Ritratti: Musicisti del nostro tempo Maurizio Piscopo incontra Riccardo Porrovecchio.

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In collegamento con la città di Mannheim (in Germania), incontriamo Riccardo Porrovecchio un giovane musicista di 23 anni che ha iniziato a studiare il violino a quattro anni sotto la guida del maestro Luigi Rocca. La storia di Riccardo è una storia fatta di musica e di sacrifici, lontano dalla famiglia e dagli amici per dedicarsi anima e corpo allo studio del violino. Gli studi approfonditi hanno permesso a Riccardo di raggiungere livelli altissimi di preparazione che lo porteranno sicuramente alla notorietà internazionale.
All’età di 11 anni si è esibito per la prima volta in pubblico, presso il Teatro Politeama. Nel luglio 2017 ha conseguito il diploma di violino presso il Conservatorio V. Bellini di Palermo con il massimo dei voti, lodi e menzione. Ha partecipato come allievo effettivo a diverse masterclass con i violinisti Zakhar Bron, Maurizio Sciarretta, Simone Bernardini, Boris Belkin, Alexander Trostyanskiy, Stefano Pagliani, Alvaro Parra, Fedor Rudin. E’ vincitore di primi premi in numerose competizioni nazionali e internazionali.
Nel 2016 la Fondazione Teatro Biondo di Palermo gli ha assegnato una borsa di studio per meriti artistici. Nel 2017 è stato invitato ad esibirsi nel concerto inaugurale de “La Follia di Alessandro Scarlatti al Conservatorio , per il 400° anniversario della fondazione dell’Istituto. Nel 2017 e 2018 si è esibito nella Repubblica Ceca con la West Bohemian Symphony Orchestra diretta da Martin Peschik e in duo presso l’Auditorium Rai di Palermo e ad Isnello eseguendo musiche di Mozart, Cajkovshij, Bach, Ysaie, Milstein, Debussy, Paganini, Brahms.


Dopo il diploma, ha continuato gli studi perfezionandosi presso prestigiose Accademie Musicali con Maestri di fama internazionale. Nel 2017 viene ammesso alla Scuola di Alto Perfezionamento tenuto dal M° Salvatore Accardo, presso l’Accademia W. Stauffer di Cremona e, successivamente, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, nel Corso di Alto Perfezionamento tenuto dal M° Sonig Tchakerian conseguendo il diploma nel settembre 2020. A marzo 2018 supera gli esami di ammissione al Master Biennale di Violino presso la Staatliche Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Mannheim, in Germania tenuto dal M° Dora Bratchkova che consegue nel 2020, e sempre con la stessa insegnante frequenta un corso di perfezionamento postmaster denominato “Zusatstudim”.
E’ assegnatario della prestigiosa borsa di studio “De Sono, Associazione per la Musica 2020” di Torino. Ha partecipato come allievo effettivo a diverse masterclass con violinisti tra cui Zakhar Bron, Maurizio Sciarretta, Fedor Rudin, Alessandro Moccia, Simone Bernardini, Boris Belkin, Alexander Trostyanskiy, Stefano Pagliani e Giulio Plotino. E’ vincitore di primi premi in numerose competizioni nazionali e internazionali. Svolge attività concertistica solistica e anche in duo con l’eccellente pianista Gianluca Badon. Tiene regolarmente concerti presso associazioni musicali, enti lirici e festival musicali.
– Ricordi quando hai suonato per la prima volta?
All’asilo. Eravamo all’aperto, mia mamma mi accompagnava al pianoforte e il pubblico rideva perché mentre suonavo continuavo a sbadigliare…
– Quando nasce la tua passione e il desiderio di suonare?
Una domenica mattina assistevo a dei concerti televisivi trasmessi dalla Rai. Ascoltavo con attenzione, ero quasi rapito dalla magia di quel concerto, in quel momento avrei voluto essere con i musicisti. Mio zio mi regalò un violino giocattolo e da lì passammo a quello vero, un violino molto piccolo. Da qui inizia la mia avventura nel mondo della musica.
– Esistono molti strumenti musicali ma la tua scelta è caduta sul violino. Come mai?
Perchè il violino è uno strumento dal suono particolarmente dolce e allo stesso tempo si può prestare a grandi virtuosismi.
– Cosa volevi fare da grande?
Da grande sognavo di fare il musicista.
– Sei stato un bambino felice? Secondo te i bambini di oggi sono felici?
Ero un bambino felice. Purtroppo non tutti i bambini lo sono. In tanti paesi c’è ancora la guerra.
– Cosa pensi quando sei in Teatro, puoi descrivere cosa succede nella tua mente un momento prima di andare in scena?
Cerco di astrarmi e di raccontare una storia, cerco in tutti i modi di creare un legame tra me e il pubblico, un legame fondamentale. La musica è anche condivisione di emozioni.
– Quante ore al giorno dedichi allo studio della musica?
Dalle 3 alle 6 ore, poi dipende dalle giornate.
– Quando ha influito la tua famiglia nelle scelte artistiche?
La mia famiglia mi ha sempre sostenuto e incoraggiato lasciandomi libero in tutte le mie scelte.
– Puoi dare una definizione della musica?
La musica è un linguaggio universale ma è allo stesso tempo magia. La magia è qualcosa che ti stupisce, che ti incanta e che ti lascia senza parole. Solo la musica riesce a far questo!


