Ribera: Arrestato Salvatore Italiano, l’assassino del degente della comunità alloggio per disabili

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I carabinieri della tenenza di Ribera, diretti dal tenente Fabio Proietti, a tamburo battente e con indagini certosine, hanno tratto in arresto il riberese Salvatore Italiano perché responsabile dell’omicidio di Gaetano La Corte. L’omicida, già reo confesso, è stato trasferito alle carceri di Agrigento. L’Italiano, 62 anni, degente pure nella casa di accoglienza, lo ha soffocato nel corso della notte, pare intorno alle 4, a causa di periodici screzi che avvenivano tra i due. L’assassino, che è difeso dall’avv. Giovanni Di Caro, ha lasciato la comunità nel corso della notte, dopo aver compiuto il misfatto, ed è stato rintracciato dai militari nella mattinata di ieri in paese.

 

Gaetano La Corte è morto, dunque, per soffocamento. Il decesso è avvenuto, intorno alle 4, nella notte, a cavallo tra domenica e lunedì, della comunità alloggio per disabili psichici denominata “Mondi Vitali” di Ribera.  La Corte, riberese, 75 anni,  da diversi anni ricoverato per l’assistenza socio-sanitaria in H 24,  è stato ritrovato esanime dagli operatori sul letto della sua stanza di degenza dagli assistenti sanitari della comunità, locale che si trova ubicata nel centro storico, nel cortile Genova, sul corso Umberto I, quasi di fronte alla chiesa madre e al palazzo comunale.

Ha indagato subito per omicidio, dopo i primi rilievi operati dai carabinieri della tenenza riberese, la procura della Repubblica di Sciacca nell’ambito dell’inchiesta scaturita dalla morte dell’anziano, ospite della comunità alloggio per malati psichici. Il magistrato, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca, Roberta Griffo, aveva disposto il sequestro dell’ala corrispondente alla camera nella quale è stato rinvenuto il cadavere. I rilievi alla ricerca di indizi hanno portato subito all’accertamento che l’uomo, celibe, è morto per soffocamento. Il medico legale ha rinvenuto dei lividi sul collo del La Corte.

Hanno avuto luogo nella mattinata di ieri gli interrogatori del personale sanitario del centro per individuare elementi utili a risalire al responsabile dell’assassinio.  Su tutta la vicenda hanno indagato il tenente Fabio Proietti, i carabinieri della tenenza di Ribera, in stretta collaborazione con i colleghi della compagnia di Sciacca.

I carabinieri di Ribera, al primo sommario sopralluogo all’interno del centro, ieri  avevano notato che La Corte presentava degli evidenti lividi sul collo per cui hanno fatto subito intervenire il medico legale e la Procura della Repubblica per una ricognizione sul cadavere. Alcune ore di indagini anche per ascoltare le testimonianze degli operatori del sodalizio che non avrebbero sentito niente nel corso della notte.

Gaetano La Corte, che da giovane faceva il barbiere tanto da essere chiamato con il nomignolo di “Tanu lametta”, esercitò l’attività fino ad una ventina di anni fa nella barberia di via Roma. E’ stato sempre descritto come una persona tranquilla e nel contempo gioviale che vestiva di norma con abiti ricercati, sempre con giacca e cravatta.

Era molto conosciuto nella cittadina perché spesso usciva dalla comunità e passeggiava sull’adiacente corso principale. Gli operatori del centro raccontano che l’11 gennaio scorso gli amici lo avevano festeggiato per il 75° compleanno con una grande torta e tanto di dedica. Domenica sera era andato a letto prima della mezzanotte nella sua stanzetta dove viveva da solo. La notizia ha impressionato la cittadina.