Domenica mattina, durante un’uscita tra le colline del comprensorio riberese, tre giovani enduristi locali, Emanuele Macaluso, Marco Daino e Liborio Marretta, hanno rinvenuto e tratto in salvo uno splendido esemplare di rapace, molto probabilmente una poiana comune. I tre, che stavano per chiudere il classico giro domenicale in sella alle loro moto da enduro in contrada Castellana, stavano percorrendo un ripido pendio, quando – tra l’erba alta – uno di loro scorge qualcosa muoversi a stento.
Avvicinandosi con cautela, hanno potuto notare il rapace ferito che, impaurito, cercava di fuggire. Con molta cautela, visti i grandi artigli e il becco appuntito, hanno catturato il volatile alto circa 60 cm e con un’apertura alare di circa 110 cm. Resosi conto che l’animale presentava una ferita all’ala destra, il gruppo ha raggiunto a piedi la strada asfaltata più vicina per riporre il rapace ferito nell’auto di un amico. Durante il tragitto, sopra le colline si aggirava un altro esemplare, probabilmente il compagno o la compagna, che cercava di richiamare a se l’animale ferito.
Nel pomeriggio, il rapace è stato accompagnato a Cattolica Eraclea, presso il Centro Provinciale Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine, diretto dalla Dottoressa Daniela Freggi. Ad un primo esame, le condizioni erano stabili, ma è stata diagnosticata una frattura dislocata all’omero destro, probabilmente dovuta ad un impatto – a causa del forte vento – contro i cavi dell’alta tensione presenti nella zona del ritrovamento.

Una frattura di questo tipo è purtroppo tra le peggiori che possa capitare ad un rapace. La diagnosi è stata effettuata dagli specialisti del servizio veterinario Asp di Agrigento. Vista la delicatezza della ferita, il decorso del rapace verrà seguito in un centro specialistico di Bari.
Il nostro bellissimo territorio sta vivendo negli ultimi anni un periodo di ripopolamento florido da parte dei rapaci. Purtroppo però, molti di loro vengono feriti (o nel peggiore dei casi uccisi) dai bracconieri, oppure rimangono vittime di uno scontro tra simili o feriti durante la loro stessa caccia. Abbiamo la fortuna di avere, a pochi chilometri di distanza, un centro all’avanguardia per il primo soccorso dedicato alla fauna selvatica, sempre a disposizione di chi ritrova volatili feriti tra le campagne del territorio.
In questo momento il centro ospita in cura anche un airone bianco, una poiana, un’aquila recuperata nel territorio di Licata e un pellicano, sempre a Licata. Su quest’ultimo animale, le ipotesi del ritrovamento in Sicilia sono varie. Si pensa sia stato acquistato illegalmente e liberato erroneamente in natura.
Se dovesse capitarvi di ritrovare un volatile ferito, rivolgetevi al Centro Provinciale Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe Marine, SP29 92011 Cattolica Eraclea AG, chiamando il numero 389 962 6409.





