Ribera: Gli agricoltori lamentano dei disservizi nell’irrigazione dei frutteti

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E’ arrivato il caldo estivo con un forte vento di scirocco africano, le piante su migliaia di ettari di frutteto cominciano a soffrire e gli agricoltori non possono irrigare, per alcuni disservizi tecnici del consorzio di bonifica, agrumeti, vigneti ed uliveti a causa di continui guasti alle tubazioni e per la mancanza di personale all’uopo addetto.
L’adduttore principale, la conduttura idrica da 1000 in derivazione dalla diga Castello di Bivona, ha subìto scoppi che sono stati in parte riparati, ma non assicurano l’irrigazione a pieno regime. Lo sostengono migliaia di coltivatori che lamentano come anche sul versante sinistro del fiume Verdura, per il caldo, i terreni sono già aridi, le piante soffrono, con danni già evidenti.
“Manca perfino il personale avventizio della struttura consortile – sostiene Giovanni Caruana, già responsabile di zona della Cia, oggi produttore agricolo – un centinaio di lavoratori, che presidieranno tutta la canalizzazione del territorio, saranno assunti temporaneamente dalla Regione Siciliana nella prima decade di giugno. Sarà troppo tardi. Oggi il personale è ridotto e non può assicurare l’irrigazione per gran parte della giornata una dozzina di migliaia di ettari di frutteto”.
Altri due problemi sono irrisolti. Il magazzino dei ricambi è stato chiuso a Ribera e spostato a Menfi. Si allungano i tempi per le riparazioni urgenti. Gli agricoltori, nonostante la normativa regionale e nazionale per il coronavirus, sono costretti a pagare il costo dell’acqua a 19 centesimi al metro cubo. Diversamente non irrigano.