– Cosa ti manca della Sicilia a Mannheim ?
Mi manca la famiglia, gli amici, il cibo, il sole, il mare. Direi queste sono le cose più importanti che mi mancano.
– Quali sono i tuoi musicisti di riferimento?
Maxim Vengerov, Salvatore Accardo, David Oistrakh, Itzhak Perlman, Julia Fischer.
– Cosa stai studiando in questo periodo?
La sonata di Respighi e il concerto di Tcahikovsky.
– Hai composto delle musiche?
Si, ne ho scritte un paio. Non so quando le pubblicherò.
– La bellezza, i bambini e la musica riusciranno a salvare il mondo?
Sono d’accordo. Si dovrebbero avvicinare i bambini alla bellezza e alla musica educandoli all’ascolto sin da piccoli. La musica nella vita di ogni bambino riuscirebbe a cambiare la società.
– Cosa mi puoi dire degli studi della musica a distanza che hai intrapreso questo inverno? Quali sono i vantaggi e quali sono i limiti?
Nell’impossibilità di fare delle lezioni in presenza le lezioni online sono state molto utili. Certo, non è come fare una lezione dal vivo perché la qualità del suono non è il massimo, comunque mi è stato possibile continuare a fare lezione e a stare in contatto con il mio insegnante.
– Ho saputo che hai cambiato il violino, puoi raccontarci con quale violino suonavi prima e con quale suoni adesso?
Prima suonavo uno Chappuy del 1780. E’ uno strumento francese dal suono caldo e molto scuro. Ora suono un violino completamente diverso. E’ un Antonio Guadagnini del 1849. Sono davvero fortunato ad avere uno strumento così bello. Ha un suono chiaro e limpido.


– Da chi hai avuto la borsa di studi nel torinese?

Dall’associazione “De Sono”. E’ una fantastica associazione senza scopo di lucro che dal 1988 sostiene i giovani musicisti tramite borse di studio e altre numerose attività. Il Presidente di questa associazione è Francesca Gentile Camerana, una donna fantastica che mi sta aiutando tantissimo.
– Che cos’è la bellezza nella musica?
E’ la capacità di rimanere stupiti senza accorgersene. E’ la capacità di suscitare diverse emozioni nell’ascoltatore.
– E’ vero che gli Artisti sono i benefattori dell’umanità?
I veri Artisti assolutamente si.
– Parafrasando Nicola Piovani che ha scritto un libro dal titolo: La musica è pericolosa, puoi commentare questa frase del regista Federico Fellini?
La musica è pericolosa in un regime totalitario. Per chi vuole un popolo ignorante.
– Cosa provi quando ritiri un premio per la tua attività artistica?
Sicuramente provo gioia e felicità. Ma un premio si limita a rimanere solo un premio. E’ il percorso che ti ha portato a raggiungerlo, quella è la vera ricompensa.
– Come hai vissuto i mesi della pandemia?
Ritrovando un po’ di tempo per me stesso. Ho fatto un sacco di cose che non avevo mai fatto prima. Ho studiato tanto, sono andato a correre e ho mangiato veramente un sacco ahahah.


– Dove studi attualmente?
Presso la Staatliche Hochschule für Musik und Darstellende Kunst a Mannheim con il M° Dora Bratchkova.
– Chi sono stati i tuoi maestri?
Ho iniziato con il M° Luigi Rocca che mi ha fatto conoscere e studiare in seguito con il M° Maurizio Sciarretta. Loro sono stati i miei primi maestri che continuano a seguirmi tuttora e sento di ringraziarli con tutto il cuore. In seguito ho studiato con Salvatore Accardo all’Accademia Walter Stauffer e con Sonig Tchakerian all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Molto importante per la mia formazione è stato anche il M° Zakhar Bron e ovviamente il M° Dora Bratchkova.


– Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Sinceramente non lo so. Non mi piace molto fare progetti a lungo termine. Sono difficili da realizzare e non ti danno soddisfazione nell’immediato. Sicuramente per ora continuerò a studiare tanto e ad esibirmi ogni qual volta ce ne sarà l’opportunità. Dando lezioni private a diversi ragazzi, mi sono reso conto che anche questa è una bellissima attività, chissà un giorno… si vedrà…