Ribera: Il medico va in pensione e le vaccinazioni dei bambini di 7 comuni tutte all’ufficio sanitario riberese

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Ormai in tutte le amministrazioni e le istituzioni statali si registrano, per cause finanziarie, i provvedimenti di accentramento dei servizi che danneggiano l’utenza per disagi economici e di mobilità. E’ il caso delle vaccinazioni dei bambini all’interno del distretto sanitario di Ribera che comprende i comuni di Ribera, Calamonaci, Lucca Sicula, Villafranca Sicula, Burgio, Cattolica Eraclea e Montallegro. Uno dei medici è andato in pensione, non viene sostituito dall’ASPe le famiglie devono accompagnare i loro bambini per le vaccinazioni nella sede dell’ufficio sanitario riberese di via Verga, ex ospedale Fratelli Parlapiano.
Il provvedimento ha scatenato le proteste del sindaco di Cattolica Eraclea Santino Borsellino e le lamentele del primo cittadino di Montallegro Caterina Scalia che hanno fatto propri i malumori delle famiglie costrette a fare venti chilometri di viaggio con bambini piccoli e con la spesa per il carburante. “Sarebbe stato meglio – precisa il sindaco cattolicese – tornare ad inviare una volta la settimana il medico a Cattolica e a Montallegro, come in passato, per evitare gli odierni inconvenienti”.
Oggi per assicurare il servizio delle vaccinazioni, anche ai comuni di Calamonaci, Lucca Sicula, Villafranca Sicula e Burgio, non vi sono medici e né personale infermieristico. All’ufficio sanitario di Ribera c’è un solo medico e un infermiere che devono eseguire e registrare i dati nell’anagrafe regionale computerizzata per tutte le vaccinazioni con un contratto di appena di 24 ore. E’ vero che si procede per prenotazione, ma è anche vero che i tempi si allungano per le attese quando c’è la corsa contro il tempo con l’avvicinarsi le scadenze.
Qualche medico ed operatore sanitario locale consigliano la sede riberese per una certa sicurezza delle famiglie in previsione di una possibile reazione allergica dei bambini ai farmaci somministrati in quanto c’è la presenza dell’ospedale e del pronto soccorso. I disagi degli spostamenti, comunque, rimangono.