Ancora in difficoltà la sanità locale, dopo qualche disservizio di recente registrato in ospedale per la chiusura momentanea del reparto di medicina. Stavolta a scendere sul piede di guerra, per i prossimi disagi, sono oltre un paio di dozzine di pazienti dializzati che vengono assistiti da un laboratorio privato, convenzionato, esistente da qualche decennio nella sede di via Roma, a Ribera. I dializzati lamentano che, a partire dal 27 gennaio prossimo, non sarà più attivata per loro la reperibilità del personale medico ed infermieristico che assicurava l’assistenza, nei casi di estrema necessità, nelle ore notturne e nei giorni prefestivi e festivi.
Pare che sia proprio il centro dialisi, che appartiene ad una multinazionale, a non volere garantire la reperibilità del personale che, due medici e quattro infermieri, spesso ha salvato delle vite quando qualche malato è entrato in crisi. A presentare le difficoltà è stata una delegazione degli assistiti che, provenienti per l’assistenza da tutti i centri del distretto sanitario riberese, hanno chiesto per stamattina un incontro urgente in municipio con il sindaco Carmelo Pace per trovare insieme una soluzione alle difficoltà che si prospettano.
I dializzati sono preoccupati perché in mancanza della reperibilità e per bisogno devono chiamare gli operatori del 118 che potrà accompagnarli al pronto soccorso dell’ospedale di Ribera e da qui al centro dialisi della struttura ospedaliera di Sciacca. I malati, che arrivano dai paesi dell’interno montano, come Bivona, Alessandria della Rocca, correrebbero qualche rischio per via della distanza e della precarietà della viabilità. In molti hanno minacciato di volersi trasferire per tutte le cure presso l’ospedale saccense.





