e a lui scrive per ricevere attraverso il dopolavoro il premio. Casa Savoia non aveva l’abitudine di frequentare “lavoratori” e tantomeno “Postini” …!
– Le poste hanno fatto la storia degli italiani e alcuni impiegati hanno composto anche tante canzoni di successo come Vipera, Balocchi e profumi… Cosa mi può dire in proposito?
E’ proprio l’esperienza del dopolavoro che ha permesso a tanti postali di poter esprimere le proprie attitudini artistiche, trasformando e mettendo in campo per il pubblico dei colleghi e familiari le loro attitudini e passioni “private”. In ogni provincia italiana c’era almeno una struttura del Dopolavoro PT che dispone di spazi allestiti per incontri, ognuno aveva in dotazione apparecchi radio e fonografi e tanti Dopolavoro PT hanno anche il pianoforte e un palco per le esibizioni musicali e teatrali.
In ogni Dopolavoro PT si organizzano cori, incontri musicali e nascono filarmoniche e filodrammatiche. Ogni mese sulla rassegna nazionale del Dopolavoro PT sono raccolte, promosse e raccontate le attività e iniziative culturali e politiche messe in campo da ogni sezione dopolavoristica provinciale. Questo innesca una competizione tra le varie sezioni dopolavoristiche con un fiorire di iniziative locali che abbraccia tutti i campi delle arti, con concorsi musicali, teatrali, di pittura. Il Dopolavoro PT non è pertanto solo il luogo in cui il regime consolida il proprio consenso di massa attraverso incontri e comizi di gerarchi, prefetti e capi di partito, ma è anche l’ambiente che permette la nascita e l’affermazione di “artisti” postali in campo musicale e non solo in quello. Si pensi a tutte le attività sportive di cui i vari dopolavori si sono fatti carico di favorire e incrementare: atletica, ginnastica, ciclismo, scherma. Poter disporre di uno spazio comune è un’opportunità che favorisce socialità e attività sportive e culturali, il Dopolavoro Postelegrafonico è stato in questo senso un catalizzatore e incubatore per la nascita e lo sviluppo peculiare delle espressioni artistiche per tanti lavoratori che componevano il popolo postale.

Cinque domande a Maria Grazia Lala.
Il tuo racconto nasce da una storia pubblicata nel libro di Petra con la casa editrice Pungitopo. E’ una storia vera?
Intorno a Petra, giovane vedova di un soldato disperso nella campagna di Russia si intrecciano vicende storiche di una Nazione segnata da due guerre mondiali e dall’ascesa del fascismo, e le storie di gente comune e di poveri contadini in una realtà rurale. Vite difficili e vicende raccontate da generazione in generazione che si sono depositate nella mia memoria e affiorate nelle storie dei protagonisti del libro. Sono certamente storie che meritano di essere ricordate.

– Cosa rimane nei tuoi ricordi dell’antica ricevitoria postale?
Le antiche ricevitorie presenti nei piccoli paesi garantivano le rimesse in denaro, spesso unica fonte di sostentamento, ai familiari dei nostri emigranti. Affidabilità, il presidio capillare sui vari territori, la fiducia e la traboccante umanità di persone al servizio di altre persone sono valori assoluti che si perpetrano ancora oggi negli uffici postali.

– Si fa ancora uso del telegrafo negli uffici postali?
Viviamo in un tempo di continua innovazione tecnologica che ha rivoluzionato ogni ambito e settore delle nostre attività, principalmente nel settore della comunicazione. Siamo grati al sistema di trasmissione veloce che ha fatto storia ed è entrato nell’immaginario collettivo, oggi il telegrafo è un prezioso cimelio, primo testimone della comunicazione in “rete”.

– Nella descrizione della cassaforte con la targhetta Fichet-Bauche oltre ai denari erano custoditi anche dei formaggi?

Renato Carosone cantava …vaco truvanno ‘nacascia forte! E andovinate pe’ fanne che?
Per conservare le lettere d’amore di “Rosina “
L’aiutante del titolare della ricevitoria nella prestigiosa cassaforte Fichet–Bauche, oltre ai titoli, ai vaglia e ai pochi contanti, un giorno mise provvisoriamente a dimora un bel pezzo di caciocavallo che un contadino riconoscente gli regalò…Così mi è stato raccontato.
– In che modo la tua storia può valorizzare il grande patrimonio culturale e storico di poste italiane?
La realizzazione di questo libro rappresenta un esempio importante dell’impegno delle donne e degli uomini che collaborano con la Fondazione Proposte.

“La storia siamo noi” titolo del libro riconosce il valore delle persone che fanno parte della storia di Poste Italiane, una grande azienda che merita uno splendido futuro perché sa custodire il passato.

Curriculum di Maurizio Cianciarelli .
Nato a Roma il 29 luglio 1956, residente a Roma, laureato in Giurisprudenza, entra in Poste Italiane nel dicembre del 1982 svolgendo fino al 1998 attività ispettive di controllo amministrativo e organizzativo. Con la trasformazione di Poste Italiane in Ente Pubblico Economico si occupa di Controllo di Gestione fino alla nascita di Poste Italiane Spa. Con la nomina a dirigente è coinvolto nella nascita della rete commerciale della nuova società sviluppando le attività di budgeting e reporting commerciale, implementazione e sviluppo della rete degli uffici postali e delle attività di consulenza finanziaria. Dal 2011 al 2018 in qualità di responsabile di filiale ha diretto le filiali a La Spezia, Genova 2, Verona e Modena.
Dopo aver lasciato l’azienda a novembre del 2018 ha iniziativa la collaborazione con la Fondazione proPosta in qualità di responsabile della comunicazione e degli eventi. Si occupa anche di fotografia e nel 2020 Plenum Edizioni di Catania ha pubblicato il suo lavoro TRN. Per la fotografia vedi sito web www.mauriziocianciarelli.it profilo Instagram #maurizio_cianciarelli profilo Fb maurizio cianciarelli photographer.

Curriculum Maria Grazia Lala
Maria Grazia Lala inizia a scrivere prendendo spunto dai ricordi familiari e circa dieci anni fa pubblica il breve romanzo dal titolo “Era un lunedì”, editore Pungitopo. Sette giorni che raccontano una cruda realtà di un’Italia falcidiata dalla guerra e mortificata dalla discriminazione razziale. Il libro ottiene la menzione speciale della giuria “Premio Mazara Narrativa Opera Prima ”
Il suo secondo romanzo “Sempredisabato” vede, sullo sfondo una Palermo degli anni ’70, il dipanarsi delle storie di un gruppo di giovani che si prepara agli esami di maturità. L’opera si aggiudica il primo premio letterario di “Cunti e Triunfi”, concorso per la valorizzazione del territorio indetto dall’ A. R. S. L’ultimo libro “Petra”narra di un mondo contadino alle quotidiane prese con una società in lento cambiamento.
Maria Grazia Lala dal 1984 ispettore dell’allora Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, successivamente ha curato le Relazioni Esterne di Poste Italiane s.p.a.
Per ricevere il libro “La storia siamo noi” potete contattare la Fondazione proPosta ai seguenti indirizzi e-mail

segreteria@fondazioneproposta.it

info@fondazioneproposta.it