Sono stati più di 40 i sindaci dei paesi di tre province, Agrigento, Caltanissetta e Palermo, a chiedere la piena transitabilità della strada statale 121 che collega Agrigento al capoluogo siciliano. Si sono riuniti a Palazzo Sartorio del comune di Lercara Friddi, alla presenza degli assessori regionali Falcone e Cordaro, al capezzale di una strada che viene ritenuta “morta” per la presenza ingombrante di ben sei impianti semaforici che allungano di molto i tempi di percorrenza tanto da costringere tanti utenti a servirsi del treno e non più dei pullman di linea delle ditte private.
All’Anas viene chiesto subito di rimuovere i semafori e di realizzare dei brevi tratti di by pass stradali che renderanno il transito più scorrevole. E’ stata chiesta al governo e alla ditta CMC di Ravenna di riaprire al più presto i cantieri per ultimare le opere incomplete sia per rimettere al lavoro un centinaio di operai licenziati e sia per pagare decine e decine di imprese locali che avanzano crediti per 50 milioni di euro. Le ditte che assicurano il trasporto pubblico hanno licenziato” diversi autisti.
“A subire i danni maggiori – ci dice Giovanni Panepinto, presidente della Smap la società che cura lo sviluppo delle imprese pubbliche e private del territorio – sono le popolazioni e le imprese agricole, commerciali, zootecniche ed artigianali di tre province adagiate sui Monti Sicani. L’8 febbraio è in programma un incontro tra Anas e CMC e il 18 faremo un’ulteriore verifica della situazione”.





